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Lunedì 23 Ottobre 2017, San Giovanni da Capestrano
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Visitare Bergamo - guida breve

 

Basilica di Santa Maria Maggiore

La Basilica è considerata il più importante monumento di Bergamo. Essa fu edificata dai bergamaschi per voto alla Madonna, dopo la pestilenza del 1135, su un’area ove forse preesisteva un tempio pagano. Su progetto di tal Maestro Fredo, comacino, i lavori di costruzione iniziarono nel 1137 e si protrassero per oltre mezzo secolo. Non occorre aggiungere che l’edificio, nel corso dei secoli, fu - a varie riprese - innovato e modificato, ampliato e restaurato, finché nel Seicento fu trasformato nello stile attuale.
L’architettura esterna, così fine nelle sue linee decorative, non può godersi con un solo sguardo da nessun punto, perché altri edifici adiacenti ne ricoprono buona parte. In altri termini, la facciata non è visibile perché faceva parete unica con l'antico palazzo vescovile; quindi, per osservare le singole strutture bisogna fare un giro perimetrale: è così possibile ammirare i tre portali realizzati da Giovanni da Campione e il campanile, iniziato nel Trecento ma terminato solo alla fine del Cinquecento.
Per la "porta della fontana" di Pietro Isabello, con protiro dalla lunetta affrescata forse dal bergamasco Andrea Previtali, si accede all'interno. L’interno è a tre navate e fu rifatto in epoca barocca: ha una cupola ottagonale e pianta a croce greca, arricchita, in origine, da cinque absidi, una grande centrale e quattro piccole ai lati del transetto. Nel 1472 l’absidiola di nord-ovest fu abbattuta per ordine di Bartolomeo Colleoni, che in quel luogo fece costruire la propria tomba. Riccamente rivestito di decorazioni pittoriche e plastiche, aggiunte tra il Cinquecento e la fine del Settecento, l’interno conserva alcune mirabili opere, come la scenografica serie di 19 arazzi, che con visioni sacre e profane, ammantano molte strutture del tempio. Gli arazzi sono fiorentini e fiamminghi e sono del Cinque e del Seicento. Tra essi c’è un autentico capolavoro, la Crocifissione.
L’interno consente inoltre di apprezzare: un confessionale barocco intagliato da Andrea Fantoni; lo straordinario coro ligneo - chiuso entro un recinto a loggiato - disegnato da Bernardino Zenale e da Andrea Previtali e intarsiato con scene bibliche e simboliche tratte da cartoni di Lorenzo Lotto; l'affresco allegorico sull'Albero della vita (1347), di scuola giottesca; la grandiosa decorazione del coro in legno, portata a termine dal tedesco Gian Carlo San tra il 1693 e il 1698; la cattedra vescovile, eseguita da Andrea Fantoni nel 1705; l'arredo più prestigioso dell'altar maggiore, ossia la preziosa croce d'argento, detta di Ughetto, che risale al Trecento. Infine, sotto un monumento neoclassico del Vela, si trova la tomba di Gaetano Donizetti.
 

Battistero

Il Battistero è il piccolo edificio - costruito nel 1340 da Giovanni di Campione - che sorge di fronte al Duomo. In origine il Battistero era situato all’interno della Basilica di Santa Maria Maggiore e qui rimase fino alla metà del XVII secolo. Fu demolito intorno al 1660 e ricostruito nel 1856 nel cortile dei Canonici: di qui fu trasferito - a fine Ottocento - nel luogo attuale.
L’elegante costruzione, a pianta ottagonale, è cinta da una cancellata in ferro battuto e alleggerita da una piccola loggia sostenuta da colonne in marmo rosso veronese: essa ricorda i battisteri fiorentini, ma se ne differenzia per le decorazioni tipiche del gotico lombardo, che caratterizzano le costruzioni di Giovanni da Campione. L'interno del Battistero conserva l'originaria struttura trecentesca. Il fonte battesimale è anch'esso opera di Giovanni da Campione.
 

