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Mercoledì 28 Settembre 2016, San Venceslao
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Guida Caltanissetta

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Quali sono i posti da visitare a Caltanissetta? Qui puoi trovare una guida di Caltanissetta e molte informazioni utili: ristoranti, hotel, attrazioni, interessanti monumenti da visitare a Caltanissetta.
“Caltanissetta è affollata, formicolante, come lo sono tutti i centri piccoli e grandi all'interno dell'isola, dove la popolazione agricola, non vivendo nelle campagne, si stipa dentro la città. Spruzzata anch'essa di architettura barocca, è centro del Distretto Minerario della Sicilia, sede dell'Istituto Tecnico Minerario. Siamo nel regno dello zolfo, che si prolunga ad ovest sopra Agrigento. Alcune tra le principali miniere di zolfo si trovano alle porte di Caltanissetta. A noi è stato più facile vedere la miniera di Cozzodisi, più ad ovest, sulla strada che traversando l'isola unisce Agrigento a Palermo. Il colore di zolfo è diffuso dovunque, quasi che tra noi e il paesaggio vi fosse l'invisibile schermo di un vetro giallo. Di ritorno da una miniera, si porta la visione di solitudini selvagge tinte di fulvo, interrotte qua e là da borghi scaglionati in vetta alle rupi, da apparizioni di castelli feudali. I monti hanno forma di acrocoro, di rocca, di amba africana; le nuvole sono solenni; passano solitari uomini e muli. Dai greppi guardano le capre, di razza che non conoscevo, le corna lunghissime e attorte, ma dritte e dalla punta aguzza, simili al corno del liocorno. Questa terra giallastra è però disseminata di fiori; per esempio, quando vi andai, di grandi gigli azzurri di colore intenso e di forte profumo. Avvicinandosi ai paesi arrampicati sulle rupi, dove le case sovrapposte l'una all'altra sembrano una casa sola con decine di piani, accade di vedere muli affacciati alle finestre come in cima a una torre. Sembra d'essere entrati in una storia di magia”.
(Guido Piovene, Viaggio in Italia, 1957)


Caltanissetta, capoluogo siciliano di provincia - con circa 60.000 abitanti - si estende in un'area che domina l'intera Valle dell'Imera meridionale. Dal punto di vista morfologico, la città ha le stesse caratteristiche del territorio che la circonda, quindi aspetto molto aspro e di composizione calcareo-argillosa. Essa sorge nella conca formata tra i colli Sant'Anna, Monte San Giuliano e Poggio Sant'Elia. Il clima di Caltanissetta è di tipo continentale, secco d'inverno e ventilato d'estate. Le nevicate sono rare e le piogge, assenti in estate, si concentrano in inverno e inizio primavera. Le temperature oscillano dai 10 gradi invernali (con picchi appena inferiori allo zero) al 35 gradi estivi (con picchi di 44-45 gradi).
I dintorni della città presentano una serie di siti archeologici - di cui citiamo i maggiori - ricchi di reperti: villaggi capannicoli, fortificazioni, luoghi di culto, aree sepolcrali. Notevoli sono le testimonianze pervenute dagli scavi archeologici di Sabucina, tra i più importanti dell'isola, i cui reperti sono conservati nel locale Museo Archeologico. Altra grande area archeologica del Nisseno è quella di Gibil-Gabib (parola di origine saracena il cui significato è Montagna dei Morti), che contiene tracce d’insediamenti preistorici, tra cui due necropoli, oggetti di uso quotidiano risalenti all'età del Rame e al periodo indigeno-ellenico, e soprattutto parte della cinta muraria e del torrione di difesa nel VI a.C. Tra San Cataldo e Serradifalco, sorge il sito archeologico di Vassallaggi, originario del VI secolo a.C.
Il centro cittadino è caratterizzato da una serie di architetture religiose e civili. Ogni edificio, sacro o meno, di questa città, fu costruito con l’intento di rendere Caltanissetta una delle città più belle ed importanti della Sicilia. Strutture architettoniche maestose, che con il loro fascino e i loro colori riescono a coinvolgere anche il meno interessato e si lasciano guardare in silenzio.
Fra le architetture religiose spicca la Cattedrale di Santa Maria la Nova, edificata tra il Cinquecento e il Seicento, della quale si apprezza soprattutto la serie di affreschi con cui è decorata la volta. Ad essa si affianca la Chiesa di Sant'Agata al Collegio, del primo Seicento, caratterizzata da una pianta a forma di croce greca e da un interno ricco di stucchi e decorazioni marmoree. Secondo la tradizione, l'attuale chiesa sorge su un edificio religioso più piccolo nel quale fu fondato nel 1588 il Collegio della Compagnia di Gesù. Inoltre, nel 1848, a seguito dei moti insurrezionali, la chiesa servì il Comitato rivoluzionario nisseno. Altre importanti chiese di Caltanissetta sono la chiesa di San Giovanni (fondata nel 1100, distrutta durante la seconda guerra mondiale e poi ricostruita), la Chiesa di San Sebastiano, sorta intorno al Cinquecento e più volte rimaneggiata, e la Chiesa di San Domenico fondata nel 1400 per i Moncada, famiglia siciliana di origine aragonese. A ridosso del castello, nei pressi dell'antico quartiere arabo di Caltanissetta, troviamo la Chiesa di Santa Maria degli Angeli, di epoca normanna. Dello stesso periodo è anche l'Abbazia di Santo Spirito, costruita in onore di Adelasia, terza moglie di Ruggero I d'Altavilla.
L'architettura civile di Caltanissetta è in particolare rappresentata da un nucleo di palazzi d'interesse storico, un tempo appartenenti alle famiglie più in vista della città. Meritano una visita soprattutto l’ottocentesco Palazzo Testasecca, in stile neoclassico, l'adiacente Palazzo Benintende, che ospitò Garibaldi nel 1862, l’ottocentesco Palazzo Provinciale, il Palazzo del Carmine, uno dei più antichi della città e realizzato nella seconda metà del Trecento, il Palazzo Moncada detto anche Palazzo Beauffremont, eretto nel Seicento.
La storia medievale di Caltanissetta dall'altra parte è rappresentata dall'antica fortezza, la stessa che ha dato il nome alla città e che ha avuto probabilmente origine nell'VIII secolo. La fortezza, che venne ampliata durante il periodo Normanno, è conosciuta con il nome di Castello di Pietrarossa: i suoi resti sono ancora visibili sull'altura che sovrasta la città.

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