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Storia di Catania

Narra Tucidide che la città di Katane (l’antica Catania) fu fondata nel 729-728 a.C. da una colonia di Greci della Calcide, salpata da Naxos cinque anni dopo la fondazione di Siracusa. Della storia di questo periodo sappiamo pochissimo: sembra che di origine catanese fosse il legislatore Caronda, e che la cittadina abbia ospitato il filosofo Senofane e i poeti Ibico e Stesicoro. Nel 476 a. C. Ierone di Siracusa, ne deportò gli abitanti e li sostituì con altri. Il nome della città fu modificato in Aitna. Morto Ierone, Ducezio e i Siracusani costrinsero i nuovi abitanti a trasferirsi a Inessa (poi Etna). Dal 461 Catania recuperò così il suo nome e i suoi antichi abitanti.
Nella guerra tra Siracusa e Atene, Catania parteggiò per Atene. Attaccata da Siracusa, fu salvata dall'invasione cartaginese della Sicilia del 409 a. C. Ma nel 403 a. C. Dionigi di Siracusa riuscì a con¬quistarla, e vendette come schiavi parte degli abitanti. Nel 345 è tiranno di Catania il sabellico Mamerco, prima si allea con Timoleonte, poi con Cartagine. Scon¬fitto da Timoleonte nel 338, cadde nelle mani dei Siracusani e fu ucciso.
Nel 263, all'inizio della prima guerra punica, Catania è conquistata dai Romani. Da allora la città fece parte di quelle soggette al pagamento di un'imposta a Roma (civitas decumana). Intorno al 135 a.C., nel corso della prima guerra servile, fu conquistata dagli schiavi ribelli e nel 122 a.C., a seguito dell’attività dell’Etna, fu molto danneggiata dalle ceneri vulcaniche. Nel I secolo a.C. il territorio catanese subì varie eruzioni etnee; inoltre fu devastato dalla guerra fra Ottaviano e Sesto Pompeo. Ma già in epoca augustea ha inizio la ripresa sociale ed economica. Nel 21 a.C. Catania fu elevata al rango di “colonia romana”, e acquistò importanza e ricchezza. Il cristianesimo vi si diffuse rapidamente; tra i suoi martiri, durante le persecuzioni di Decio e di Diocleziano, primeggiano Sant'Agata, patrona della città, e Sant'Euplio.
Le invasioni barbariche cominciano con i Vandali e proseguono con gli Eruli, gli Ostrogoti e le prime lotte con i Bizantini. Belisario occupa la Sicilia nel 535, ma poco dopo è richiamato a Costantinopoli. Nel 550 Catania è occupata da Totila, ma nel 552, con la morte di Totila, la Sicilia torna sotto il controllo bizantino (555). Catania rimarrà bizantina sino alla conquista araba (secolo IX).
I Normanni d’Altavilla mettono piede in Sicilia nel 1060: conquistata Palermo e altre città, s’impadroniscono di Catania nel 1072. Gli Svevi, ossia gli Hohenstaufen, assunsero il potere in Sicilia grazie al matrimonio di Costanza d’Altavilla, figlia di Ruggero II, con Enrico VI di Svevia, figlio del Barbarossa. Morto Guglielmo III, Enrico VI rivendicò l’Italia meridionale e la Sicilia. Alla fine della dinastia degli Hohenstaufen, nel 1266 la Sicilia fu assegnata dal Papa, che considerava l’isola patrimonio della Chiesa, a Carlo d’Angiò; ma il dominio angioino ebbe breve durata. Nel 1282 i moti conosciuti come “Vespri siciliani” posero fine al dominio angioino dell’isola. La flotta aragonese fu subito a Palermo: l’occupazione della città da parte di Pietro d’Aragona dava inizio alla dominazione degli Aragonesi in Sicilia (1282-1410). Catania fu la sede dell’incoronazione del re aragonese con il nome di Pietro I di Sicilia, e acquistò una posizione di privilegio: nel corso del XIV secolo fu scelta spesso come sede del parlamento e dimora della famiglia reale. Le controversie fra Aragonesi e Angioini durarono a lungo: finiranno con la pace di Catania firmata nel 1372, da Federico III d’Aragona il Semplice. Federico lasciò il regno alla figlia minorenne Maria, affiancata da quattro vicari: Artale Alagona, Guglielmo Perrotta, Francesco Ventimiglia e Manfredi Chiaramonte. I vicari furono presto in disaccordo su chi dovesse sposare Maria. Il rapimento della giovane, portato a termine da Guglielmo Raimondo Moncada, fece fallire i progetti del Gran Giustiziere del regno e permise il matrimonio della regina con Martino di Monteblanc. Dopo la morte di Maria (1402) re Martino sposò Bianca, erede del trono di Navarra, che scelse di stabilirsi a Catania assieme alla corte. Ma Martino muore a Cagliari nel 1409 all’età di trentatré anni e a lui succede il vecchio padre Martino duca di Monteblanc che però morirà l’anno successivo. La regina Bianca deve difendere il trono dalle mire del Gran Giustiziere Bernardo Caprera, conte di Modica, ma con l’elezione di Ferdinando I re d’Aragona, Valenza e Catalogna la Sicilia fu dichiarata provincia del regno aragonese e Bianca fu confermata “vicaria”. La Sicilia quindi non è più un Regno, ma solo una provincia e sarà così fino alla dominazione borbonica.
Il successore di Ferdinando I, Alfonso il Magnanimo, riunì il 25 maggio del 1416, nella sala dei Parlamenti di Castello Ursino tutti i baroni e i prelati dell’Isola per il giuramento di fedeltà al Sovrano e fino al 30 agosto vi si svolsero gli ultimi atti della vita politica che videro Catania città capitale del regno. La Sicilia passa tra i possedimenti spagnoli d’oltremare e sarà retta da un viceré che allontanerà per sempre la diretta conduzione politico-economica del sovrano. Catania continuò a essere favorita dai sovrani spagnoli, ma il popolo partecipò alla rivolta contro Ugo de Moncada nel 1516 e ai tumulti del 1647, in odio al fiscalismo governativo.
Una grande colata lavica, le cui bocche effusive si aprirono a bassa quota nel territorio del Comune di Nicolosi, investì nel 1669 il lato ovest e sud della città. I danni alle campagne, alle strade e alle difese furono molto gravi ma le stesse mura di difesa della città riuscirono a impedire, in massima parte, che la lava entrasse nel centro abitato. Ventidue anni dopo, nel 1693, un altro disastro colpì Catania. Un violentissimo terremoto scuote tutta la Sicilia orientale ma i danni maggiori si registrano nell’area etnea. Dopo il terremoto del 1693, iniziò il periodo della “ricostruzione” e la città si sviluppò sino a occupare uno dei primi posti nel commercio italiano. Nel 1820 Catania non aderì al moto indipendentista e fu dalla parte dei costituzionali napoletani; nel 1837 partecipò alle rivolte occasionate dal colera, e nel 1848-49 fu all'avanguardia del movimento autonomista.
Nell'agosto 1862 Garibaldi vi stabilì il centro organizzativo della spedizione conclusasi ad Aspromonte. Durante la seconda guerra mondiale, dopo lo sbarco anglo-americano in Sicilia (9 luglio 1943), i Tedeschi, dopo aver bloccato il generale Montgomery al ponte Primosole sul fiume Simeto, per sottrarsi alla manovra aggirante degli Anglo-Americani, persistettero a lungo nella difesa di Catania, che evacuarono solo il 5 agosto.
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