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Lunedì 23 Ottobre 2017, San Giovanni da Capestrano
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Visitare Bolzano - guida breve

 

Ca' de Bezzi

Ca’ de Bezzi (tedesco Batzenhäusl) sorge in Via Hofer, vicino al centro storico. E’ un locale tipico, straordinario. Sorta nel Quattrocento, Ca’ de Bezzi è la più antica osteria di Bolzano, una delle prime in Europa. Il suo nome sembra derivare da quello di un’antica moneta – il Batzen – che equivaleva ad una misura di vino. Per molto tempo Ca’ de Bezzi fu ritrovo della Commenda dell’Ordine Teutonico, ossia dei cavalieri germanici, poi fu cenacolo di artisti, intellettuali, uomini politici: tra gli altri, la frequentavano il pittore austriaco A. Egger Lienz, il fondatore della psicanalisi Sigmund Freud e il Duca di Baviera. Oggi Ca’ de Bezzi è un locale accogliente, in cui si fondono tradizione e architettura moderna e si conserva una raccolta di interessanti ritratti: sui muri, restano tracce degli ultimi seicento anni di storia. Vi si possono gustare saporite specialità della cucina sudtirolese, vini scelti e l’ottima birra locale: la Bozner Bier.
 

Castel Firmiano

Il massiccio Castel Firmiano, simbolo dell’Alto Adige, è il più antico della zona. Sorge a sud-ovest di Bolzano, su uno sperone collinoso a 240 metri di altezza, e domina l’Adige che scorre ai suoi piedi. Dal castello si gode una splendida vista della Valdadige e delle montagne circostanti. Menzionato già prima dell’anno 1000, Castel Firmiano fu a lungo in possesso dei principi-vescovi di Trento. Nella seconda metà del XV secolo fu ceduto a Sigismondo il Danaroso, conte di Tirolo, che lo ristrutturò e ne fece il più grande e prestigioso dei suoi castelli.
Dopo varie vicissitudini, l’edificio è stato recentemente acquistato dalla Provincia autonoma di Bolzano e attualmente ospita la struttura museale MMM (Messner Mountain Museum), realizzata dal grande scalatore Reinhold Messner e dedicata al rapporto tra uomo e montagna.
 

Castel Mareccio

L’antico maniero sorge vicino alla passeggiata del Lungotàlvera, a ridosso del centro storico cittadino, in Via Claudia de’ Medici. E’ circondato da uno splendido vigneto di uve Lagrein, ed offre un’incantevole vista sul Catinaccio-Rosengarten. Il castello risale al XII secolo, ma nel tempo ha subito varie modifiche. Si presenta a pianta quadrata, con una torre quadrata di stile romanico e, agli angoli, quattro torri cilindriche. L’interno mostra notevoli affreschi del Quattro-Cinquecento, e una curiosa frase palindroma (che si può leggere da sinistra a destra e viceversa) in latino. Ristrutturato da ultimo negli anni '80 del Novecento, il castello è diventato un prestigioso centro congressuale e contiene varie sale di esposizione.
 

Castel Roncolo

Il Castello fu edificato come fortezza nel 1237, dalla nobile famiglia dei Vanga. S’erge possente, in posizione strategica, su uno spuntone di roccia che sta all’imbocco della Val Sarentina. Dei castelli dell’Alto Adige è considerato fra i più caratteristici e meglio conservati.
Con la caduta dei Vanga (1276-1277), il castello fu concesso, quale feudo, a vari amministratori dei Conti di Tirolo. Alla fine del Trecento, il maniero fu acquistato dai fratelli Vintler, che fecero costruire la “Casa d’Estate” e affrescare le sale del castello. Nella seconda metà del Quattrocento, il castello fu prima del Duca Sigismondo, poi divenne proprietà dell’Imperatore Massimiliano I. Nell’Ottocento, il castello fu acquistato dall’arciduca Giovanni Salvatore d’Asburgo-Toscana e donato all’imperatore Francesco Giuseppe I. Quest' ultimo, su disegno di Friedrich von Schmidt, realizzò un completo restauro: dal 1884 al 1888, fu consolidato il Palazzo Occidentale, ricostruito il mastio, definita la configurazione attuale del Palazzo Orientale, rifatta l’originale facciata. Nel 1893 lo stesso Francesco Giuseppe cedette Castel Roncolo alla città di Bolzano.
Vero e proprio gioiello architettonico, il castello conserva il ciclo di affreschi profani, più grande e meglio conservato del Medioevo. Per questo motivo, l’edificio è anche chiamato il “Maniero illustrato”. Gli affreschi illustrano, con scene di vita cortese, episodi di caccia, tornei cavallereschi e momenti di vita quotidiana. In particolare, vi è narrato qualche episodio della leggenda di Tristano ed Isotta, e di quella di Artù e dei cavalieri della tavola rotonda.
Nel cortile e nelle sale interne del castello, si tengono spesso mostre, esposizioni ed eventi culturali.
 

