Lunedì 19 Novembre 2018, Santa Matilde di Hackeborn
Twice25 & Rinina25 - CC by-sa
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Visitare Chioggia - guida breve

 

Cattedrale di Santa Maria Assunta

La costruzione originaria risale al 1100, periodo in cui venne trasferita a Chioggia la sede vescovile che in precedenza era a Malamocco. La struttura attuale è posteriore al 1623 - anno in cui andò a fuoco la vecchia cattedrale - ed è opera del Longhena, grande architetto del Seicento, il cui nome è legato - tra l’altro - alla ricostruzione della chiesa della Salute a Venezia. Risultante di questi “passaggi” è che l’edificio si presenta composito per epoca e per stile. Ecco allora che, mentre sul lato sinistro troviamo una fontana con elementi decorativi sicuramente provenienti dall'edificio originario ed un sarcofago del 1474, sul lato destro troviamo piccole statue del Quattrocento, e all’entrata del campanile un bassorilievo del 1300.
Il campanile è di stile romanico. L'interno è a tre navate e contiene vere opere d’arte: il battistero (1700) di A. Cattajapietra, sculture e pulpito di Bartolomeo Cavalieri (1677) e l'altar maggiore del Tremignon. In una cappella laterale sono conservate le reliquie dei SS. Patroni Felice e Fortunato, con alle pareti pregevoli tele di Palma il Giovane, Piazzetta, Tiepolo, Cignaroli, Diziani e Liberi. E ancora dipinti di Andrea Vicentino (1593), di Francesco Rosa (1685), di Pietro Malombra (1598), di Alvise dal Friso (1593) e di molti altri. Sulla porta un bassorilievo, detto la “Madonna del Riposo”, ricorda la sosta di papa Alessandro III nel 1177, in viaggio verso Venezia per firmare - assieme al Barbarossa - la pace tra impero e papato.
 

Chiesa di San Domenico - Santuario del Cristo

La chiesa di San Domenico sorge su un’isoletta, collegata a Chioggia da un ponte in muratura che attraversa il canale di San Domenico, appunto. Costruita intorno al XIII secolo, la chiesa fu prima officiata e retta dai Domenicani e successivamente dai Gesuiti. L’edificio subì importanti modifiche verso la metà del Settecento e fu restaurato a fondo all’inizio dell’Ottocento.
Il campanile, trecentesco, è a canna quadra percorsa da paraste, con cella campanaria a bifore. L’impianto è ad unica navata, con soffitto a volta, presbiterio e cappelle laterali. Oltre al ricco altare del Crocefisso - assai venerato - l’interno conserva opere di notevole pregio: l'Orazione nell'orto (sopra la porta) di Alvise dal Friso; le tele raffiguranti la Battaglia contro gli Albigesi di Pietro Damini; un San Paolo del 1520, ultima opera conosciuta di Vittore Carpaccio; e infine una grande e preziosa composizione - il Crocefisso che parla a San Tommaso d’Aquino - attribuita al Tintoretto.
 

Colonna di Vigo

Si trova all'inizio di Corso del Popolo ed è sormontata dall'emblema della Serenissima: il Leone di San Marco (che i chioggiotti hanno scherzosamente ribattezzato “el gato”, forse per il suo aspetto certamente modesto). La colonna, scolpita in marmo greco e sormontata da un capitello bizantino che risale al XII secolo, fu ritrovata nel 1763, durante gli scavi intrapresi per la ricostruzione della torre civica. Nel 1786 fu collocata in Piazzetta Vigo dal podestà Giulio Antonio Mussato.
 

