Login / Registrazione
Lunedì 26 Settembre 2016, SS. Cosma e Damiano
follow us! @travelitalia

Chiesa di San Domenico

Bologna / Italia
Vota Chiesa di San Domenico!
attualmente: 08.17/10 su 12 voti
La chiesa di San Domenico e l’annesso convento costituiscono uno dei più importanti complessi monumentali di Bologna. La costruzione della chiesa ebbe inizio nel 1221 - anno della morte del santo - e fu completata verso il 1233. Tra il 1728 e il 1732, l’edificio fu rimaneggiato da Carlo Francesco Dotti, che ne diede la versione attuale.
La facciata è in sobrio stile romanico, ed è fiancheggiata dalla rinascimentale cappella Ghisilardi, eretta su disegno di Baldassarre Peruzzi sulla Piazza San Domenico, una fra le più belle della città. L’interno, a tre navate, racchiude un ricchissimo corredo artistico. Nella navata maggiore si possono ammirare dieci grandi affreschi, e nelle cappelle laterali altri affreschi, fra cui quello di San Tommaso, realizzato dal Guercino Nella navata di destra si apre la cappella di San Domenico, affrescata dal Reni, che contiene una tomba nota come Arca di San Domenico. La parte superiore di questo monumento marmoreo è opera di Nicolò dell’Arca, ma due delle statue in alto e l’angelo sotto a destra, sono opera giovanile di Michelangelo. La parte sottostante fu realizzata da Nicola Pisano e allievi. Il reliquiario (1383) alle spalle del sarcofago è opera di Jacopo Roseto e contiene la testa di San Domenico e la radiografia delle ossa. Da notare anche il busto in terracotta policroma, opera di Nicolò dell’Arca, che raffigura in modo mirabile un San Domenico intento alla preghiera. In una cappella vicino all’altare c’è la tomba di Taddeo Pepoli: la vicina lapide nera ricorda che qui è sepolto Re Enzo.
Il monumentale coro, che si apre dietro l’altare maggiore, è un capolavoro assoluto per la finezza dell’intarsio ligneo e per le scene bibliche rappresentate: lo realizzò Fra Damiano da Bergamo tra il 1530 e il 1549, utilizzando - si dice - trenta qualità diverse di legno. Bellissimi i sette stalli in fondo. Questo coro destò l’ammirazione di Papa Clemente VII e Carlo V, che vennero a vedere quest’opera mirabile dopo la famosa incoronazione in San Petronio. L’imperatore, non convinto che tale perfezione di cesello potesse ottenersi sul legno, con la punta della spada lasciò il segno della sua incredulità dietro uno degli stalli. Il segno è tuttora visibile.
Condividi "Chiesa di San Domenico" su facebook o altri social media!