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Lunedì 26 Settembre 2016, SS. Cosma e Damiano
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Collegio di Spagna

Bologna / Italia
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Bologna è stata la prima città universitaria e già nel XIII secolo contava più di duemila studenti. La costituzione dei collegi rappresentò la soluzione di diversi problemi legati a questo fenomeno: la scarsità e soprattutto il costo degli alloggi; la necessità di usufruire di spazi comuni, per favorire la solidarietà tra i gruppi "nazionali" degli studenti; l'esigenza di garantire il pubblico decoro con l'applicazione di una disciplina d'intento moralizzante.
Il Collegio di Spagna fu sicuramente il più famoso tra i ventiquattro fondati tra il XIII e il XVII secolo. La sua costruzione fu resa possibile dal lascito del cardinale Gil Álvarez Carrillo de Albornoz (1364). Su progetto di Matteo Giovannelli, detto il Gattapone, il Collegio fu destinato ad accogliere i bolonios, cioè i giovani spagnoli venuti a studiare all’Università di Bologna. Ancora oggi è un accogliente e funzionante centro di studio.
Il complesso architettonico è a due piani, con i locali distribuiti attorno al cortile centrale porticato. Le camere dei collegiali, dotate di camini per il riscaldamento, si affacciano sulla parete esterna, che ha l'aspetto di una struttura fortificata provvista di merli. Tale cortina muraria è elemento che separa - non solo fisicamente - gli spazi interni dell'edificio dall'ambiente esterno, rappresentato dalla strada.
Nel 1569 il Collegio ospitò Miguel de Cervantes, autore del Don Chisciotte, che qui scrisse La signora Cornelia (una delle tredici Novelle Esemplari). Il racconto parla delle vicende di Cornelia e Lorenzo Bentivoglio, due fratelli bolognesi naturalmente immaginari.
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