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Lunedì 26 Settembre 2016, SS. Cosma e Damiano
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Guida Campobasso

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Quali sono i posti da visitare a Campobasso? Qui puoi trovare una guida di Campobasso e molte informazioni utili: ristoranti, hotel, attrazioni, interessanti monumenti da visitare a Campobasso.
Così lo scrittore vicentino Guido Piovene, nel suo celebre “Viaggio in Italia” del 1957, descriveva in sintesi Campobasso, nell’ambito del contesto molisano:

«… Altra specialità meridionale del Molise è il forte distacco dì tono della città principale dal circondario. Campobasso ha un aspetto di eccezione; è ricca, animata, moderna e, in confronto alla provincia in cui sorge, quasi sfarzosa. Si regge sugli uffici, e la sua economia è sostenuta dai burocrati. È perciò costretta a resistere alla tendenza altrui al decentramento, perche la perdita di uffici inaridirebbe le fonti stesse della sua esistenza.
Questa piccola capitale, fumosa per l' aria tonificante, ha tre ottimi alberghi, bei caffè e palazzi pubblici. Il patrimonio artistico è stato semidistrutto dai terremoti. Ne restano buoni avanzi nella salita al leggendario Castello Monforte, che domina la città e il territorio limitrofo specie con le chiesette di San Domenico e San Giorgio, e in alcuni attraenti bassorilievi bizantini, che ricordano quelli di Benevento e di Aversa. Sulla via del castello il forestiero è atteso al varco dai primi gruppetti di ragazzini, che diverranno poi sempre più fitti via via che si scende a sud; ma non per mendicare, abitudine aliena dall'indole del Molise. Tutt'al più, come mi è accaduto, lo svaligiano dei fiammiferi per giocare «agli spari».
… Il tono colto e gentile di Campobasso si deve forse anche alla sua qualità di superstite cittadella del liberalismo. Nelle conversazioni dei ceti istruiti si assiste così allo scontro, comune nel Mezzogiorno di ieri prima dell'intervento democristiano e marxista, tra una cultura crociana, ancora feconda, e una cultura dannunziana retorica e nazionalista. Un liberalismo moderno del resto sembra l'unico sostituto offerto ad una tradizione umanistica oramai inaridita, la quale purtroppo conserva alcuni vecchi quadri che non contengono nulla … Perdura a Campobasso la più famosa delle feste tradizionali molisane, quella del Corpus Domini, chiamata popolarmente “I Misteri”. Miracoli di santi ed episodi biblici sono rappresentati in piazza in una forma inconsueta. Persone vere e vestite in costume vengono issate su armature di acciaio, vecchie di due secoli circa, d'una lega leggera e resistente, e ben dissimulate sotto le vesti, così che gli attori sembrino sospesi e volanti nell' aria. Sono quadri viventi, che spingono la loro audacia fino a rappresentare l'angelo che si precipita dal cielo a fermare il braccio di Abramo. Il carattere dei cittadini è quello che abbiamo accennato parlando del Molise in genere, di fondo orgoglioso e gentile, ma controllato e riservato, meridionale solamente nello scoppio d'una passione, scarso di applausi per orgoglio e timore che l'ammirare sia segno di provincialismo».


Il borgo antico è disposto a semicerchio sul pendio del colle detto Monte, dominato dal Castello Monforte. La visita della città inizia percorrendo le vie del centro storico, dalle caratteristiche medievali, con impianto urbanistico a ventaglio. Si parte dalla piazza intitolata a Gabriele Pepe, patriota molisano, per passare alla neoclassica cattedrale, affrescata internamente da Amedeo Trivisonno e Romeo Musa.
Adiacente la cattedrale, costruito sull'area dell'ex Teatro margherita, si può ammirare il Teatro Savoia, con affreschi di Arnaldo De Lisio sul ridotto e sulla volta. Si passa poi alla vicina chiesa trecentesca di San Leonardo , ai piedi della salita del monte, che si affaccia sulla piazza omonima. La chiesa è riconoscibile dal fronte di stile Romanico, il portale, la caratteristica monofora, a sinistra, e la scultura del bue. Addentrandosi per le caratteristiche stradine del borgo antico sono visibili le quattro porte dell'antica cinta muraria della città: Porta Sant’Antonio Abate, Porta San Leonardo, Porta San Paolo e Porta Mancina.
Notevoli sono qui le antiche chiese di San Bartolomeo e San Giorgio. La prima è ubicata vicino alla Torre Terzano al limite della prima cinta muraria ed è meritevole d'attenzione per l’eleganza del suo stile romanico. San Giorgio è la chiesa più antica della città, sorta sulle rovine di un tempio pagano, con attigua la torre campanaria. Lungo il cammino è possibile visitare il Nuovo Museo Provinciale Sannitico, ricco di reperti dell'epoca longobarda e sannita. Per proseguire il percorso, si sale fino al Castello Monforte che domina la città. Uscendo dal borgo antico e muovendosi nell'attuale centro della città, si oltrepassa il corso per giungere alla Villa Comunale “de Capoa”, recentemente ristrutturata. La villa, d’impronta settecentesca, era di proprietà della contessa Marianna de Capoa che la donò al Comune nel 1875.
Nel corso dell’anno, Campobasso presenta varie manifestazioni: la più importante e originale è la cosiddetta Sagra dei Misteri, che ha luogo nel centro della città il giorno del Corpus Domini e che viene delineata poco sopra, nel richiamo che ne fa Guido Piovene. E’ tanto importante che Campobasso viene anche chiamata la “Città dei Misteri”. Le macchine, attualmente tredici, furono ideate intorno al 1740 dallo scultore campobassano Paolo Saverio Di Zinno. Si ritiene che la prima sfilata si sia svolta nel 1748, e fosse composta da diciotto Misteri. Oggi i Misteri che si esibiscono ogni anno sono tredici, ma la sfilata ha per il resto mantenute le caratteristiche originarie: stesso allestimento di personaggi e portatori, stessa musica ad opera delle bande musicali locali, stessi rituali ed entusiasmo nella preparazione.
Dulcis in fundo, due parole sulla gastronomia campobassana. La cucina molisana è legata alla terra e alle tradizioni. Domina la pasta, come i cavatelli con rucola e seppie, ma non mancano la polenta, le minestre di verdura o di cereali, i risotti, come quello con le lumache, e le zuppe. Fra i secondi piatti domina la carne, soprattutto quella di maiale, ma troviamo anche il baccalà e poi ancora polli, agnelli, conigli e capretti. Tra le verdure soprattutto broccoli, cicoria e cavolfiori. Piatti tipici particolari sono poi la scapece, pesce fritto con aceto e zafferano e gli umidi di vincotto.

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