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Martedì 6 Dicembre 2016, San Nicola
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Rocca Malatestiana

Cesena / Italia
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La prima rocca di Cesena, quella “antica”, si trovava sul colle Becca Vento ma venne distrutta da una frana. La seconda rocca – chiamata Rocca “vecchia” – fu costruita più a valle: era nota anche come “Rocca dell’Imperatore”, perché vi soggiornarono il Barbarossa e Federico II. Essa fu distrutta nel 1377 dall’esercito dei Bretoni, guidati dal Cardinale Roberto da Ginevra, che saccheggiarono e incendiarono la città. La Rocca cosiddetta nuova, cioè la “Rocca Malatestiana” che oggi vediamo, fu costruita dai Malatesta, a partire dal 1380; naturalmente, essa nacque come fortezza militare in difesa della città.
I Malatesta si dedicarono con tenacia alla costruzione della nuova fortezza: dapprima Galeotto Malatesta, poi dal 1385 il figlio Andrea, dal 1416 Carlo e Pandolfo Malatesta da Rimini, e infine Domenico Malatesta Novello, che si avvalse della consulenza del Brunelleschi e poi di Matteo Nuti. Al ritorno del governo pontificio, l'opera non era ancora stata completata, anche perché - con la comparsa in Italia delle armi da fuoco - a partire dal 1450, si resero urgenti e necessarie modifiche sostanziali. In altri termini, il fortilizio doveva adeguarsi al collocamento in batteria delle "bocche da fuoco" e doveva saper reggere l'assalto delle "bombarde". Situata più a valle della precedente, la nuova Rocca fu completata dal governatore pontificio Lorenzo Zane nel 1480, sulla base dei progetti di Matteo Nuti; infine, il fortilizio fu rafforzato nel 1503 dal duca Valentino, che vi tenne prigioniera per qualche tempo Caterina Sforza. Già dal Cinquecento la fortezza, ormai inespugnabile, assunse sempre più il ruolo di baluardo interno e di deterrente contro chi volesse contrastare i poteri costituiti.
La struttura ha una pianta pentagonale e una cinta perimetrale con bastioni messi tra loro in comunicazione attraverso un corridoio continuo, che prende luce da una fitta rete di feritoie; sul lato sud era munita di un fossato con ponte levatoio; dal lato della Piazza, il camminamento della "loggetta veneziana" la collegava col palazzo del Governatore. L'ampia corte interna è dominata dalle due torri: il “Maschio”, alto e squadrato e la “Femmina”, rettangolare e più tozza.
Dall'età napoleonica, cessata la sua funzione preminentemente militare, la rocca fu utilizzata come carcere, funzione che perdurò fino al 1969. Solo di recente la struttura è stata restaurata e restituita alla città, e poi destinata a ospitare attività culturali (Museo di Storia dell'Agricoltura, esposizioni artistiche, spettacoli musicali, manifestazioni di cultura e folclore locale).
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