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Giovedì 29 Settembre 2016, SS. Michele, Gabriele e Raffaele
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Chiesa di San Domenico

Cesena / Italia
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La Chiesa di San Domenico prospetta sulla piazza omonima. Su progetto dell’architetto Giovanni Francesco Zondini, fu eretta tra il 1706 e il 1722, nell'area precedentemente occupata da un edificio religioso dedicato a San Pietro Martire, che faceva parte di un ampio complesso conventuale. Soppresso dai decreti napoleonici, il convento fu trasformato in orfanotrofio e, dal 1811, in ospedale civico. Conservata questa funzione per quasi un secolo, è oggi adibito a sede scolastica. La chiesa, invece, fu designata come sede della parrocchia di San Martino, qui trasferita dall'antica chiesa che sorgeva nei pressi.
La nuova struttura, con pianta ad unica navata e tre cappelle laterali per parte, evidenzia un'impostazione equilibrata e sobria. Il presbiterio è dominato dal grande altare ed è chiuso dalla curva semicircolare del bel coro ligneo settecentesco. La facciata, con cortina in mattoni a vista, è costituita da due ordini sovrapposti di lesene. All’esterno prevale la linea austera mutuata dal periodo della Controriforma, mentre all’interno domina la sobrietà dell’assetto decorativo. Il completo restauro del 1999 ha restituito all’originale splendore anche le decorazioni e gli arredi della chiesa.
L'eccezionalità di San Domenico deriva dal fatto che conserva un nucleo prestigioso di quadri, raccolti da Don Domenico Bazzocchi (parroco dal 1805 al 1845). Tali dipinti, per lo più provenienti da chiese soppresse dai decreti napoleonici, formano una testimonianza importante della pittura cesenate e romagnola fra la fine del XVI e il XVIII secolo: la loro riscoperta e valorizzazione si deve a Francesco Arcangeli, che studiò e catalogò tutti i dipinti nel 1964. Non tutte le opere salvate sono fruibili: a parte il loro grande numero, molte sono in corso di restauro o da restaurare.
Nella chiesa sono esposti quadri di pittori romagnoli che operarono fra il Cinquecento e il Settecento, quali Cristoforo Serra, Cristoforo Savolini, Livio Modigliani, Ferraù Fenzoni, Luigi Crespi, Carlo Cignani, Scipione Sacco, Pier Paolo Menzocchi ecc. Fra le opere citiamo: San Donnino Martire, San Carlo Borromeo, Santa Apollonia e un devoto (1671), di Cristoforo Savolini; la Madonna del Rosario, affresco cinquecentesco proveniente dall'omonimo oratorio; la Morte di San Pietro Martire (1545 ca.) di Scipione Sacco; San Domenico in gloria e San Vincenzo Ferreri, entrambi di Francesco Andreini.
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