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Mercoledì 28 Settembre 2016, San Venceslao
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Castello di Pietrarossa

Caltanissetta / Italia
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Il Castello di Pietrarossa è situato all'estremità inferiore del quartiere Angeli, primo nucleo dell'attuale abitato urbano di Caltanissetta. L'origine di questo fortilizio, che ebbe grande importanza strategica nel medio evo, si perde nelle nebbie della storia, forse della preistoria: taluni lo giudicano opera dei Sicani o dei Siculi, ma quest’opinione non ha fondamento; altri ritengono che fosse già esistente in epoca romana; altri ancora lo attribuiscono ai Saraceni. Questi certamente vi ebbero stanza e ne furono cacciati dai Normanni nel 1086-1087. I Normanni misero mano alla struttura, tant’è vero che le prime notizie storiche sull'esistenza di un castello a Caltanissetta risalgono al 1086. Da allora, al grandioso Castello - che aveva tre torri, su tre rupi formanti alla base un'unica roccia accessibile solo dalla parte di occidente - furono legate le vicende della città e dell’intera Sicilia. Le tre torri figurano nello stemma civico di Caltanissetta. Il disegno del Castello, qual era nel 1500, appare in una carta geografica del Vaticano.
Durante la guerra del Vespro (1282), la fortezza fu saccheggiata. Il Trecento vede la rocca al centro di episodi rilevanti nella storia isolana. Qui, nel 1361 Federico III dovette sostenere l'improvviso assalto dei ribelli capitanati dal Ventimiglia, conte di Geraci, e dal Chiaramonte, conte di Modica; e certamente sarebbe stato sopraffatto se i Nisseni, fedeli al re, non fossero accorsi in armi a liberarlo. Qui, dopo la morte di Federico III, tennero consiglio i Baroni di Sicilia per nominare i quattro vicari che dovevano governare l'isola durante la minore età della regina Maria. Nel 1407 Sancho Ruiz de Lihori vende al re Martino I d’Aragona “terra et castrum Caltanissette” con il fortilizio di Pietrarossa; pochi giorni dopo Martino I cede la città a Matteo Moncada.
Nel Cinquecento inizia il declino del Castello, che cessa ogni funzione militare. Inadeguata come residenza nobiliare, la fortezza decade rapidamente con l'avvento dei Moncada. A seguito di un crollo di parte del maniero, tra le macerie viene ritrovato il corpo della principessa Adelasia, nipote del normanno conte Ruggero. Infine abbandonato, il Castello crollò improvvisamente la notte del 27 febbraio 1576. Quel che ne rimane è ben poca cosa: una vedetta incavata nella viva pietra, un piccolo arco romano con sopra una feritoia, una cisterna. Tuttavia, gli eloquenti ruderi furono dichiarati monumento nazionale.
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