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Venerdì 9 Dicembre 2016, San Siro
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Chiesa di San Sebastiano

Caltanissetta / Italia
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Si affaccia su Piazza Garibaldi, cuore della città. Tradizione vuole che il tempio sia stato eretto, nel Cinquecento, per voto popolare, in ringraziamento al Santo per la liberazione dal flagello della peste. Da un atto notarile del 1664, si apprende che in quel tempo la Chiesa “era quasi diruta e minacciava rovina”; pertanto i giurati ne autorizzarono la demolizione, unitamente alle botteghe che la affiancavano, e concessero 40 “onze” per la sua ricostruzione nello steso sito. Qualche studioso sostiene che la chiesa non fu demolita interamente e che solo il fronte sia stato arretrato, per allinearlo con le botteghe limitrofe, ma tale ipotesi è verosimile solo in parte.
Nel 1829, a causa di un furto, la chiesa fu privata di tutti gli argenti, compresa la pisside contenente le sacre particole. Nel 1874, fu ampliata la sacrestia. Nel 1878, il tempio fu restaurato, su disegno dell'ingegner architetto Alfonso Barbera: gli stucchi barocchi furono sostituiti con altri di stile classico, gli altari affiancati dalle lesene di ordine ionico e un’elegante pavimentazione completò l'intervento che si concluse nel 1879. L'attuale facciata, progettata dall'ing. arch. Pasquale Saetta, risale all'ultimo decennio dell'Ottocento. E’ in stile eclettico e si sviluppa su tre ordini. Il portale d'ingresso è affiancato da colonne binate, sormontate da timpano triangolare, che si ripetono al secondo ordine, delimitando una finestra bifora che illumina la navata, e al terzo ordine una nicchia che contiene la statua di San Sebastiano. Un timpano curvo conclude la facciata. Tutte le sculture presenti sul prospetto disposte dentro nicchie o sul cornicioni, sono opera del Biangardi. La torre campanaria si conclude con una loggia poligonale.
L'interno, ad aula unica con volta a botte lunettata, presenta sulle pareti semplici stucchi neoclassici e lesene di ordine ionico e, sull'altare maggiore, la statua del Santo attribuita a Stefano Li Volsi e il quadro della Madonna degli Agonizzanti, opera di Tommaso Pollaci.
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