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Storia di Cagliari

Alcuni reperti trovati nella collina di Monte Claro testimoniano che i primi insediamenti in zona risalgono al neolitico e che – verso il 1700-1500 a.C. – la città era già attiva nei commerci. I Fenici cominciarono a frequentarla verso il X-IX secolo a.C. e le assegnarono il nome di Karel/Karales, (Città di Dio) o Caralis/Carales, più tardi trasformata in Calaris/Calares. I Cartaginesi ne fecero un vero centro urbano, con edifici religiosi, necropoli, abitazioni e cisterne per l'acqua. La città divenne centro di una vita commerciale assai intensa, essendo lo sbocco naturale dei prodotti agricoli del Campidano meridionale e del sale di produzione locale.
Conquistata da Roma nel 238 a.C., Carales conservò il carattere di città commerciale. La città aveva le strade lastricate, un acquedotto, le cloache, edifici pubblici, l'anfiteatro e le terme. Era capitale della Sardegna e sede di magistrati romani. Fu eretta a municipium da Giulio Cesare nel 46 a.C.
Con la caduta di Roma, l’isola fu occupata dai Vandali (455-533), dai Bizantini (533-551), dagli Ostrogoti nel 551 e dai Longobardi nel 599. In seguito, dominata dagli Arabi, l’isola perse i contatti con l'esterno, e si resse autonomamente – già prima del Mille – con la costituzione di quattro Giudicati (regni retti dai Giudici): Cagliari, Arborea, Logudoro e Gallura. Per le continue scorrerie saracene, gli abitanti costieri cercarono rifugio nelle zone più interne. I Cagliaritani lasciarono l'insediamento originario per fondare Sant’Igia, prospiciente lo stagno di Santa Gilla, che divenne capitale del Giudicato di Cagliari o Pluminos (IX-X secolo).
Nel secolo XI Pisa penetrò ampiamente nel Giudicato, con matrimoni e con il commercio, ma la penetrazione non fu pacifica. Seguì un lungo periodo di lotte tra i Giudicati e le Repubbliche di Pisa e Genova. Santa Igia si contrappose all'insediamento pisano, edificato sul colle denominato Castrum Caralis, da cui il nome di Castello. Al sistema giudicale si sostituì l'ordinamento pisano. Si formarono allora i tre quartieri, appendice del Castello: la Marina, abitato da pescatori, centro dei commerci; Villanova, essenzialmente borgo agricolo; Stampace, quartiere artigianale. Nel 1297, Bonifacio VIII assegnò il titolo, ma non il possesso del Regnum Sardiniae et Corsicae, a Giacomo II d'Aragona. Invano Pisa rafforzò il sistema difensivo di Castello, con la costruzione delle torri di San Pancrazio e dell'Elefante. Gli Aragonesi conquistarono Cagliari nel 1324; poco dopo fu debellata la resistenza del Giudicato di Arborea e delle truppe genovesi. L’influenza pisana in Sardegna era finita.
A Cagliari, gli Aragonesi fortificarono il Castello, migliorarono il porto e introdussero gli statuti barcellonesi. L’isola fu divisa in due grandi settori amministrativi: Capo di sopra e Capo di sotto. Cagliari divenne capitale di quest'ultimo e sede del viceré. Pietro IV d'Aragona istituì i parlamenti, composti di tre elementi: militare, ecclesiastico e reale. Furono costituiti i “gremi” o associazioni di mestiere. Un tentativo di cacciare gli Aragonesi si ebbe nel 1476: Ortaldo Alagon – figlio del Marchese di Oristano – occupò il porto e s’impadronì delle navi. Ma la città non cedette e gli Alagon, sconfitti a Macomer nel 1478, furono costretti alla pace.
La dominazione spagnola in Sardegna ebbe inizio nel 1479 quando, unificate Castiglia e Aragona sotto un unico trono, Ferdinando il Cattolico successe a Giovanni d'Aragona. La Sardegna fu per molti versi trascurata. Ciò favorì il rafforzamento del ceto feudale locale che abusava dei suoi poteri a danno del mondo rurale. Nel 1620 fu fondata l'Università; sorsero iniziative assistenziali. Nel 1668 l'uccisione del viceré Camarassa segnò l’inizio del distacco della Spagna dall'isola, che culminò ai primi del Settecento, con lo scoppio della guerra di successione spagnola. La disputa tra Austria e Spagna terminò nel 1708 con l'intervento di una flotta anglo-olandese che bombardò e occupò Cagliari. Dopo il trattato di Utrecht (1713), l’isola fu ceduta all’Austria. Poco dopo il trattato di Londra (1718) assegnò la Sardegna e il titolo regio al duca Vittorio Amedeo II di Savoia.
Da questo momento in poi Cagliari rimase sede dei viceré, il primo dei quali fu Saint Remy. In seguito alla rivoluzione francese, il 18 dicembre 1792, una flotta francese sferrò un attacco alla città, ma un tentativo di sbarco effettuato nella spiaggia di Quartu fu respinto dai miliziani sardi. Nel 1794 Cagliari fu teatro di agitazioni a carattere antifeudale che si estesero a tutta l'isola e si conclusero con una dura repressione da parte delle autorità sabaude. Nel 1799, l'esercito napoleonico marcia su Torino e Carlo Emanuele IV si trasferisce a Cagliari con la corte: la Sardegna era l'unico territorio non occupato. Cagliari sarà capitale del regno di Sardegna fino al 1812 quando, entrati gli Austro-Russi a Torino, la corte ritornò in Piemonte, lasciando nell'isola come viceré Carlo Felice. Sotto la sua amministrazione, si costruirono strade e fu costituita la Società Agraria ed Economica (1804). Nel 1847 un moto popolare riuscì a unificare la Sardegna al Piemonte, con la cosiddetta "fusione perfetta". Fino allora, l'isola, pur unita al Piemonte, aveva goduto di una sorta di dipendenza amministrativa. Cagliari, come gli altri comuni del regno, era amministrata secondo un ordinamento giuridico moderno, ispirato ai principi dello Statuto Albertino del 1848. Ma, anche dopo l’unificazione, molti problemi di antica origine restavano ancora irrisolti, e non tardarono a presentarsi.
Nel 1906, durante una sommossa popolare contro l'aumento del pane, vi furono tre morti e venti feriti. Già dall'inizio del secolo aveva ripreso slancio il pensiero autonomistico, che culminò con la costituzione di un partito sardo autonomo, nel 1921. Il programma politico prevedeva la regionalizzazione delle risorse economiche, l'espropriazione del capitale, l'abolizione della monarchia. I primi risultati elettorali furono lusinghieri. Negli anni seguenti la città si sviluppò ulteriormente. La costruzione delle ferrovie contribuì a valorizzare il suo porto e a incrementare i commerci. La seconda guerra mondiale parve interrompere bruscamente questo processo. La città fu in gran parte distrutta dai massicci bombardamenti anglo-americani del febbraio e del maggio 1943, ma la ricostruzione fu rapida. Quando nel 1948, lo Statuto Speciale della Sardegna dichiarava Cagliari capoluogo della regione, la città era già ritornata al suo rango storico.
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