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Mercoledì 28 Settembre 2016, San Venceslao
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Storia di Chioggia

Le origini di Chioggia si perdono nella notte dei tempi e alcune sono leggendarie. Si narra, ad esempio, che Clodio - fuggito con Enea dopo la mitica distruzione di Troia, cantata da Omero - sia approdato sui lidi italici fondando Clodia, l'attuale Chioggia. Studi recenti avallano l’ipotesi che - intorno al 2000 a.C. - i Pelasgi, originari della regione della Tessaglia, sarebbero sbarcati nella laguna veneta e avrebbero qui costruito Cluza, la futura Chioggia. E’ molto probabile che l’isola fosse nota agli Etruschi, i quali avrebbero addirittura lasciato qualche traccia sulla iniziale struttura viaria e delle abitazioni. E’ certo, in ogni modo, che Chioggia esisteva e prosperava all’epoca di Roma.
In parallelo con Venezia, Chioggia crebbe notevolmente per l'afflusso degli abitanti dell’entroterra Veneto, che si rifugiavano nella zona lagunare, all’avanzare delle invasioni barbariche: dapprima gli Unni, alla metà del V secolo, poi i Longobardi, nella seconda metà del VI. Dopo un periodo d’assestamento, Chioggia fu distrutta due volte: la prima volta, nell’810, dai Franchi di Pipino il Breve; la seconda, nel 902, da parte degli Ungari. Divenuta sede vescovile nel 1110, essa entrò a far parte della Serenissima, di cui per secoli seguì le sorti.
Oltre che per la pesca, Chioggia prosperava allora per l’importante produzione del sale marino - il famosissimo e pregiato sal Clugiae - che veniva esportato in tutta la Penisola. Verso la fine del Trecento vi fu la guerra tra le due maggiori repubbliche marinare italiane, Genova e Venezia. Lo scontro definitivo è ricordato come la “Guerra di Chioggia”. L’isola fu espugnata dai genovesi nel 1379, ma venne liberata nel 1380 dai veneziani, dopo un lungo assedio e molte distruzioni.
Venezia avvia la ricostruzione di Chioggia, modificando l’impianto urbanistico, ma soprattutto la specializzazione funzionale dell’isola, che vede ridotta la produzione del sale ed esaltata la sua funzione d’avamposto difensivo. Il Quattrocento e il Cinquecento furono per Chioggia un periodo di decadenza, caratterizzato da pestilenze, da carestie e da un forte calo demografico. Sotto il profilo economico, Chioggia è costretta a “riscoprire” la pesca e la coltivazione degli ortaggi come primarie fonti di sostentamento. Il turismo era ancora lontano …
Il rapporto strettissimo con Venezia dura fino al 1797, anno in cui la Repubblica Veneta viene conquistata dalle truppe francesi di Napoleone. Dopo un anno - con il trattato di Campoformio - il Veneto viene ceduto all’Austria. Nell’aprile del 1800 Chioggia tenta contro l’Austria la c.d. “sollevazione del Cristo”, ma il tentativo non riesce e viene soffocato. Francia ed Austria si alternano a dominare lo scenario veneto, quindi anche di Chioggia, per i successivi cinquant’anni. Dopo aver dato il suo contributo alle lotte del Risorgimento e alla spedizione dei Mille, guidata da Garibaldi, Chioggia diventa italiana nel 1866.
Le due guerre mondiali chiesero a Chioggia un pesante tributo di sangue e di distruzioni. La prima perché - con l’arretramento del fronte sulla linea del Piave - la città si trovò nella situazione d’immediata retroguardia e dovette trasformare molti edifici in ospedali militari; inoltre, la pesca fu bloccata e le campagne vennero allegate. La seconda, perché Chioggia subì una terribile rappresaglia dei nazifascismi e - a causa della sua posizione strategica - fu considerata zona di un possibile sbarco alleato. Chioggia fu liberata il 27 aprile 1945.
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