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Martedì 6 Dicembre 2016, San Nicola
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Chiesa di Santo Stefano

Bologna / Italia
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Il complesso di Santo Stefano è formato da un insieme di edifici sacri (chiese, cappelle e monastero), conosciuti come le Sette Chiese, davanti ai quali si apre l’omonima splendida piazza. Il complesso è intitolato al protomartire Stefano, ma nessuno degli edifici porta il suo nome. Leggenda vuole che il complesso sia stato fondato dal vescovo Petronio (V secolo), che avrebbe voluto riprodurre e dedicare a Santo Stefano i luoghi della Passione. In ogni caso, il complesso è legato alle più antiche memorie storiche e religiose della città, tanto che - già nel IX secolo - è menzionato col nome di "Santa Gerusalemme". Dopo un periodo di decadenza tra IX e X secolo, il complesso si risollevò con l'arrivo dei benedettini: la loro intensa attività edilizia, concentrata tra XI e XIII secolo, conferì all'edificio l'articolazione e le linee romaniche che ancora conserva, nonostante i restauri moderni. Il campanile fu aggiunto nel X secolo. Del complesso originario delle Sette Chiese, solo quattro sono rimaste:

  • la Chiesa del Crocifisso. Della prima chiesa restano i muri romanici e la cripta, eretta nel 1119, che custodisce le reliquie dei protomartiri bolognesi Vitale e Agricola. Sopra la cripta fu fatto un tentativo di rimodernare la chiesa con la costruzione della cappella maggiore, pur bella all’interno, ma di pessimo effetto all’esterno.
  • la Chiesa del Santo Sepolcro (o del Calvario). Fu eretta sul sito dell’antico tempio di Iside nell’XI-XII secolo. La pianta è ottagonale con galleria superiore a volta. Nell'edicola centrale è la tomba di San Petronio, rappresentazione simbolica del Sepolcro. L’eccezionale struttura e la mistica penombra rendono l’ambiente molto suggestivo.
  • la Chiesa della Trinità. E’ a due navate trasversali e risale al secolo XIII, è quella che più delle altre ha subito restauri. L’arcata a destra introduce al Chiostro (sec. XI-XII), che è una delle più belle opere romaniche della regione, vera oasi di pace. Attorno ad un pozzo del Cinquecento, si snoda un doppio ordine di logge. All’interno, campeggia uno splendido Presepe ligneo dipinto e dorato, della fine del XIV secolo. Il Cortile di Pilato (davanti all’ingresso) ha al centro una vasca di marmo del IX secolo con una controversa iscrizione longobarda.
  • la Chiesa dei Santi Vitale e Agricola. Affascinante per la sua nuda severità e per l’eterogeneità dei materiali costruttivi, fu certamente una delle prime chiese bolognesi. Eretta attorno al V secolo, fu rinnovata nel VIII con resti d’edifici romani, tuttora visibili, come il capitello ionico in fondo a destra e i frammenti di pavimento musivo (VI sec.) lungo la navata sinistra; la chiesa fu rifatta, in forme romaniche, nell’XI secolo.


Il complesso, oltre al suo incommensurabile valore storico, conserva testimonianze artistiche di grande valore. Queste sono legate a nomi quali, ad esempio, Simone dè Crocefissi, Vitale da Bologna e Lippo di Dalmasio. La storia ultramillenaria, le preziose testimonianze paleocristiane e le molteplici stratificazioni architettoniche fanno del complesso di Santo Stefano un luogo d’eccezionale interesse storico, artistico e religioso.
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