Chiesa Parrocchiale di Gries

La Chiesa Parrocchiale di Gries si trova in Via M. Knoller, poco a nord di Piazza Gries. Antica proprietà del vescovado di Frisinga (Baviera), l’edificio ebbe varie vicissitudini, anche sotto il profilo della costruzione. L'aspetto attuale è prevalentemente tardo gotico (primi del Quattrocento). Il coro poligonale risale al 1430, le volte vennero costruite dopo l'incendio del 1452, mentre la cappella di Sant'Erasmo, sul lato meridionale del coro, venne aggiunta nel 1519.
All'interno la chiesa conserva due veri e propri tesori artistici:
  1. un monumentale crocifisso ligneo in stile romanico, raffinata opera dei primo Duecento, forse proveniente dall’estero. La figura del Cristo, espressiva ed intensa, è appesa alla croce con quattro chiodi e appare intagliata con grande cura.
  2. lo splendido altare ligneo policromo di Michael Pacher (1471-1475). Ora collocato nella Cappella di Sant'Erasmo, era l’altare maggiore della chiesa. Lo scrigno contiene l'Incoronazione della Vergine e le statue di San Michele e Sant'Erasmo. Le scene della vita di Maria e dei santi, che appaiono sul retro, furono dipinte a tempera da Conrad Waider, verso il 1490. Quest’altare è un capolavoro assoluto dell'arte gotica, il migliore fra gli altari lignei a scrigno e portelle tuttora conservati.
 

Convento Benedettini Muri di Gries

Il Convento Muri di Gries sorge sulla piazza omonima ed ha una storia controversa. Una fortificazione del XII secolo, costruita dai conti Morit-Greifenstein, fu trasformata in castello. Il castello fu donato ai Duchi d’Austria che, nel 1406, lo cedettero ai Frati Agostiniani. Questi lo trasformarono in convento e nel 1416 vi costruirono una chiesa. L’edificio fu saccheggiato nel 1525 dai contadini in rivolta e devastato al tempo delle guerre napoleoniche. Soppresso nel 1806 dal governo bavarese sotto Napoleone, il convento risorse nel 1845, quando l'Imperatore d'Austria lo donò ai padri Benedettini provenienti da Muri, in Svizzera.
Il nucleo più antico è rappresentato dal castello costruito nel 1200, il cui mastio è adibito a torre campanaria della chiesa. Nella seconda metà del Settecento, la chiesa costruita nel 1416 fu sostituita dalla monumentale chiesa barocca, dedicata a Sant'Agostino. L'interno della chiesa è ornato da affreschi alla volta e da sette pale d'altare, tutte eseguite dal pittore tirolese Martin Knoller. Il bellissimo chiostro conserva le esili colonne romaniche recuperate dalle rovine del vecchio convento di Santa Maria in Augia.
 

Duomo di Bolzano

Emblema della città, il Duomo di Bolzano, dedicato a Maria Assunta, è un vero gioiello d’arte romanica e gotica: esso rappresenta una fusione unica di due diverse culture, la nordica e la rinascimentale. L’edificio è stato costruito sui resti di un tempio paleocristiano. I lavori iniziarono intorno al 1184 e terminarono nel 1222. Tuttavia, nel XIV secolo ebbe inizio una nuova ed importante stagione costruttiva, che durò a lungo. In particolare, per quanto riguarda l’esterno, i fratelli Schiche di Augusta realizzarono – appunto nel Trecento – il rivestimento in marmo rosso e giallo e fecero costruire, sul fianco settentrionale della chiesa, la c.d. “porticina del vino”, uno dei più bei portali gotici di tutto il Tirolo, ornato con diverse statue. Inoltre fu completata la decorazione con doccioni e balaustre. Bello e di grande effetto è il tetto verde-oro. Il campanile, alto 65 metri, ha finestre ogivali ed archi rampanti: disegnato da Burkhard Engelberg di Augusta, fu terminato nel 1517 da Hans Lutz von Schussenried. Sotto la torre si trova un affresco del Quattrocento, di scuola giottesca.
L'interno del Duomo, primo esempio architettonico di “chiesa a sala”, è a tre navate ed è anch’esso caratterizzato dal contrasto fra l’arte gotica e il carattere rinascimentale degli affreschi del 1360-1370, tutti opera della scuola di Giotto, che un tempo ricoprivano completamente le pareti. Un altro capolavoro gotico di Hans Lutz von Schussenried è il pulpito, decorato con rilievi che raffigurano i padri della chiesa e i simboli dei quattro evangelisti. Sempre di stile gotico sono due rappresentazioni della Madonna: la prima, collocata in una cappella dietro l'altare maggiore barocco, è una delle prime madonne lactans della storia dell'arte; l'altra è una Pietà di Hans von Judenburg (1424), che colpisce per l’estrema dolcezza della sua espressione.
Ai piedi del campanile si trova un museo dedicato al Tesoro del Duomo, una tra le più complete raccolte di corredi sacri di età medievale e barocca di tutto il Tirolo: preziosi paramenti liturgici, gonfaloni di rinomati pittori del tempo, raffinati lavori d'oreficeria del Settecento. Gli oggetti esposti gettano luce su vari aspetti della liturgia cattolico-romana e sulla storia della parrocchia del Duomo e della sua comunità.
 