Campanone (Torre Civica)

La Torre civica che ha preso il nome di “Campanone”, domina dall’alto Piazza Vecchia ed è da sempre uno dei simboli della città. Fu costruita come torre gentilizia, probabilmente a cavallo tra l’XI ed il XII secolo, dalla potente famiglia ghibellina dei Suardi, ma ben presto divenne sede del Podestà. In seguito ospiterà le prigioni cittadine e, attorno a lei, su tutto l’arco di Piazza Vecchia, sorgeranno i palazzi del potere civile e religioso, i luoghi del culto e della memoria, qualche istituto culturale e le immancabili botteghe dei commercianti.
Quando la torre divenne comunale, vi furono aggiunte le campane che servivano per chiamare a raccolta i cittadini, specialmente nei momenti di pubblica calamità, o quando bisognava organizzare la difesa. La campana maggiore - benedetta nel 1656 - fu chiamata il "Campanone", e questo nome passò dalla campana alla torre. Ogni sera, alle dieci, la campana suona 100 rintocchi, in memoria dell’antico coprifuoco; essa suona anche quando si riunisce il Consiglio comunale, e mentre si svolge la processione del Corpus Domini.
Alta inizialmente 38 metri, la Torre fu via via rialzata ed oggi tocca quasi i 53 metri di altezza. Dalla sua sommità si può godere un panorama stupendo della Città Alta, ma anche della Città Bassa e della pianura.
 

Cappella Colleoni

La cappella Colleoni, autentico gioiello del Rinascimento lombardo, prospetta su Piazza Duomo ed è dedicata a San Giovanni Battista. La cappella fu costruita per volere del grande condottiero e capitano bergamasco Bartolomeo Colleoni, che militò sotto la bandiera veneziana. Ottenuta la demolizione dell'antica sagrestia di Santa Maria Maggiore, il Colleoni incaricò l’architetto e scultore Giovanni Antonio Amadeo di progettare e realizzare al suo posto il proprio mausoleo, il sacello dove custodire le sue spoglie mortali e quelle della prediletta figlia naturale, Medea, scomparsa nel 1470. I lavori iniziarono nel 1472 e terminarono nel 1476, un anno dopo la morte del Colleoni.
Le soluzioni architettoniche adottate dall’Amadeo sfociano in un edificio a pianta quadrata, composto da un’aula centrale e un piccolo ambiente con l’altare. L’edificio da un lato si accorda armonicamente con la vicina basilica, ma dall’altro impone la sua preminenza spaziale sopravanzando, lungo l’asse della piazza, il protiro di Santa Maria Maggiore. A confermare il primato spaziale e artistico della monumentale Cappella è la facciata, la cui ricca composizione decorativa è la sintesi dell’uso combinato di elementi cromatici, plastici e architettonici che si rifanno allo stile dell’arte romanica, classica e rinascimentale. Ai rilievi con le storie di Ercole e del Vecchio Testamento sono collegati i tondi con i busti di Cesare e di Traiano, gli uomini illustri e le donne famose scolpiti sulle lesene angolari.
All'interno della cappella sta la monumentale tomba del Colleoni, scolpita dall'Amadeo riprendendo motivi gotici, reinterpretati però secondo la sensibilità rinascimentale; la tomba è formata da due sarcofagi con bassorilievi e adorna di statue: quella equestre in legno dorato è opera di Sisto da Norimberga, dell’inizio del Cinquecento. Alla parete sinistra è la tomba di Medea Colleoni, anch’essa opera dell'Amadeo: sul coperchio del sarcofago si ammira la serena figura della defunta. (La salma del condottiero fu rinvenuta nel 1999, sul fondo di due falsi sarcofagi, mentre la tomba di Medea fu trasportata da Urgnano nei 1842). La cappella è ornata con affreschi eseguiti nel 1733 da Gian Battista Tiepolo. Fra questi, "la Decollazione del Battista", "il Martirio di San Bartolomeo", "il Battesimo di Gesù", "la Predicazione del Battista", che ornano le lunette, e i quattro affreschi sui pennacchi della cupola, che rappresentano Fortezza, Giustizia, Carità e Fede. Notevoli sono infine tre tarsie del bergamasco Giacomo Caniana, poste su un banco sotto la tomba di Medea.
 

