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Martedì 27 Settembre 2016, San Vincenzo de' Paoli
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Chiesa di San Giovanni Battista

Catanzaro / Italia
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La Chiesa di San Giovanni Battista sorge sul colle più alto del monte Triavonà. Fu eretta, tra il Quattro e il Cinquecento, come chiesa della Congrega dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista ed è stata rimaneggiata e ampliata nel Sei-Settecento. L’esterno è caratterizzato dall’ottocentesca scalinata d’accesso e dalla facciata di tipo tardo rinascimentale che accoglie, in una nicchia, la statua marmorea di San Giovanni Battista, opera di scuola napoletana del 1626.
L’interno mostra una pianta a croce latina e un’unica navata: è frutto del sobrio rifacimento barocco sei-settecentesco, che ha coperto le precedenti strutture precedenti. L’ampia navata centrale, di notevoli dimensioni, è scandita da tre cappelle per lato e da coppie di paraste sormontate da capitelli compositi settecenteschi finemente lavorati in stucco. Sulla sovrastante cornice marcapiano s’imposta la volta a botte lunettata. Le cappelle sono anch'esse voltate a botte e presentano una pianta più o meno regolare. Ognuna di esse conserva altari in stucco, in marmo e muratura dei secoli XVII-XIX, nonché decorazioni sulle pareti e sulle volte realizzate a “trompe d'oeil”. Le pareti interne sono decorate da affreschi, realizzati nel 1910 dal pittore crotonese Sesto Bruno con scene della vita dei due Giovanni.
Le maggiori opere artistiche conservate nella chiesa sono: il cinquecentesco Crocefisso ligneo, e la tela della Madonna di Costantinopoli nel coro; la tela dell’Immacolata del ‘600 e l’Estasi di Santa Teresa e il San Francesco Saverio del ‘700 nel transetto; la tela della Madonna del Carmine e della Salus Populi Romani tra i santi Vitaliano e Giovanni Evangelista del XVIII sec. nella cappella di San Giorgio; le statue settecentesche di San Francesco di Paola, caratteristica per avere il volto, le mani e i piedi realizzati in cera; la statua lignea di Santa Filomena e l’ottocentesca statua in cartapesta di San Giorgio, opera di Vincenzo Pignatari. Notevole è anche il busto di San Giovanni Battista della fine del Seicento, chiamato “u muzzuna” cioè “il mozzicone” per le sue piccole dimensioni. La recente ristrutturazione di una parte del pavimento ha riportato alla luce varie fosse comuni e tombe nobiliari, nonché tracce di un affresco con la Vergine e il Bambino, che si ritiene possa essere un’antica raffigurazione della Madonna di Costantinopoli.
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