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Lunedì 5 Dicembre 2016, San Saba
Twice25 & Rinina25 - CC by-sa
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Guida Chioggia

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Quali sono i posti da visitare a Chioggia? Qui puoi trovare una guida di Chioggia e molte informazioni utili: ristoranti, hotel, attrazioni, interessanti monumenti da visitare a Chioggia.
“Una sottile striscia di sabbia protesa davanti al mare e, dietro, stagni percorsi da correnti marine; non lontano si vedono campi coltivati e a distanza, il profilo dei colli". (Tito Livio).

Con i suoi 52.000 e passa abitanti, Chioggia è uno dei più importanti comuni della provincia di Venezia. Chioggia non è un grosso borgo, ma una vera e propria città, che sorge su un complesso d’isole: dopo Venezia, Ancona e Bari, è la città più popolosa del nostro litorale adriatico. E’ nota da sempre per il suo porto, per la pesca, per le saline, per la produzione d’ortaggi, per essere stata immortalata dal Goldoni nel suo capolavoro “Le baruffe chiozzotte”.
Detta - non a caso e per lungo tempo - “la piccola Venezia”, Chioggia è vissuta per secoli all’ombra della Serenissima e forse ha subito un danno storico irreparabile: quello di essere trascurata, poco capita, considerata riduttivamente solo un’appendice della grande vicina. Si è detto che la denominazione di “piccola Venezia” deriva dal fatto che Chioggia ha un’urbanizzazione del centro storico simile a quella di Venezia, con tanto di calli e canali attraversati da ponti, che la fanno assomigliare ad una lisca di pesce, ma sicuramente non è questo l’unico motivo. Certo, di Venezia ce n’è una sola, ma anche Chioggia ha la sua identità, la sua storia, i suoi personaggi, la sua arte, il suo “genius loci”. Può essere bello anche l’ambiente più piccolo, anche l’ambiente diverso. Nel caso di Chioggia, c’è voluto del tempo per capirlo, ma le cose sono cambiate a tal punto che - di recente - essa è stata dichiarata città d’arte dallo stesso Comune di Venezia.
E’ vero che Chioggia non ha né i magnifici palazzi né i grandiosi monumenti della grande città marciana, ma è altrettanto vero che essa ha i suoi palazzi, i suoi monumenti, conserva le vestigia del suo passato. Si è scoperto inoltre che Chioggia possiede valori propri, non tanto nascosti, bellezze proprie, caratteristiche proprie.
Lorenzo Padoan, un giornalista di fine Ottocento, parlava di Chioggia in questi termini:

“ … Chioggia occupa il fuoco meridionale della laguna veneta, essendo il settentrionale occupato da Venezia. A settentrione si stende il vasto e vivace porto, a cui fanno da sfondo il castello di San Felice, Caroman, Pellestrina e il bastione ottagono che sorge dall’acqua come un cespuglio. Questo panorama, che passa per il più bello della laguna veneta, si contempla a bell’agio dalla Piazza di Vigo, o dalla sommità del superbo Ponte di Vigo. Alla luce di maggio, alla soave brezza che dal mare viene a baciare il volto, si passano lunghe ore a contemplare estatici la vita del porto: cento e cento barchette dalle vele variopinte vengono e vanno, entrano ed escono per quella bocca del mare; guizzano e bordeggiano, si vedono e non si vedono più, sì che pare che il piloto si burli del contemplatore. E l’occhio, tra l’intenso azzurro del cielo e il verde agitato e scintillante dell’acqua, seguendo il sorridente cordone litorale, arriva fino al candido faro Rocchetta al porto di Malamocco, al campanile di Poveglia, a Venezia, al campanile di San Marco”

Per questa sua luce, per questa sua solarità, Chioggia è stata scoperta dagli artisti. Altre “bellezze” si ritrovano nella genuinità, nella schiettezza degli abitanti e nella sonorità, nel colore, nella vivacità e immediatezza del dialetto locale che richiama suoni antichi e voci lontane. E per chi ama il concreto, non son da meno la bontà e la semplicità della cucina chiozzotta - basata sul pesce, si capisce - ma non solo su quello.
In definitiva, chi visita Chioggia può scegliere (se vuole), fra varie possibilità: può fermarsi ad ammirare la sua arte; può immergersi nella sua atmosfera lagunare magica; può sedersi in uno dei tanti caffè e osservare il vivace passeggio dei chioggiotti e dei turisti, sentire il salmastro e il profumo del pesce appena pescato, assaporare la vita semplice e gli accenti di un tempo perduto, ritrovare gli ambienti raccontati da Goldoni e da Comisso, osservare lo splendido caleidoscopio delle barche che salgono e discendono i canali. Può dipingere splendidi scorci di mare e di cielo e personaggi ancora curiosi; può lasciarsi ispirare e scrivere dei versi. Non è poco. Se gli capita poi di trovarsi qui a fine giugno, il visitatore può assistere al Palio della Marciliana, che fa rivivere la Chioggia medievale nel periodo della guerra tra Veneziani e Genovesi (1378-1381).
Insomma, Chioggia non è Venezia, ma poco ci manca.

Hai un solo giorno e non sai i principali luoghi da visitare a Chioggia? Leggi la Guida ridotta
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