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Martedì 27 Settembre 2016, San Vincenzo de' Paoli
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Abbazia della Madonna del Monte

Cesena / Italia
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L’Abbazia sorge sul Colle Spaziano. L'unica fonte storica che faccia cenno alle sue origini è la Vita Mauri di Pier Damiani, scritta fra il 1042 e il 1053. In essa, si accenna al luogo di romitaggio scelto da San Mauro sul colle e alla sua sepoltura presso la chiesetta che egli stesso aveva costruito verso il 930. Intorno all’anno Mille, la piccola chiesa fu demolita e ne fu costruita un'altra più bella e più spaziosa, della quale rimangono pochi resti.
Chiesa e Monastero furono riedificati nel XVI secolo. La chiesa fu ricostruita quasi per intero: le vecchie navate centrale e destra furono unificate in una più ampia navata centrale, mentre la vecchia navata sinistra fu trasformata in una serie di cappelle; inoltre fu edificata la "cappella grande della Madonna". Domenico Gravini di Brisighella rifece la copertura e costruì uno scalone discendente verso la cripta, poi scomparso. Nel 1567-68 l'architetto bolognese Francesco Morandi, detto il Terribilia, realizzò la cupola, poi affrescata dal Masini. Probabilmente il Terribilia realizzò anche lo scalone che collega la parte inferiore della basilica al presbiterio.
Il terremoto del 1768 danneggiò irreparabilmente la cupola che, demolita, fu sostituita da Pietro Carlo Borboni con un basso catino. Dal 1771 Giuseppe Milani si dedicò ad affrescare il presbiterio. Dal 1777, infine, una totale ristrutturazione del convento fu condotta dall'architetto Giuseppe Brunelli.
L’esterno è caratteristico: la mole, il tozzo tamburo senza cupola e l'abside polilobata della chiesa sono visibili quasi da ogni punto della città e della campagna circostante. L’ingresso è collocato nella prima cappella destra.
L'interno è a una navata, con quattro cappelle per lato. In alto, sui tre lati, corre il fregio di Gerolamo Longhi che contiene quattordici scene della vita della Vergine alternate a figure di putti, profeti e sibille. Fra le opere d’arte conservate, primeggiano: L'Annunciazione di Bartolomeo Coda (1543); San Mauro risana gli infermi di Francesco Mancini (1704); La presentazione di Gesù Bambino al Tempio e La Purificazione della Vergine, tavola del Francia (ca. 1515); La Vergine con Cristo in Pietà, opera del Mastelletta (1620-40). Nel presbiterio, si conserva il coro, splendida opera d’intaglio realizzata nel 1560-1563 da Giuseppe Scalvini. Di valore sono anche alcune opere conservate nella sacrestia: ricordiamo un bel San Giovanni Evangelista, la Presentazione di Gesù al Tempio di Francesco Menzocchi (1534), la Sacra Famiglia con i Santi Gioacchino, Maddalena, Gerolamo e Benedetto di Gaspare Sacchi (1536), e il Cristo e la Maddalena al pozzo di Marcantonio Franceschini.
L’Abbazia ha avuto da sempre un ruolo di primo piano nella vita religiosa della; lo dimostra la straordinaria collezione di ex-voto costituita da tavolette dipinte a partire dal Quattrocento, che raffigurano, spesso con mano ingenua ma a volte con modi artisticamente apprezzabili, i molti miracoli con i quali la Vergine del Monte esprimeva la sua protezione a Cesena e ai cesenati.
Nella cripta, che si estende sotto il presbiterio, è il venerato sarcofago di Seia Marcellina, di età romana e usato, secondo la tradizione, per contenere le spoglie di San Mauro. Dalla cripta si passi alla sala capitolare con la bella volta a ombrello nelle cui lunette sono dipinti I dodici Apostoli, San Benedetto, San Mauro e San Placido. Nel tondo al centro della volta, L'Assunzione della Vergine e, nella calotta della nicchia che contiene l'altare, L'Incoronazione della Vergine.
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