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Domenica 11 Dicembre 2016, San Damaso I
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Castello Svevo

Brindisi / Italia
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E’ detto anche “Castello Grande” o “Castello di Terra”, per distinguerlo da quello Aragonese (detto “di mare”). Voluta da Federico II nel 1227, la struttura era orientata alla difesa contro l’ostilità dei non pochi Brindisini che rimpiangevano i Normanni e mal si adattavano alla dominazione sveva. Il Castello era in origine di forma quadrata con quattro torri agli angoli, lambito dal mare da una parte, circondato da fosso profondo dagli altri lati. Esso conserva ancora l’impianto federiciano trapezoidale, ma fu poi potenziato e ampliato per opera di Ferdinando I d’Aragona, con la costruzione dell’attuale antemurale e dei quattro grandi torrioni agli angoli, e la creazione di un ampio fossato. Altre modifiche furono apportate nel 1526 e nel 1530. Per la costruzione del Castello furono impiegati materiali derivanti dalle vecchie mura e dai monumenti cittadini in rovina.
Abbandonata dagli Spagnoli, la struttura fu trasformata in penitenziario da Gioacchino Murat nel 1813; tale funzione fu mantenuta anche sotto i Borboni e i Savoia, fino ai primi del Novecento, quando la Marina Militare lo acquistò per farne la sua base a Brindisi. Nel periodo delle due guerre mondiali, il Castello è stato utilizzato come importante base navale: in esso fu ospitato nel 1943 il re Vittorio Emanuele III e furono dislocate le funzioni di comando, quando Brindisi fu capitale d'Italia (settembre 1943 – febbraio 1944).
Il Castello Svevo è tutt’ora sede del Comando Marina e del Comando della Piazza Marittima.
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