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Venerdì 9 Dicembre 2016, San Siro
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Museo delle armi "Luigi Marzoli"

Brescia / Italia
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Inaugurato nel 1988, il Museo delle Armi ha sede nel Maschio Visconteo – trecentesca struttura del Castello di Brescia – ed espone una delle più ricche ed interessanti raccolte europee di armi. Si tratta di armi d’ogni genere – armi bianche, armi da fuoco, armi da parata, armature – divise per epoca e per tipologia.
Il nucleo principale (1090 pezzi, di cui 580 esposti) è costituito dalla magnifica collezione che l’industriale Luigi Marzoli donò nel 1965, con lascito testamentario. Questa raccolta documenta in particolare la produzione milanese e bresciana a partire dal XV secolo, e l’evoluzione del processo produttivo delle armi e delle armature tra il XV e il XVI secolo. Ad essa si aggiungono 300 pezzi, già appartenenti alle civiche raccolte, costituiti soprattutto di armi da fuoco del XIX secolo.
Le opere esposte offrono un adeguato panorama del patrimonio del Museo, che si colloca tra i più completi e omogenei del suo genere. In dieci sale espositive, si ripercorre la storia di un artigianato che sfiora l’arte. Si parte dai significati dell’armatura nel Quattrocento: qui, fra i pezzi più rari, spiccano un grande elmetto alla veneziana e il bacinetto con visiera a muso di cane, oltre a una spada risalente al Duecento che costituisce il pezzo più antico in esposizione.
Ampia la rappresentanza di armi ed armature del Cinquecento, fra cui spicca la superba armatura alla Massimiliana, dai contorni lucenti e quasi scenografici. Accanto al mutare delle esigenze belliche, è qui possibile cogliere la nuova finalità di rappresentanza e di riconoscimento sociale che armi e armature acquistano nelle parate pubbliche: quest’aspetto è accentuato nella Sala delle armature di lusso. Il percorso museale “racconta” anche l’evoluzione della spada, che da arma mista – da botta e da taglio – si affina e diventa un sottile strumento per la scherma. Infine, fra alabarde, bocche da fuoco, mosconi e spingarde, ampio spazio viene dedicato alla ricca rappresentanza di armi da fuoco, realizzate dai più famosi “maestri di canne” (i Cominazzo, i Chinelli, i Dafino e gli Acquisti).
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