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Martedì 27 Settembre 2016, San Vincenzo de' Paoli
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Storia di Bolzano

In epoca preistorica la piana di Bolzano – caratterizzata dalla presenza di tre fiumi: l’Adige, l’Isarco ed il Tàlvera - era sicuramente coperta da stagni e da paludi. Alcuni reperti archeologici, scoperti sulla collina di Castelfeder vicino ad Ora e sulle alture di Castelvecchio nei pressi di Caldaro, fanno ritenere che i primi insediamenti umani siano sorti sulle pendici dei monti circostanti.
In epoca storica, la zona fu abitata da tribù nordiche dei Reti che, nel 15 a.C., furono disperse dalle legioni romane comandate dal generale Druso, figlio adottivo di Augusto. Druso conquistò la Val d'Adige e la Val d'Isarco e fondò il nucleo originario della futura città, costruendo il Pons Drusi, tuttora esistente sul Tàlvera. La zona viene inclusa nella decima legione d’Italia (Venetia et Histria). Il borgo, per la sua posizione naturale, diventa una munita stazione sulla Retica, la grande strada romana che si spingeva oltre il Brennero e raggiungeva Innsbruck e la Claudia Augusta.
Dopo la caduta di Roma, la regione subì l’invasione dei Goti, dei Franchi, dei Longobardi e dei Baiuvari. Nell'Alto Medioevo la zona del Ponte Drusio cominciò a chiamarsi Bauzanum: la popolazione si spostò sulla collina del Virgolo, che sovrasta Bolzano, dove, nel VII secolo, si stabilì un conte dei Baiuvari; il territorio divenne così parte del Sacro Romano Impero. Nel secolo XI l'imperatore Corrado dà in feudo la zona di Bolzano al principe-vescovo di Trento Ulderico II.
In questo periodo nasce il primo vero centro abitato che diventerà la città di Bolzano. Oltre a continuare la sua tradizione di importante centro mercantile, Bolzano conobbe così una prima fase di espansione urbana, caratterizzata dalle iniziative dei principi-vescovi di Trento e della nobiltà regionale (tra cui i Baroni di Vanga e i Conti di Tirolo-Gorizia). Tra vescovado e nobiltà sorsero ben presto motivi di conflitto. Violento, e di carattere militare, fu soprattutto lo scontro tra i principi-vescovi e i conti di Tirolo-Gorizia (nei pressi di Merano), che tendevano a costituire una propria compatta struttura territoriale. Nel 1277 il contrasto fu risolto con la vittoria di Mainardo II di Tirolo-Gorizia, la cui casata dette il nome all’intera regione.
Con l’abdicazione di Margherita, ultima erede dei Conti di Tirolo, la regione passò – nel 1363 – sotto il dominio degli Asburgo, per restarvi – quasi ininterrottamente – fino al 1918. Gli Asburgo instaurarono un clima politico e sociale che avviò Bolzano verso un periodo di relativa tranquillità e sviluppo economico. Notevoli furono anche i privilegi che gli Asburgo elargirono alla città, tra cui fu importante quello del Consiglio Comunale, concesso dal re Federico III nel 1442. In effetti, già nel 1437 la città si era dotata del suo primo statuto. Nella seconda metà del Quattrocento e nel primo Cinquecento lo sviluppo urbanistico ed edilizio della città subì un marcato processo di accelerazione e di addensamento: il duca Sigismondo prima e re Massimiliano I dopo fecero di Bolzano il centro economico e politico della contea del Tirolo. In questa fase si accentuò notevolmente l'integrazione con i distretti circostanti di Gries e Dodiciville, alla cui aggregazione contribuì anche l'appartenenza ad una comune struttura ecclesiastica e giudiziaria.
Nel Cinque-Seicento Bolzano conobbe il periodo di massimo splendore. Continuò l'evoluzione dell'antico distretto cittadino verso un centro urbano di importanza più che regionale. Grazie alla notevole immigrazione dalle aree meridionali della Germania e dell'Austria, la città compì un salto di qualità, anche per l’insediamento di nuove attività produttive, artigianali e mercantili, e per l’intensificarsi delle manifestazioni fieristiche. Negli anni 1633-1635, l'arciduchessa Claudia de' Medici, moglie del duca Leopoldo V d’Asburgo, istituì il Magistrato Mercantile, un innovativo istituto di autogoverno dell'attività commerciale. Sotto gli Asburgo, Bolzano divenne anche un importante centro artistico e culturale, dove gotico e romanico trovarono armoniosa convivenza con il barocco e il c.d. Jugendstil che si aggiungeranno più tardi, dando un aspetto più moderno al centro storico.
Nel periodo dell’occupazione napoleonica, la città fu privata dei suoi privilegi mercantili. Nel 1805 la regione passa dall’Impero d’Asburgo al Regno di Baviera, ma contro questa decisione insorgono i Tirolesi, guidati dal patriota Andreas Hofer. Nel 1810-1813 Bolzano fa parte del Regno Italico. Dopo il Congresso di Vienna (1815), la città torna all'Austria e continua a crescere in ogni senso.
Durante la Grande Guerra, Bolzano fu sede di vari comandi austriaci. Con tutto l’Alto Adige, viene liberata dalle truppe italiane il 6 novembre 1918 e riunita all’Italia. In epoca fascista il territorio di Bolzano fu massicciamente italianizzato: il comune di Gries, fino al 1925 autonomo, fu annesso forzatamente a quello di Bolzano. Nel 1928 fu costituita la "Provincia di Bolzano".
Durante la seconda guerra mondiale, dopo l'armistizio italiano del 1943, Bolzano – insieme al resto dell'Alto Adige e delle limitrofe province di Trento e Belluno – venne inclusa nella "Zona d'Operazione delle Prealpi" creata da Hitler e ne divenne la capitale. In questo periodo furono ripristinati i toponimi tedeschi anche in città, mantenendo però il bilinguismo.
Dopo la seconda guerra mondiale Bolzano rimase all'Italia, ma all'insegna dell'autonomia provinciale: nel 1972 fu sancita una forte autonomia provinciale e nel 1992 veniva attuato il "Pacchetto". Negli anni sessanta, la città subì numerosi attentati da parte dei cosiddetti "terroristi sudtirolesi". Poi la situazione si è normalizzata e le violenze di matrice etnica sono cessate.
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