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Domenica 4 Dicembre 2016, San Giovanni Damasceno
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Reggia di Caserta

Caserta / Italia
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Nel 1751 Carlo III di Borbone, re di Napoli, decise di costruire nell’entroterra campano un palazzo degno di competere con le grandi residenze dei sovrani europei. Fu scelta la pianura presso Caserta, e affidato l’incarico all’architetto Luigi Vanvitelli. Il progetto steso dal Vanvitelli fu bene accolto dal re e dalla regina, Maria Amalia di Sassonia, e la prima pietra fu posta il 20 gennaio 1752, con una solenne cerimonia. I lavori si protrassero fino al 1774. Il Vanvitelli morì nel 1773 e la costruzione fu ultimata dal figlio Carlo, che apportò alcune varianti al progetto originario. Nel 1759 Carlo III fu chiamato a Madrid, per diventare re di Spagna; suo successore a Napoli fu il figlio Ferdinando IV, che completò la Reggia, e vi entrò nel 1780. La grandiosa e magnifica residenza ospitava la corte in primavera e in estate, ed era teatro di feste sontuose, di battute di caccia e di grandi ricevimenti. Dopo i Borboni, la Reggia entrò a far parte dei beni della corona e vi rimase fino al 1921, quando passò allo Stato. L’edificio fu molto danneggiato dai bombardamenti alleati, ma fu poi restaurato nel secondo dopoguerra.

Il complesso della Reggia è costituito dal Palazzo Reale, dall’immenso Parco Reale e dal bellissimo giardino inglese.
PALAZZO REALE – Preceduto dalla Piazza Carlo III, ampia ed ellittica, l’edificio borbonico è un’opera straordinaria, in cui si fondono armonicamente bellezza e funzionalità, tese a recuperare il classico e il barocco, in una struttura architettonica che annuncia il neoclassico. Visitandolo si prova l’impressione di un tuffo nel passato, quando spazio e tempo erano diversi dai nostri. Grandiose le dimensioni della costruzione: la facciata principale è lunga 253 metri, la laterale 202; la costruzione è alta 41 metri, su sei piani, oltre al seminterrato; all’interno del Palazzo si contano 34 scale, 1200 stanze e 1790 finestre.
Le facciate, in laterizi e travertino, hanno un basamento a bugnato, un doppio ordine di finestre ornate in parte di mezze colonne e lesene e un ultimo piano sovrastato da una balaustra su cui era prevista una serie di statue, poi non realizzate.
Dal cancello centrale si entra nel vasto atrio da cui inizia la lunga galleria a tre navate che va fino al cancello del parco. Le navate laterali si aprono sui quattro cortili. La navata centrale è detta “il cannocchiale” per la sua somiglianza con questo strumento ottico e per la visione che attraverso di esso si ha dell’asse centrale del parco. A metà del “cannocchiale” c’è il vestibolo inferiore, centro del piano terra. Da qui parte lo splendido Scalone d'onore di 116 gradini – ornato di due leoni di marmo bianco e dalle statue della Maestà, della Verità e del Merito – che conduce al vestibolo superiore, che comprende la Cappella Palatina e gli Appartamenti Reali. Ispirata a quella di Versailles, la Cappella Palatina è una sala rettangolare, con volta a botte ornata di cassettoni e rosoni dorati e un'abside semicircolare. A sinistra della Cappella si aprono gli Appartamenti Reali, composti da una parte settecentesca e una ottocentesca, rispettivamente a sinistra e a destra della Sala di Alessandro cui si giunge dopo aver attraversato la Sala degli alabardieri e la Sala delle guardie del corpo. La Sala di Alessandro fu usata come sala del trono da Gioacchino Murat. A sinistra c’è l’ingresso alla mostra dei lavori che formano la Collezione Terrae Motus (vds. Musei di Caserta); a destra si apre l’Appartamento nuovo, così detto per essere stato realizzato nella prima metà dell’Ottocento. Esso abbonda di ori e stucchi e lo stile Impero domina su tutto; in esso Ferdinando II volle la Sala del Trono; nella volta, un affresco di Maldarelli commemora la posa della prima pietra della Reggia. Seguono l’appartamento del Re, sistemato già in parte da Murat, la stanza da letto di Ferdinando II con il bellissimo bagno di marmo bianco, l’appartamento murattiano che termina con l’Oratorio, cappella privata.
L’Appartamento vecchio è invece alla sinistra della Sala di Alessandro: esso fu curato da Carlo Vanvitelli dal 1779 al 1790 con una schiera di artisti che seppero ben interpretare ed esprimere l’arte dell’arredo meridionale con grazia ed eleganza. Si attraversano le eleganti Sala della Primavera, con le tele di Hackert, la Sala d’Estate, quella dell’Autunno e quella dell’Inverno affrescate da Fischetti, lo studio di Ferdinando IV e il Salottino del Re.
Proseguendo si trova la Biblioteca, ricca di diecimila volumi, che occupa tre grandi ambienti, di cui due sale di lettura. Da queste si passa alla sala ellittica dove è allestito il Presepe reale ricco di pastori e di animali del Settecento e dell’Ottocento, alcuni eseguiti da noti artisti. Si passa poi in una serie di sale con dipinti del secolo XVIII e XIX riguardanti fatti e personaggi del tempo. Al termine di dette sale si esce, scendendo una scala, sul pianerottolo dello scalone d’onore.
Altri gioielli del Palazzo sono il Teatro di Corte, la Pinacoteca e il Museo dell’Opera.
Il Teatro di Corte fu progettato da Vanvitelli in un secondo momento, per volontà di Ferdinando IV, grande appassionato di teatro. Costruito a ferro di cavallo, con cinque ordini di palchi e un sontuoso palco reale, costituisce un capolavoro dell'architettura teatrale settecentesca.
La Pinacoteca è divisa in vari settori. Una Quadreria di otto sale ospita i ritratti dei re e delle regine della famiglia dei Borbone, sia d'Italia sia di Francia. Una sala è dedicata al capostipite Carlo III e contiene un suo ritratto, uno della moglie Maria Amalia e uno di Filippo V. La sala dedicata a Ferdinando IV e a Maria Carolina contiene numerosi ritratti dei sovrani, tra cui uno giovanile della regina dipinto da Raffaello Mengs. In una grande sala ellittica una tela di Giuseppe Cammarano raffigura la Famiglia di Francesco I e un'altra l'albero genealogico della dinastia. Molti i ritratti di Federico I, e delle sue due mogli, Maria Cristina di Savoia e Maria Teresa d'Austria. Una raccolta di dipinti proviene dalle collezioni dei Farnese e fu acquisita da Carlo III insieme ad un gruppo di sculture antiche, tra cui la gigantesca statua di Ercole e il gruppo marmoreo raffigurante Alessandro Farnese incoronato dalla Vittoria. Alcune tele farnesiane raffigurano avvenimenti della vita di Elisabetta Farnese; vi è poi un gruppo di battaglie, di scuola parmense. Un importante gruppo di dipinti raffiguranti vedute di porti del Regno fu commissionato dal re Ferdinando a Philipp Hackert, pittore austriaco.
Un'ala del palazzo ospita il cosiddetto Museo dell'Opera, che raccoglie disegni, schizzi, piante delle opere del Vanvitelli e soprattutto modellini in legno della reggia, realizzati in gran parte dall'ebanista Antonio Rosz. (vds. Musei di Caserta)