Fontana del Nettuno

La Fontana del Nettuno sorge in Piazza delle Erbe, all’angolo con Via dei Portici. Opera di G. Mayr di Fiè, la fontana fu eretta nel Settecento, sul luogo ove prime esisteva la gogna pubblica per i contadini. A Bolzano è questa l’unica fontana monumentale del XVIII secolo e rappresenta Nettuno che, con tre delfini, sovrasta grandi coppe bronzee a forma di conchiglia. Il dio del mare innalza al cielo il classico tridente: per questo motivo, i bolzanini chiamano confidenzialmente la fontana col nome di “Gabelwirt” (oste con la forchetta). L’opera, davvero notevole, è compresa fra le cento fontane più belle d’Italia.
 

Passeggiata del Gùncina

La Passeggiata del Gùncina, inaugurata il 30 ottobre 1892, inizia nelle vicinanze della Chiesa Parrocchiale di Gries. Voluta e realizzata dall’arciduca Enrico d’Asburgo, studioso di botanica, la passeggiata è stata concepita come un percorso scientifico. Ancor oggi la passeggiata rappresenta una meraviglia botanica, grazie alle condizioni termiche particolarmente miti della zona ed alle caratteristiche del terreno a base di porfido, che accumula il calore estivo e lo rilascia nei mesi freddi. Ciò consente la bella vegetazione di piante mediterranee ed esotiche, tra cui opunzie, agavi, olivi, querce da sughero, arancio amaro, mirto, zucca, corbezzolo etc.
Il percorso si svolge da Gries alle pendici di San Genesio ed è in lieve salita. Frequenti sono le panchine per le soste, specie nei punti di belvedere, da cui si gode una vista stupenda sulla città e sui gruppi dolomitici del Catinaccio-Rosengarten e del Latemar. In meno di un’ora si può raggiungere la strada provinciale di San Genesio, ed eventualmente proseguire per l’albergo-ristorante Castel Gùncina. Per il ritorno, si consiglia di percorrere la recente passeggiata della Forra del rio Fago, caratterizzata da una splendida cascata, e di proseguire poi sul Lungotàlvera.
 

Passeggiata Lungotàlvera

La Passeggiata Lungotàlvera è un bel viale pedonale che va dal ponte omonimo al ponte di Sant'Antonio. Il viale si snoda per 1300 metri sull’argine sinistro del Tàlvera, fra aiuole fiorite, piante subtropicali ed alberi. Lungo il percorso, si incontra un parco giochi, vari campi sportivi e prati aperti. A circa un terzo del percorso, si apre uno splendido scorcio sulla città: in primo piano si nota l’ampio vigneto di uve Lagrein, con al centro la mole di Castel Mareccio; sullo sfondo spiccano numerosi i campanili e i tipici tetti spioventi del centro storico; quindi la sinuosa collina vinicola di Santa Maddalena e, all’orizzonte, lo stupendo profilo del Catinaccio-Rosengarten, affiancato dalle slanciate torri del Vajolet. Alla fine del percorso, si arriva sul culmine del dosso, ove sorge Castel Sant'Antonio-Klobenstein. Da qui, disponendo di un po’ di tempo, ci si può dirigere verso l’imbocco della Val Sarentina, ed arrivare a Castel Roncolo, costruito su uno spuntone di roccia a strapiombo sul Tàlvera. Al Castello si può ammirare, fra l’altro, il prezioso ciclo di affreschi profani del periodo tardogotico, autentiche gemme artistiche del passato. Una variante conduce da Castel Sant'Antonio all’imbocco della passeggiata di Sant’Osvaldo.
 

