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Domenica 25 Settembre 2016, Sant'Aurelia
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Cattedrale di Caltanissetta

Caltanissetta / Italia
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La Cattedrale, che prospetta su Piazza Garibaldi, fu voluta dai Nisseni, in sostituzione della precedente chiesa Madre che da allora in poi fu chiamata Santa Maria la Vetere (o Santa Maria degli Angeli). Le fasi costruttive della nuova chiesa sono compendiate in un’iscrizione, incisa in una capriata della copertura, che recita: Templum hoc incoeptum anno 1570 et ad hanc redactum formam anno 1622. L'impianto planimetrico tuttavia rimase incompleto fino al secondo dopoguerra, quando venne realizzato il transetto.
Lo spazio antistante la chiesa divenne il fulcro della vita cittadina, caratterizzato da una notevole concentrazione di edifici sacri, quali le chiese di San Sebastiano, San Paolino, San Giacomo, dell'Annunziata o Carmine, oltre alla casa del magistrato. Ancora oggi è definito per eccellenza il centro della città.
Dal 1718 al 1720, la chiesa venne decorata dagli affreschi del fiammingo Guglielmo Borremans, con cui ha collaborato il figlio Luigi. Rilevante, per l'assetto architettonico e decorativo, l'intervento dell'architetto palermitano Francesco Ferrigno, al quale si deve, tra l'altro, la scenografica chiusura della nave centrale.
Il progetto della facciata, definito probabilmente dal Ferrigno, nel progetto settecentesco, viene ripreso dall'architetto comunale Gaetano Lo Piano. Nel 1848 la baronessa Agata Barile-Giordano elargì 400 “onze” per la realizzazione di una cancellata in ferro che racchiudeva il sagrato; nel 1892 la cancellata fu ridotta in altezza; nel 1950 fu definitivamente rimossa.
Il prospetto è piano con due ordini sovrapposti. Il primo, scandito da lesene d'ordine toscano che inquadrano i campi di parete su cui si aprono i tre portali d'accesso, è concluso da un ampio cornicione sul quale si eleva il secondo ordine. Quest'ultimo, in corrispondenza della navata maggiore, è caratterizzato da paraste ioniche inquadranti il finestrone centrale, sormontate dal timpano triangolare. I due campanili si innalzano in prosecuzione del primi due ordini laterali di paraste del plano inferiore, isolati rispetto alla partitura centrale.
L'interno, a croce latina, è diviso in tre navate sostenute da pilastri e presenta una cupola collocata nel punto ove i bracci s’incrociano. Le sontuose decorazioni della volta e delle arcate, recentemente restaurate, riportano - attraverso centoquarantasei affreschi di varie dimensioni - un “cammino di fede”: è l’opera grandiosa del Borremans. In tutti i pilastri e nei sottoarchi sono raffigurati personaggi ed episodi del Vecchio Testamento. La grandiosa volta, al centro, rappresenta La Concezione della Vergine, circondata ai lati da quattro scene di trionfi: di San Michele, dell’Assunzione di Maria in cielo, della Fede e del Coro dei Santi e delle vergini, questi ultimi due distrutti nei bombardamenti del 1943 e rifatti negli anni ’50 dal pittore torinese Nicola Arduino.
Notevoli sono anche: la statua del patrono San Michele Arcangelo, eccellente fattura di Stefano Li Volsi da Nicosia del secolo XVII; i quadri Concezione della Vergine e San Vincenzo Ferreri del Borremans, la Madonna dei monti di Pompeo Buttafuoco, il Martirio di San Lorenzo d'ignoto autore. Si ritiene opera del Gaggini Il Santissimo Crocefisso scolpito in legno.
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