Castello San Vigilio

Il Parco Regionale dei Colli comprende il comprensorio collinare di Bergamo e qualcuno dei borghi storici. In particolare, il Parco comprende il Colle San Vigilio (496 m.), che domina dall’alto ed è sempre stato un punto nevralgico per la difesa della città.
Il problema era sentito anche nell’alto Medioevo. Prima del IX secolo - forse addirittura nel VI - su questo colle è stata infatti costruita, in chiave difensiva, la fortificazione che più tardi sarà chiamata il Castello. L’edificio originario ora si presenta con pianta irregolare, ma nel corso dei secoli fu più volte rimaneggiato. I restauri e gli ampliamenti più importanti si ebbero all’epoca dei Visconti e durante la dominazione di Venezia: i torrioni con cannoniera, collegati tra loro da una cinta poligonale, risalgono probabilmente al Quattrocento. E’ accertato che nei due secoli successivi fu demolita la torre centrale e furono aggiunte la casa del castellano e gli alloggi dei soldati. Dopo la cacciata degli Spagnoli, Venezia ne decide l’abbandono fino a quando, alla fine del Cinquecento, si dà inizio alla ristrutturazione. Qualche anno dopo si costruisce una strada coperta che collega il castello alla città fino al Forte San Marco. Con l’arrivo dei Francesi - nel 1796 - il castello ha ormai perso la sua funzione strategica: è l’inizio dello smantellamento, poi proseguito dagli Austriaci. Nessuna traccia rimane della strada coperta, demolita nel 1797.
Dell’antica roccaforte - oggi raggiungibile con una funicolare - rimangono oggi i resti dell’ultima ristrutturazione veneziana. Dopo gli importanti lavori di restauro terminati nel 2004, è possibile vedere i camminamenti, i torrioni d’angolo, le cisterne, gli alloggiamenti per i soldati e la cinta poligonale.
Naturalmente, dal Colle e dal Castello si può godere uno stupendo panorama della città sottostante e della Pianura Padana.
 

Cittadella

Nel 1355, appena conquistata Bergamo, Bernabò Visconti iniziò ad erigere sul Colle San Giovanni la Cittadella - la cosiddetta “Firma Fides” - imponente costruzione militare che doveva proteggere la parte occidentale della città. In realtà, sembra che lo scopo principale perseguito dal Visconti fosse quello di affermare visibilmente la propria signoria sulla città conquistata. Osserva infatti il Labbaa che il complesso della Cittadella era visto «soprattutto come strumento per tenere in soggezione la città, in quanto permetteva di mettere in sicurezza il presidio consentendone al contempo il soccorso e il rifornimento dall'esterno».
In ogni caso, sotto il profilo della difesa, la Cittadella era indubbiamente complementare alla Rocca, costruita sul colle Sant'Eufemia: come è stato giustamente osservato, il centro storico della città veniva racchiuso tra i due colli fortificati, che formavano un unico complesso difensivo, flessibile e coordinato.
Per le mutate tecniche ed esigenze belliche e per espandere la città, intorno al 1518 Venezia demolì le attrezzature militari della «Firma Fides» e destinò l'area agli usi civili. Ne approfittò la famiglia dei Lolmo che nel 1523 - su progetto di Pietro Isabello - costruì un palazzo con la facciata che si inseriva fra due torri della fortezza.
Nonostante le tracce dei numerosi interventi subiti, la struttura si è ben conservata: ciò è stato messo in luce dai restauri effettuati negli anni ’60 del secolo scorso. Recentemente è stato recuperato - con un ottimo restauro - un importante dipinto del Quattrocento, che spicca sopra uno degli archi della facciata e rappresenta uno stemma del Leone di San Marco. All’interno di quel che rimane dell’antica struttura, si trovano due importanti istituzioni museali: il Museo di Scienze Naturali “Enrico Caffi” ed il Museo Civico Archeologico .
 