Passeggiata Sant'Osvaldo

La Passeggiata Sant'Osvaldo parte da Sant'Antonio, alla fine del Lungotàlvera, per salire sul colle Santa Maddalena. Il percorso, lungo meno di 2 chilometri, è un susseguirsi di curve in lieve salita, fra i vigneti, con varie panchine e possibilità di sosta che consentono di ammirare la città dall’alto. Ad un bivio della strada s’incontra la lapide che ricorda Karl von Ritter, il realizzatore della passeggiata. Un ramo del percorso conduce al Giardino Campofranco, mentre l'altro ramo prosegue in salita – col nome di “Passeggiata Petrarca” – e porta al colle ondulato di Santa Maddalena, ricoperto di vigneti. Qui sorge il villaggio vinicolo omonimo, con la sua bella chiesa romanica, dedicata alla santa. Costruita probabilmente nel Duecento, la Chiesa di Santa Maddalena conserva una notevole serie di affreschi, che risalgono alla fine del XIV secolo.
 

Piazza Walther

Dai bolzanini, Piazza Walther è considerata “il salotto buono” della città. Delimitata da un fianco del Duomo e da edifici e palazzi trasformati in parte in alberghi, Piazza Walther prende nome dal monumento dedicato ad uno dei maggiori poeti e cantastorie medievali (i c.d. “Minnesänger”) di lingua tedesca, Walther von der Vogelweide, nato forse a Ponte Gardena e vissuto a cavallo tra il XII ed il XIII secolo.
Piazza Walther fu realizzata ai primi dell’Ottocento, per volere del re Massimiliano di Baviera, ed ebbe vari nomi. Subito fu chiamata Maximilianplatz, poi Johannsplatz. Due anni dopo la costruzione della statua a Walther (1899), fu dedicata al poeta nel 1901. Dopo l'annessione dell'Alto Adige all'Italia la piazza fu intitolata a Re Vittorio Emanuele III e, nel 1935, la statua vi fu allontanata. Nel secondo dopoguerra prese il nome della Madonna ma poi la statua tornò al centro della piazza e questa – nel 1981 – riprese il nome del poeta tedesco.
Piazza Walther è famosa perché ospita il Mercatino di Natale ed altre manifestazioni, quali il Mercato dei Fiori, la Festa della città, la Festa dello Speck e la Festa della Zucca. In passato, vi si sono svolti vari festeggiamenti per il Kaiser Francesco Giuseppe, il suo successore Carlo I, Re Vittorio Emanuele III, Mussolini.
 

Via dei Portici

Stretta e rettilinea, Via dei Portici è la via più nota ed antica della città, quindi risale alla fine del XII secolo, quando la città fu fondata da un principe-vescovo Trentino. Vero centro pulsante dell’attività mercantile cittadina, la via è lunga circa 300 metri e si estende in direzione est-ovest, al riparo dai venti freddi di settentrione. Le due estremità della Via dei Portici erano chiuse da una porta superiore ed una inferiore. Nei pressi della porta superiore – oggi Piazza delle Erbe – già dal 1180 le contadine vendevano frutta e verdura.
Sulla via si affacciano le case medievali dei mercanti tirolesi: alte, spesso strette, tutte con un portico protettivo, molte sono affrescate e presentano bellissimi sporti, che impreziosiscono e caratterizzano la perfetta geometria della strada.
La tipica casa dei Portici è larga quattro “passi” (circa quattro metri) e profonda 50 metri; si suddivide in una parte anteriore in cui si apre un cavedio, una parte centrale ed una posteriore. Le case sono una attaccata all'altra e alcuni passaggi collegano i Portici con Via Argentieri a sud e Via Dott. Streiter a nord. I portici servivano in passato a riparare e ad esporre le merci, che alla sera venivano depositate nella sezione centrale della casa, al sicuro dai ladri. La famiglia del mercante viveva nei piani superiori, mentre la parte posteriore ospitava il magazzino, i locali di servizio e la stalla. Nelle cantine si possono ancora riconoscere resti delle mura romaniche della città.
Sotto i portici, la vita commerciale della città si mantiene vivace con negozi e vetrine. Qui si va a fare shopping, o a guardare semplicemente le vetrine, o ad incontrare gente e scambiare quattro chiacchiere. Poco lontana è Piazza delle Erbe. Al civico N. 30 sorge l’Antico Municipio, al N.39 il barocco Palazzo Mercantile.