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Lunedì 5 Dicembre 2016, San Saba
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Guida Brindisi

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Quali sono i posti da visitare a Brindisi? Qui puoi trovare una guida di Brindisi e molte informazioni utili: ristoranti, hotel, attrazioni, interessanti monumenti da visitare a Brindisi.
Guido Piovene, nel suo celebre “Viaggio in Italia” del 1957 così descrive la città:
“Brindisi soffre della crisi di tutti i porti adriatici e ionici, volti verso l'Oriente. Fino alla prima grande guerra fu Brindisi il porto d'imbarco della «Valigia delle Indie»; durante quella guerra, la base principale delle operazioni navali contro l'Austria-Ungheria; e in seguito, fruì del legame con l'Albania, conservando una tripla mansione di porto d’imbarco e di sbarco per il Levante, di porto militare, di sfocio dei prodotti della provincia agricola. Della sponda adriatica occidentale è questo il più sicuro e più vasto riparo, suddiviso in un porto interno, che abbraccia la città con due profonde insenature, un porto esterno, al quale si accede mediante un canale, e finalmente un avamporto. L'attività portuale è languente, almeno in paragone di così grandi attrezzature; il gioco degli specchi d'acqua, non più popolati di navi, crea prospettive varie, capricciose, impreviste, specialmente la notte, quando percorrendo le rive, il castello, la luna e le luci della città si associano in modo mutevole. Vi ho trascorso una bella sera, contemplando la luna piena che imbiancava le acque, e mangiando i frutti di mare, che rientrano nel costume di Brindisi come a Taranto; oltre ad un formaggio fresco, profumato d' erbe aromatiche, il profumo pugliese, come la zagara è il profumo della Sicilia.
Brindisi è una bella città prevalentemente moderna, e vi primeggia ancora un' aristocrazia agricola. La zona di Brindisi è fertile, e fertile è la terra che da Brindisi conduce a Lecce. Anche se si risale a Lecce da Taranto, dallo Ionio all' Adriatico, la strada è circondata di bei coltivi. Si traversa Manduria, cittadina graziosa, con palazzi e chiese barocche, piazze e case fiorite; Salice Salentino, le cui case più esterne si mischiano alla campagna con una corona d’orti cintati, visione questa frequente in terra pugliese. E cominciano, nella pianura, quei paesi bianchi, che in lontananza prendono una lucentezza ma, nel tempo medesimo, un'incertezza di miraggi, da cui si avverte d'essere nel Salento”.

E Annibale De Leo, scrittore italiano dell’Ottocento, così tratteggia il porto, che tanta parte ha avuto ed ha nella Storia di Brindisi: «Ove il mare Adriatico bagnando l'estrema parte d'Italia si distende entro la penisola, che Japigia dagli antichi si nominava, quivi è formato dalla natura il porto di Brindisi, porto il più celebre che immaginar si possa in tutta l'antichità, e che racchiudendo in se stesso più porti, oltre modo si rendette rinomato ne' tempi della Romana repubblica.»
Capoluogo di provincia, con circa 90.000 abitanti, Brindisi è una bella e affascinante città nel nostro Meridione, situata nel punto estremo del "tacco dello stivale", nella regione Puglia. Una delle tre principali città della Penisola Salentina, Brindisi si presenta con una chiara atmosfera dell'Italia meridionale, là dove tutto sembra cambiare rispetto al resto del Paese: la luce è diversa, la lingua è diversa e il mare è diverso, più profondo e aperto, italiano ma anche greco, in una parola, mediterraneo.
Il motivo principale che spinge i visitatori è che qui si vuol prendere il traghetto per la Grecia o l'Albania. La città tuttavia ospita alcuni monumenti interessanti che renderanno più che piacevoli le ore di attesa. Brindisi è da sempre conosciuta per il suo porto, la cosiddetta “Porta d'Oriente”, ma non mancano altri motivi d’interesse. La città conserva importanti testimonianze, che fedelmente riproducono il passaggio di avvenimenti storici di grande portata. In sintesi, la città è ricca di monumenti. D’epoca romana ricordiamo l’area archeologica di San Pietro degli Schiavoni, le Vasche Limarie di epoca imperiale, le Colonne Romane sulla collina che guarda al mare, forse edificate come segnalazione ai naviganti.
Preziose testimonianze del periodo medievale sono: il romanico Complesso di San Benedetto, edificata nel 1090; il Tempietto di San Giovanni al Sepolcro, detto dei templari, di pianta circolare; la Cattedrale, con l’originale pavimento musivo del XII secolo, che vide il matrimonio di Federico II, grazie al quale divenne re di Gerusalemme; la Fontana Tancredi, medievale, costruita dall’omonimo re normanno; il cosiddetto Portico dei Cavalieri Templari, realizzata nel XIII secolo, e oggi ingresso del Museo Archeologico intitolato a Francesco Ribezzo. La Chiesa della Santissima Trinità o di Santa Lucia che risale alla fine del XII secolo: la Chiesa del Cristo, ultimata intorno al 1232; il Castello Svevo voluto da Federico II, che risale al 1227; la Loggia Balsamo balcone su mensole decorate appartenente a un palazzetto della fine del Duecento; la Chiesa di Santa Maria del Casale fuori dal centro abitato, pregevole esempio di architettura di passaggio dal romanico al gotico; il Palazzo Granafei-Nervegna, esempio di architettura tardo-rinascimentale con influenze catalane. Di epoca recente è il Monumento al Marinaio d’Italia disegnato da Luigi Brunati nel 1933-1934, che ha la forma di un timone alto 53 metri e che spicca sul porto.
Anche i dintorni sono di notevole bellezza. É il caso, per esempio della Riserva naturale di Torre Guaceto o delle attraenti campagne coltivate a oliveti e vigneti. Incantevoli sono le spiagge, alcune delle quali ancora poco sfruttate dalla dilagante edilizia. Ostuni è a soli trentacinque chilometri a nord-ovest di Brindisi, Alberobello con i suoi trulli non è lontana … Sagre ed eventi culturali di ogni genere arricchiscono l'atmosfera salentina, in combinazione con i deliziosi prodotti della gastronomia locale. Il folclore si arricchisce in particolare della cultura del Tarantismo, legato a una forma d'isterismo popolare e folcloristico di lontane origini pagane e che, secondo la leggenda, sarebbe provocato dalla puntura della tarantola.
Brindisi resta nel cuore; non solo per i monumenti, ma soprattutto per i richiami del passato, per i colori e i sapori della terra, perché ti dà la sensazione di vivere sospeso su un ponte che conduce all’ignoto.

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