Duomo di Bergamo

Il Duomo prospetta sulla piazza omonima ed è adiacente al Palazzo della Ragione. La chiesa cattedrale - intitolata al patrono della città, Sant’Alessandro Martire - sorge su una preesistente struttura primitiva, presumibilmente fondata nel VI secolo e originariamente dedicata a San Vincenzo. L'aspetto primitivo della chiesa era costituito da una pianta a tre navate con orientamento canonico.
Un sostanziale rinnovamento della cattedrale ebbe inizio nel 1449, con il vescovo Giovanni Barozzi: questi affidò il progetto del nuovo duomo all’architetto fiorentino Antonio Averlino, detto il Filarete, che tuttavia non andò oltre la prima fondazione. Notevole fu la ristrutturazione operata da Carlo Fontana verso la fine del Seicento, che ha innalzato la cupola a metà del transetto e allungato l’abside. Successivi rimaneggiamenti, specie al campanile e alla cupola, si ebbero nel corso dell’Ottocento. Sempre in questo periodo, fu costruita la cappella del Crocifisso e ultimata la facciata, inaugurata il 26 agosto 1889.
La facciata è bianca, con una fredda linea classica, e con un pronao su piano elevato che le gradinate uniscono alla Piazza. La pianta segue uno schema a croce latina. L’interno è ad unica navata, decorata con stucchi e dorature di gusto barocchetto (1766). Il centro e vertice liturgico della chiesa è occupato dall'ampio presbiterio. Ai lati del grandioso altar maggiore, opera di Filippo Alessandri, scorrono i preziosi stalli lignei del coro, intagliati da G. A. Sanz. Cesare Tardoni eseguì verso il 1558 il ciborio in marmo dorato con intarsi di marmo africano. La cupola, eretta dal Crivelli nel 1853, gira elegantemente sul transetto: il Coghetti vi affrescò l’Assunzione in Cielo di Sant'Alessandro.
Sempre all’interno si possono ammirare pregevoli affreschi tra i quali spiccano: San Benedetto in cattedra e Santi di Andrea Previtali, e Madonna col Bambino e Santi del pittore bergamasco Giovan Battista Moroni. La tela raffigurante il Martirio di San Giovanni Vescovo è del Tiepolo (1743) ed è posta dietro l’altare costruito su disegni di Filippo Juvara. Nella cripta si conserva un affresco del Trecento, un pluteo ed una colonna tortile dell’antica cattedrale. La stupenda Cappella del Crocifisso fu costruita nel 1866, su progetto dell’architetto Dalpino. La cappella - che prende il nome da un crocifisso del Cinquecento posto sull'altare - presenta preziose decorazioni: la cupola è stata dipinta dal Guadagnino.
Il percorso ideale all’interno della cattedrale presenta un cammino che, attraverso la rappresentazione e la celebrazione dei santi, seguaci e testimoni del Cristo, porta all’incontro, nell’altare maggiore e nell’abside, con Gesù. Due figure spiccano in modo particolare e guidano tutto l’impianto iconografico della cattedrale: Sant’Alessandro martire e Maria, la madre di Dio. Agli episodi della loro vita e alle loro virtù è possibile ricondurre molte delle raffigurazioni presenti nella chiesa.
 

Fontana Contarini

La bella fontana che sorge in Piazza Vecchia è un dono che il podestà Veneto Alvise Contarini volle fare alla città di Bergamo quando, nel 1780, fu chiamato ad altro incarico dalla Serenissima. Nelle intenzioni del Contarini, la fontana doveva abbellire la famosa piazza di Città Alta, ma anche alleviare i disagi dei cittadini connessi ai ricorrenti periodi di siccità.
In origine, la fontana era formata da un bacino circondato da leoni, ma è stata integralmente rifatta verso la metà dell’Ottocento. In quest’occasione, una delle due sfingi da cui esce il getto d’acque che ricade nella conca fu sostituita, perché assai malridotta: la sfinge che si vede oggi non è quindi originale. Per realizzare la copia è stato utilizzato lo stesso tipo di marmo, proveniente dalle cave di Zandobbio.
Nel 1885, la fontana fu smontata, pezzo per pezzo, per poter erigere al suo posto il monumento a Garibaldi. Ma all’inizio del Novecento, il monumento fu spostato nella Città Bassa, e quindi la vecchia fontana fu rimontata in Piazza Vecchia, dove si trovava in precedenza.
 

