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Domenica 4 Dicembre 2016, San Giovanni Damasceno
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Palazzo Sanguinetti

Bologna / Italia
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Agli inizi del Cinquecento, apparteneva ai Loiani, nobili di rilievo nella vita politica bolognese, ed era ritenuto la più bella casa di Bologna. Acquistato dai fratelli Riario nel 1569, il palazzo fu ricostruito ed ampliato, secondo i criteri di grandiosità e fasto allora imperanti tra le famiglie più in vista: le singole abitazioni furono unite in una struttura unitaria e si impostò probabilmente allora lo scalone scenografico che tutt'ora caratterizza l'edificio. Nel 1796, il palazzo fu concesso in enfiteusi al conte avvocato Antonio Aldini, il quale effettuò un intervento strutturale importante: nel 1798 incaricò l'architetto G.B. Martinetti (1774-1830) di rimodernare il palazzo, aggregandovi parte di una casa confinante. Fu allora modificato l'appartamento al piano nobile: in particolare, fu abbassato e diviso in due stanze il grande salone cinquecentesco che si trovava in corrispondenza delle due sale più ampie dell'attuale Museo: il vestibolo, o Sala delle Virtù, e la Sala delle Feste.
Risalgono a questa fase le principali decorazioni, che tutt'ora rendono questo palazzo un bene storico-artistico straordinario, tra i più importanti monumenti italiani d'età neoclassica. Dopo la rovina dell’Aldini, il palazzo fu venduto al nobile cubano Pegnalverd e quindi - nel 1832 - al celebre tenore Domenico Donzelli. Nel 1870, fu acquistato dalla famiglia Sanguinetti, alla quale si devono le più recenti decorazioni. Nel 1986, i Sanguinetti lo donarono al Comune di Bologna, perché fosse destinato a museo musicale e biblioteca...
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