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Tempietto di San Giovanni al Sepolcro

Brindisi / Italia
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Detto anche chiesa del Santo Sepolcro, il tempietto sorge sulla via omonima. Fu edificato sul finire dell'XI secolo, per volontà del normanno Boemondo, ed è importante perché testimonia le relazioni culturali e artistiche esistenti tra la città di Brindisi e la Terrasanta: in effetti, la struttura risulta essere la replica più fedele - fra quante si conoscono - della rotonda dell’Anastasis, collocata all’interno del complesso del Santo Sepolcro a Gerusalemme.
Di forma circolare, il tempio conserva all’interno alcuni brani d’affresco di vari stili ed epoche, rappresentanti santi e scene sacre poco riconoscibili. Al centro del monumento restano visibili, tramite un’apertura circolare sul pavimento, tracce di una domus romana che doveva estendersi oltre il confine del monumento stesso.
Così il tempio è descritto, ai primi del Novecento, dall’archeologo Pasquale Camassa: “Dovette essere un tempietto pagano. Lo dicono la sua forma di rotonda, per quanto non perfettamente circolare, e la struttura dei suoi muri in grossi parallelepipedi uniti a secco. Le otto colonne, alcune di cipollino ed altre di granito, sostenevano la volta, ora sostituita da un povero tetto a tegole. La porta principale è ostruita da una casa che abusivamente vi venne addossata. Trasformata in chiesa cristiana, fu chiamata successivamente San Giovanni dei Greci, San Giovanni dei Cavalieri Templari, e poi San Giovanni dei Cavalieri Gerosolimitani o del Santo Sepolcro. Le sostruzioni interne e i lavori di adattamento gli fecero perdere l'originaria bellezza e semplicità. Vi si costruirono tre altari con altrettanti absidi. I muri furono intonacati ed affrescati. Questi affreschi hanno un certo interesse per l'arte del tempo, perché mostrano l'inizio di una vita rigogliosa e indipendente, la quale si vide tolta dagli stretti cancelli del bizantinismo, ch'era prevalso per l’innanzi in Brindisi.
I Greci, che l'officiarono, impressero al tempio i caratteri dell’architettura e del gusto loro, aprendovi dei finestrucoli stretti e allungati nel muro perimetrale, sormontando le colonne con capitelli di varia struttura e stile, e dando alle porte un sesto acuto. La porta attuale, che ha gli stipiti e l’architrave in marmo con disegni fantastici, è preceduta da un baldacchino sostenuto da due colonne, che poggiano ciascuna sul dorso d'un leone. Il capitello della colonna a destra ha dei volti umani, le cui orecchie vengono morse dai becchi di uccelli mostruosi. Quello di sinistra ha uomini e donne, che facendo catena sembra che danzino".

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