PARCO REALE – Il meraviglioso Parco Reale è parte integrante della maestosità e della bellezza della Reggia. È un tipico esempio di giardino all'italiana, costruito con vasti prati, aiuole squadrate e soprattutto un trionfo di giochi d'acqua che zampillano dalle numerose fontane. Il percorso dei giochi d'acqua comincia dalla Fontana del Canalone, detta anche Cascata dei Delfini perché il getto scaturisce dalle gole di tre giganteschi delfini. La Fontana di Eolo è costituita da una grande vasca nella quale si raccoglie l'acqua che cade dall'alto. Nella Fontana di Cerere o Zampilliera i getti d'acqua sono lanciati da due delfini, quattro tritoni e dalla raffigurazione simbolica di due fiumi; al centro è posta la statua di Cerere. Dalla Fontana di Venere e Adone l'acqua discende in una vasca attraverso una serie di dodici rapide. Il percorso termina con la Vasca di Diana e Atteone, dove scende dopo un salto di 78 metri, l'acqua della Grande Cascata.
GIARDINO INGLESE – Il parco comprende anche un Giardino Inglese, voluto da Maria Carolina d'Austria. Ricco di piante esotiche e rare, è abbellito da serre, aiuole, boschetti e viali che seguono ed enfatizzano l'accidentata conformazione del territorio. Il Giardino inglese comprende un piccolo lago, il Bagno di Venere e, secondo il tipico gusto romantico, rovine artificiali e finti ruderi, con statue provenienti dagli scavi di Pompei.
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