Mercato del Pesce

A Chioggia, il mercato del pesce è un’istituzione antica, dato che la pesca è sempre stata fra le attività preminenti della città. Il variopinto mercato si trova tra la Piazza e il canal Vena, dietro Palazzo Granaio, ed ospita una trentina di postazioni di pescivendoli, chiamati mògnoli, che vendono pesce di tutti i tipi, perché Chioggia è un punto d’incontro anche di pescatori non chioggiotti. L'accesso principale al mercato è dato dal “Portale a Prisca”, scolpito dal padovano Amleto Sartori. Il pesce fresco si scarica dai pescherecci nel mercato all'ingrosso alle quattro del mattino, viene subito contrattato, e quindi viene distribuito per la città o destinato agli altri mercati italiani ed europei. La produzione locale, apprezzata per le particolarità organolettiche dovute ai bassi fondali, riguarda varie specialità, sia pregiate (sogliole, branzini, orate, capesante), sia modeste (alici e sarde). E' sempre sostenuta la richiesta de pesce dal costo accessibile (seppie, calamari, canocchie, gamberi, granchi, polipi) e quella dei mitili (peoci, bevarasse, caparossoli). Per la vivacità che lo caratterizza e per la ricchezza ambientale che lo anima, il mercato del pesce di Chioggia è da sempre una tappa obbligata di tutti i turisti.
 

Palazzo Granaio

Palazzo Granaio è uno degli edifici più antichi della città. Caratterizzato da uno stile gotico molto sobrio, il Palazzo fu eretto nel 1328, su progetto dell’architetto Matteo Caime. Come indica il suo nome, funzione di Palazzo Granaio era quella di conservare il grano necessario alla sopravvivenza della comunità. Sin dall’origine e fino all’Ottocento, la struttura poggiava su 64 colonne di pietra d’Istria, che furono poi cementate, ricavando un piano terra. Sulla facciata è incastonata una bella edicola, con un'immagine della Madonna col Bambino, attribuita a Jacopo Sansovino.
 

Ponte di Vigo

E’ il balcone della città, il più bello e più artistico degli otto ponti che cavalcano il Canal Vena: è stato definito come l'equivalente del veneziano Ponte di Rialto. Il Ponte di Vigo fu costruito in muratura nel 1685, in sostituzione di quello in legno che era stato teatro di aspri combattimenti durante la “Guerra di Chioggia”. In seguito il ponte fu abbellito con marmi d’Istria e con alcuni bassorilievi raffiguranti l’Annunciazione e i Santi Felice e Fortunato, patroni di Chioggia. In passato sul ponte fu collocato un fanale, affinché i naviganti potessero orientarsi.
 

Refugium Peccatorum

Lungo il canale Perotolo, presso la Piazza Vescovile, si trova la suggestiva sponda con balaustra e statue settecentesche, quanto resta dell’antico Palazzo Comunale, distrutto nel 1817. Con ogni probabilità, quest’angolo di Chioggia - che i chioggiotti chiamano “sagraèto” (piccolo sagrato) - è sempre stato uno dei più caratteristici della città. Esso è chiamato Refugium peccatorum, per la presenza di una bella statua della Madonna con Bambino, sormontata da una cupola dorata. Un tempo la statua si trovava sulla scalinata del Palazzo Comunale; davanti ad essa i condannati a morte potevano sostare per un'ultima preghiera, prima di avviarsi al supplizio.
 

Tempietto di San Martino

E’ uno degli edifici più caratteristici e pregevoli della città. Fu costruito - alla fine del Trecento - dagli abitanti di Sottomarina, rifugiatisi a Chioggia dopo che il loro borgo fu distrutto dai Genovesi nel 1379.
L’edificio è in stile gotico-veneziano, con una cupola ottagonale all'esterno e semicircolare all'interno. Le pareti interne sono in mattoni scoperti e dipinti, mentre le esterne sono caratterizzate dallo sporgere di un intreccio di archetti ogivali, formato da laterizio lavorato a mano. Seguendo i canoni del gotico, le finestre sono alte e strette e permettono un filtrare ridotto della luce, una penombra riposante e adatta al raccoglimento.
Il contenuto artistico del tempietto è notevole: tele provenienti da altre chiese della zona, ma soprattutto due polittici trecenteschi, attribuiti alla bottega di Paolo Veneziano e considerati fra le opere più antiche ed importanti di Chioggia: uno descrive episodi della vita di San Martino, l’altro episodi legati alla Vergine.