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Martedì 27 Settembre 2016, San Vincenzo de' Paoli
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Cattedrale della Santissima Trinità

Campobasso / Italia
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Sorge in Piazza Prefettura, sulle rovine dell'antica Chiesa della Santissima Trinità, da cui ha preso il nome. Il tempio primitivo fu eretto nel 1504 per volontà del feudatario Andrea de Capua, come sede della confraternita dei Trinitari. Distrutto dal terremoto del 26 luglio 1805, l'edificio fu riprogettato dall'architetto Berardino Musenga. La ricostruzione avvenne tra il 1815 al 1829, quando la chiesa fu riaperta al culto. L’atrio porticato è opera degli architetti Sarlo e Bellini e fu costruito dal 1855 al 1859: nello stesso periodo furono ricostruite la torre campanaria e la facciata. A seguito di una ventata di anti-clericalismo massonico, nel 1862 la chiesa fu chiusa e trasformata in caserma; nel 1899 fu riaperta e nel 1915 fu chiusa nuovamente per essere trasformata in ospedale militare; nel 1927, il vescovo Monsignor Romita trasferì la sede vescovile da Bojano a Campobasso e - il 29 giugno dello stesso anno - la Santa Sede elevò la chiesa al grado di Cattedrale.
La facciata in pietra è in stile neoclassico, con pronao formato da quattro colonne centrali e due pilastri laterali con capitelli ionici, che sorreggono un frontone triangolare. A sinistra della facciata sorge la torre campanaria. L'interno si articola in tre navate, senza transetto. Nelle navate laterali si aprono due cappelle. A destra è la Cappella del Santissimo Sacramento, che contiene il coro restaurato di recente e lo splendido affresco dell'Ultima Cena, dipinto nel 1933 da Amedeo Trivisonno; altri affreschi del pittore, che arricchiscono la Cattedrale, sono La Moltiplicazione dei pani e dei pesci, La Consegna delle chiavi, La Battaglia di Lepanto e San Domenico. La cappella di sinistra è dedicata a San Giuseppe e al Sacro Cuore.
Un baldacchino con capitelli corinzi sormonta la zona del presbiterio. Alle spalle dell'altare è presente un crocifisso ligneo e un organo. La luce penetra dall'esterno dalle vetrate poste nell'architrave sopra le colonne. Nell'abside vi è un affresco di Romeo Musa raffigurante la Pentecoste; di notevole pregio è il fonte battesimale in granito, con cippo calcareo che risale al 1745. Al culmine della navata destra della Chiesa, si trova la Cappella del Sacro Cuore, con le salme dei vescovi Romita e Bologna. Ai lati del presbiterio, in alto, furono realizzati due mosaici: l’uno, dovuto al maestro Giuseppe Petrucci, raffigura L’Incoronazione della Vergine; l’altro, posto in opera dalla Bottega d’arte Domus Dei di Roma, raffigura San Bartolomeo Apostolo. Nella parte alta delle pareti della chiesa sono presenti diciotto vetri decorati con santi, episodi biblici e i “beati” esaltati da Gesù, nel Discorso della Montagna (Matteo, 5, 1-12).
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