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Lunedì 5 Dicembre 2016, San Saba
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Santa Giulia

Brescia / Italia
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Monastero femminile di regola benedettina, fatto erigere nel 753 dall'ultimo re longobardo, Desiderio, e dalla moglie Ansa, il complesso fu dedicato a San Salvatore, ma poi vi fu sepolta Santa Giulia. Per Brescia il complesso ebbe un ruolo di primo piano - religioso, politico ed economico - anche dopo la sconfitta dei Longobardi ad opera di Carlo Magno. Edificato su un'area già occupata da importanti Domus romane, il complesso comprende: la basilica di San Salvatore, il Coro delle Monache, l'oratorio di Santa Maria in Solario, la chiesa di Santa Giulia. L'area ospita il Museo della Città, oggi fulcro di ogni itinerario di visita a Brescia.

BASILICA DI SAN SALVATORE
E' una delle migliori testimonianze dell'architettura religiosa d'epoca longobarda. Per Desiderio, la chiesa-mausoleo doveva essere simbolo del potere dinastico della monarchia e dei ducati longobardi. Gli scavi hanno messo in luce parte delle murature originarie, ma anche resti di una domus romana sottostante, alcune strutture della prima età longobarda e le fondazioni di una chiesa più antica. Il campanile fu innalzato intorno al 1300. Nel Trecento furono aperte le cappelle nel fianco settentrionale. La facciata fu demolita nel 1466 per costruire il coro delle monache (ora annesso alla chiesa di Santa Giulia). Sulle due file di colonne eterogenee (alcune provenienti da edifici romani), notevoli i capitelli, due di tipo ravennate. Degli affreschi e della decorazione a stucco di età carolingia restano frammenti o sinopie. Sulla controfacciata e in una cappella affreschi attribuiti a Paolo da Caylina il Giovane. Alla base del campanile sono gli affreschi del Romanino sulla vita di Sant'Obizio. In una nicchia sulla parete destra fu rinvenuta una tomba, che la tradizione attribuisce alla regina Ansa. La cripta risale al 762-763. All'interno, si trovano frammenti di lastra con pavone, esempio raffinato di scultura, sintesi di eleganza bizantina, di naturalismo tardo antica e di cultura longobarda.

CORO DELLE MONACHE
Aperto al pubblico nel 2002, è ora parte integrante del Museo. Il Coro è un nobile ambiente affrescato, da cui le monache assistevano, non viste, alle funzioni religiose. Articolato su due livelli, fu eretto tra il '400 ed il '500. Le pareti sono decorate da affreschi che rappresentano il tema della salvezza, opera del Ferramola e di Paolo da Caylina il Giovane. In questo settore museale, si trova il grande Mausoleo Martinengo, capolavoro di scultura, tra i più rappresentativi della stagione rinascimentale lombarda.

SANTA MARIA IN SOLARIO
Su via musei prospetta la chiesa medievale di Santa Maria in Solario, di forme romaniche, costruita verso la metà del XII secolo come oratorio delle monache. E' a pianta quadrata, con massiccia muratura in conci di medolo, e incorpora frammenti d'iscrizioni romane. Il sacello è sovrastato da un tiburio ottagonale, con una loggetta cieca, sorretta da colonnine e capitelli altomedievali (sec. VIII-IX). L'oratorio s'articola su due livelli: al pianterreno è una grande ara romana che fa da pilastro centrale, e sono visibili preziosi oggetti dedicati al culto delle reliquie che costituivano il tesoro, anche spirituale, del monastero (es. la Lipsanoteca, cassetta d'avorio istoriata del IV secolo, e la crocetta reliquario in oro, perle e pietre colorate del X secolo). Il piano superiore, era destinato ai momenti solenni della liturgia monastica. Sotto una volta stellata affrescata, come le pareti, dal Ferramola (1513-1524), si ammira la Croce di re Desiderio, rara opera di oreficeria della prima età carolingia, con elementi ornamentali di epoca romana e longobarda e 212 fra gemme, cammei e paste vitree.

SANTA GIULIA
La chiesa. I lavori di costruzione ebbero inizio nel 1466. L'interno, ad unica navata, conserva nel presbiterio, un grande affresco del Cinquecento, opera di Floriano Ferramola, che rappresenta la Crocifissione. Attualmente l'edificio ospita manifestazioni e mostre temporanee. Il Museo della città. Unico al mondo per concezione espositiva e per sede, il Museo della Città si estende su un'area di circa 14.000 metri quadrati e consente un viaggio attraverso la storia, l'arte e la spiritualità di Brescia, dall'età preistorica ad oggi. L'elemento che caratterizza e rende unico il museo è lo stretto legame tra "contenitore" ed oggetti esposti. Attualmente il Museo conta circa 11.000 pezzi: reperti celtici come elmi e falere, ritratti e bronzi romani, testimonianze longobarde, corredi funerari, affreschi, collezioni d'arte applicata e manufatti dal Medioevo al XVIII secolo. Le testimonianze significative comprendono anche i materiali del Museo Romano, tra cui spicca la Vittoria alata, il grande bronzo che proviene dal Capitolium e che è simbolo della città. Le testimonianze sono molto rappresentative delle sezioni in cui si articola la visita al Museo e consentono di cogliere i rapporti che legano le strutture del monastero agli altri oggetti esposti ed alla storia della città. Il Museo si articola nelle seguenti sezioni:
  • storia del sito e del monastero
  • tesoro del monastero
  • età preistorica e protostorica
  • età romana (la città e le iscrizioni)
  • Domus dell'Ortaglia
  • età altomedioevale (Longobardi e Carolingi)
  • età del Comune e delle Signorie
  • età veneta (l'immagine della città, la scultura monumentale, la dimora)
  • collezionismo e arti applicate
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