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Sabato 3 Dicembre 2016, San Francesco Saverio
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Palazzo Sanuti-Bevilacqua

Bologna / Italia
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La realizzazione di Palazzo Bevilacqua fu commissionata - tra il 1477 ed il 1482 - dal giurista Niccolò Sanuti ad un architetto e a maestranze forse toscane o ferraresi. Il nuovo palazzo si discostava decisamente dallo stile architettonico imperante all’epoca, legato ai procedimenti costruttivi medievali e su rimandi gotici. Tipicamente non bolognesi - e già foriere del rinascimento toscano - risultano numerose scelte stilistiche come l'assenza del portico e l'uso del bugnato a spigolo smussato, affine a palazzo dei Diamanti a Ferrara di Biagio Rossetti. L'uso della pietra grigia di Porretta è collegata invece al feudo dei Sanuti a Porretta. In facciata i bassorilievi sono probabilmente opera di Francesco di Simone da Fiesole.
Dall'ingresso si intravede il cortile interno, vero gioiello dell'architettura bentivolesca: esso riecheggia il portico di San Giacomo Maggiore e presenta capitelli e colonne lavorate da Tommaso Filippi da Varignana ed ornamenti in cotto del mantovano Sperandio. Sopra il colonnato superiore si ammira un fregio pittorico, attribuito ad Amico Aspertini. Al centro del cortile si trova un’insolita ed enigmatica cisterna del XV secolo, ma proveniente da un palazzo ferrarese e qui trasferita nell'Ottocento. Nel 1547, nella sala al piano terreno, si tennero alcune seduta del Concilio di Trento, qui trasferito per sfuggire alla peste che dilagava nel Trentino. Consistenti sono stati gli interventi di restauro condotti all'inizio del XX secolo da Alfonso Rubbiani e A. Casanova. Il palazzo appartenne via via ai Campeggi, ai Malvezzi, ai Vincenzi di Ferrara. Nel 1776, fu assegnato per testamento ai Marchesi Bevilacqua, che ne sono tuttora proprietari.
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