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Giovedì 29 Settembre 2016, SS. Michele, Gabriele e Raffaele
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Biblioteca Malatestiana

Cesena / Italia
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Capolavoro tra le biblioteche umanistiche, unica in Italia per integrità del patrimonio librario e conservazione della struttura e dell'arredo, la Malatestiana incanta, ieri come oggi, i visitatori e gli studiosi che la visitano. Si trova in Piazza Bufalini, nell'area dell'ex convento di San Francesco. Dal 2005, essa è inscritta nel registro internazionale delle memorie del mondo dell'Unesco, primo ed unico bene in Italia ad avere tale onore.
Fortemente voluta da Novello Malatesta, la Biblioteca fu costruita fra il 1447 e il 1452. All’edificazione collaborò anche l’architetto Matteo Nuti da Fano, cui si deve anche la realizzazione del portale che precede l’aula, su cui si nota la statua di un piccolo elefante che simboleggia i Malatesta.
L'Aula ha forma di basilica, a tre navate. La navata centrale è coperta da una volta a botte, illuminata da un grande rosone, in un gioco di luci e di colori soffusi; nelle navate laterali scandite da agili colonne con capitelli ornati da simboli malatestiani, si susseguono i plutei, cioè i banchi di lettura, ventinove per parte, anch'essi originali del Quattrocento, così come le catenelle che legano gli antichi codici. Su di essi si diffonde la luce che viene da finestrelle di tipo veneziano, progettate proprio per dare la necessaria luminosità allo studio e alla lettura. Nel vestibolo una bacheca conserva la mazza argentea donata da Pio VI alla città nel 1790.
Di fronte all'aula Nuti un grande salone (originariamente destinato a dormitorio dei frati) ospita la Biblioteca Piana, già di Pio VII che conserva 5057 volumi ed una sessantina di codici, i più preziosi dei quali sono esposti nelle bacheche della sala. Notevoli sono due serie di corali del Duomo e dell'Osservanza.
Complessivamente la Biblioteca Malatestiana custodisce 340 manoscritti d’inestimabile valore in latino, greco ed ebraico, molti dei quali preziosamente miniati. Tra gli amanuensi che operarono presso la Biblioteca cesenate, si ricordano Jacopo da Pergola, Francesco da Figline, Giovanni da Epinal.
A conferma degli ideali umanistici di Novello Malatesta, la Malatestiana fu, fin dal suo nascere, una Biblioteca aperta al pubblico, quindi affidata non solo ai frati francescani, quali custodi, ma al Comune per garantire la pubblica utilizzazione e la conservazione. Tale era la consapevolezza del prezioso patrimonio di studi, codici e miniature qui raccolti, che una bolla papale del 1466 scomunicava chiunque avesse osato sottrarre volumi.
Dell'antico complesso conventuale di San Francesco è rimasto, oltre alla Biblioteca Malatestiana, il retrostante chiostro. Nei locali ad esso adiacenti è stato allestito il Museo Archeologico, in cui sono conservati interessanti reperti provenienti da insediamenti umbri e romani rinvenuti a Cesena e nel suo circondario.
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