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Martedì 27 Settembre 2016, San Vincenzo de' Paoli
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Duomo di Catanzaro

Catanzaro / Italia
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Il Duomo di Catanzaro sorge sulla piazza omonima ed ha una storia lunga e travagliata. L’edificio originario eretto nel 1121, era la cosiddetta Cattedrale Normanna, intitolata all’Assunta e agli apostoli Pietro e Paolo. Di questa cattedrale ci è giunta una sola immagine: quella raffigurata nel quadro della Madonna della Ginestra, opera del messinese Antonello Resaliba, ed oggi conservata nel Museo Provinciale. Da questa immagine, si deduce che, probabilmente, l’antica cattedrale aveva cinque navate ed era in stile prevalentemente gotico. L’edificio fu ristrutturato nel 1511 dal Vescovo Tornafranza, che utilizzò due porte in marmo provenienti dal Castello Normanno e rifece la facciata in forme rinascimentali. La facciata crollò col terremoto del 1638, e nel 1660 un incendio distrusse la Sacrestia e tutti i documenti diocesani. Molti altri restauri si ebbero nei secoli successivi, finché la Cattedrale fu quasi completamente distrutta dai bombardamenti alleati dell'agosto 1943. Dopo un breve periodo di chiusura, il duomo fu riaperto al culto nel 1844, anno in cui ricevette la visita dei reali; per l’occasione il vescovo De Franco commissionò i lavori di abbellimento, e di costruzione del nuovo campanile su progetto dell’architetto Michele Manfredi.
Il tempio deve il suo aspetto attuale ai continui rifacimenti – alcuni assai discutibili – eseguiti dopo il 1943; si pensi alla ristrutturazione nel 1955, che portò alla inspiegabile distruzione di lapidi, altari, fastigi e quant’altro dal 1122 a quella data aveva reso importante lo storico edificio.
Al termine dei lavori, condotti su progetto degli architetti Vincenzo Fasolo e Franco Domestico, il nuovo duomo risultava inglobato nell’antica struttura a tre navate, con pianta a croce latina, con la sola eccezione della realizzazione di un portico a tre arcate situato sul lato nord, e lo spostamento della torre campanaria al centro della facciata principale. La nuova costruzione, inaugurata nel 1960, rispetta l’originaria planimetria. Il campanile sormontato dalla statua in bronzo dell'Assunta, dello scultore Giuseppe Rito, è alto 42 metri. Di nuova fattura sono anche il tamburo e la cupola vetrata, nonché la copertura della navata centrale a cassettoni, e la creazione del battistero nel luogo dove si ergeva la torre campanaria.
Dell’antica cattedrale si conservano bellissime opere artistiche tra le quali spiccano: il busto in argento tardo cinquecentesco raffigurante San Vitaliano; la statua della Madonna delle Grazie risalente al 1595; la statua della Dormitio Virginis collocabile agli inizi del Settecento, custodita nella cappella della Penitenzieria; la pala dell’antico altare maggiore raffigurante l’Assunta risalente al 1750; la statua settecentesca in legno raffigurante la Santissima Vergine Addolorata; e la tela della Sacra Famiglia del 1834, opera di Domenico Augimeri.
All’interno si possono ammirare anche alcune opere contemporanee quali: le quattordici Stazioni della Via Crucis realizzate da Alessandro Monteleone; le tele dei Santi Patroni e compatroni della città, opera di Lorenzo Jovino da Salerno, autore delle raffigurazioni dei Quattro Evangelisti nelle vele dei pilastri della cupola, e degli affreschi della Santissima Trinità nell’arco trionfale. Alla fine del Cinquecento risale il gruppo statuario della Madonna col Bambino, situato nel portico. Altre opere d’arte, arredi e suppellettili scampati ai bombardamenti sono custoditi nel vicino Museo Diocesano.
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