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Lunedì 5 Dicembre 2016, San Saba
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Delicata Civerra

La Storia di Campobasso fu segnata nel XVI secolo dalle aspre lotte combattute tra la Confraternita dei Crociati e quella dei Trinitari, la prima composta prevalentemente di artigiani e agricoltori, la seconda costituita soprattutto dai nuovi ceti commerciali, giunti da Napoli al seguito dei d’Aragona. La rivalità tra le due congreghe nasceva, evidentemente, dalla volontà di affermare la supremazia di una classe sociale sull’altra. L’antagonismo sfociò in un odio talmente spietato da dividere la città in due partiti contrastanti.
Testimonianza emblematica di questa situazione fu la celebre vicenda del tragico amore di Delicata Civerra, crociata, per il trinitario Fonzo (Alfonso) Mastrangelo, una sorta di Giulietta e Romeo ante litteram. La leggenda narra, infatti, che ai due giovani le rispettive famiglie impedirono di realizzare il sogno di unirsi in matrimonio, proprio per la loro appartenenza alle due fazioni rivali. Delicata fu rinchiusa nella Torre Terzano, (o forse nella cantina dello zio Nunzio), mentre Fonzo, disperato, fuggì e si arruolò nella milizia. Tale fu il dolore che Delicata Civerra si ammalò e morì, a soli venti anni, nel 1587. Fonzo, ricevuta la triste notizia della morte dell’amata, abbandonò tutto ed entrò nell’ordine francescano. La pace tra le due fazioni fu conquistata solo il 9 febbraio 1587, grazie alla mediazione del frate cappuccino Geronimo da Sorbo, giunto in città per la predica della Quaresima, il quale riuscì a far sottoscrivere alle due Confraternite un sospirato patto di pace.
I resti di Delicata riposano nella Chiesa di San Giorgio, mentre le rovine della casa in cui visse la giovane fanciulla si possono ammirare ancora oggi in Vico Pennino. Non di Delicata, ma dello zio Nunzio Civerra – rettore di San Giorgio – è invece la casa indicata abitualmente come Casa di Delicata Civerra.
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