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Domenica 25 Settembre 2016, Sant'Aurelia
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Chiesa e Convento dell'Osservanza

Cesena / Italia
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Il complesso dell’Osservanza, detto anche dell’Annunziata, sorge sul Viale Osservanza. Formato dalla Chiesa e dal relativo convento dei Frati Minori Osservanti, esso fu fatto costruire da Novello Malatesta a partire dal 1460, su progetto di Maso di Pietro. L’originaria struttura della chiesa fu progressivamente ampliata (fra il XVI e gli inizi del XVIII secolo), con la costruzione di varie cappelle laterali, e arricchita di monumenti quali lo splendido mausoleo funebre che Nicolò II Masini si fece costruire nel 1592 (oggi non più esistente).
Della chiesa malatestiana resta poco: sul finire del Settecento, infatti, la struttura originaria venne abbattuta e l’edificio fu ricostruito su progetto di Leandro Marconi, che provvide anche agli affreschi. Nel 1798 la chiesa venne riaperta al culto, ma la decorazione interna fu completata più tardi. Anche il convento conobbe vari interventi: dopo la costruzione del refettorio e della biblioteca, fu scavata una cisterna nel chiostro occidentale; infine, su progetto del Borboni, i due chiostri originari furono unificati.
L’esterno presenta una facciata in stile neoclassico, rimasta incompiuta e un portico adornato di cappelle. L’interno è ad unica navata, su cui si aprono tre cappelle per lato. Il presbiterio, cintato da una bella balaustra, è costituito in marmi finissimi policromi; l'altare maggiore fu decorato nel 1835 su progetto del Marconi; una delle cantorie ai lati del presbiterio contiene un organo del 1836. Le sei cappelle laterali furono invece abbellite intorno al 1845 da Venanzio Cavina.
La Chiesa contiene molte opere d’arte, come: la "Grotta di San Francesco" con la statua del Santo e del Beato Ruffino, (1763) opera di Francesco Callegari; le decorazioni dell’abside realizzate da Leandro Marconi; il bel coro ligneo del 1694-95, con l’affresco della Annunciazione di Celestino Medovic; i 363 rosoni della volta. Fra i dipinti spiccano: la Beata Vergine e i Santi Giuseppe, Giacinto, Isidoro di Antonio Bruno (sec. XVII); la bella Madonna delle Grazie (sec. XVI); la pala Il perdono d’Assisi, attribuita a scuola emiliana della fine del Settecento; la Madonna coi Santi Francescani di Giuseppe Zattera (1855); l’Immacolata Concezione di Massimiliano Malatesta (1855); Sant’Antonio da Padova (1852) di Antonio Simonazzi. In sacrestia si conserva la bella pala della Annunciazione di Marcantonio Franceschini (1700).
Nel convento, oltre ad altri dipinti su tela, si possono ammirare gli affreschi di Giuseppe Milani (1716-1798) l’Assunta e San Pietro d’Alcantara. Nelle Catacombe, a forma di croce, furono sepolti anche membri di nobili famiglie cesenati, tra cui: i Chiaramonti, gli Almerici, i Masini, i Locatelli, i Romagnoli, gli Albizzi e i Guidi.
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