La Rocca

La Rocca sorge sul colle di Sant'Eufemia, in posizione strategica per la difesa della città. Un nucleo originario di fortificazione risale ai Celti del IV secolo a.C. e fu mantenuto dai Romani, che qui innalzarono un altare a Giove. La costruzione medievale fu iniziata nel 1331 da Giovanni di Lussemburgo, re di Boemia, ma fu completata nel 1336 da Azzone Visconti, che aveva conquistato Bergamo nel 1332. La Rocca ebbe sempre una funzione militare e mantenne tale funzione anche nel periodo napoleonico e nel successivo periodo di dominio austriaco.
La struttura è costituita da un mastio a pianta rettangolare, con quattro torri quadrate agli angoli, collegate da camminamenti e con merlatura ghibellina. La fortezza subì nel tempo vari rimaneggiamenti e restauri, specie durante la dominazione veneziana. In particolare, nel 1455-1458 i veneziani aggiunsero il torrione circolare di sud-est e, verso la fine del Cinquecento, il fabbricato per alloggiare gli artiglieri. Il torrione veneziano, privo di merlatura, è alto 23 metri e si divide in tre piani. L'edificio interno per gli artiglieri, detto “Scuola dei bombardieri”, era a due piani; il secondo è stato abbattuto agli inizi del Novecento.
Nel Novecento la proprietà del complesso passa al Comune di Bergamo, che inizia un profondo restauro, volto a ridare alla fortezza il suo aspetto originario. Nel 1927 il Parco adiacente la Rocca è dedicato ai caduti della prima guerra mondiale. Poco dopo, i locali dell’ex Scuola dei bombardieri vengono destinati al Museo del Risorgimento, ampliato nel secondo dopoguerra con una sezione dedicata alla Resistenza. Dal 2004 la Rocca ospita la sezione del Museo storico di Bergamo dedicata all’Ottocento.
 

Monastero di San Benedetto

Il monastero di San Benedetto costituisce un vasto complesso che deriva da quello di Santa Maria di Valmarina, dell’XI secolo. Il complesso fu in gran parte ricostruito dall’architetto Pietro Isabello, fra il 1516 ed il 1522: ne uscì l’attuale capolavoro di architettura cinquecentesca, considerato “la più raffinata edificazione rinascimentale della città”.
Imponente la facciata, scandita in tre scomparti e finemente decorata in cotto. L’interno si presenta a pianta centrale con tiburio ottagono. Le trabeazioni e le ghiere degli intradossi degli archi sono impreziosite da decorazioni in stucco o dipinte. La decorazione a fresco delle lunette risale alla fine del Cinquecento ed è opera di Cristoforo Baschenis il Vecchio: vi sono rappresentate alcune Storie della vita di San Benedetto. Gli affreschi che decorano la cupola sono stati invece dipinti da Giuseppe Orelli verso la metà del Settecento. Di notevole valore architettonico sono anche il Chiostro d'ingresso e il Chiostro Maggiore dal duplice ordine di archi cinquecenteschi.
 

Musei e Gallerie di Bergamo

Accademia Carrara - GALLERIA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
Piazza G. Carrara, 82/a

Nel 1991 la Galleria si è aggiunta al complesso dell’Accademia Carrara. Nel 1999 le collezioni di arte moderna si sono molto ampliate grazie alla "raccolta Gianfranco e Luigia Spajani". Fra le opere conservate vanno ricordate quelle di Manzù , De Chirico, Morandi, Campigli, Savinio, Kandinsky e tanti altri. Recentemente si è aggiunta alle collezioni permanenti della Galleria una sezione denominata "caleidoscopio" dove sono esposti lavori di artisti più recenti (Longaretti, Maffioletti, Carrara, Poli ed altri ancora).

ACCADEMIA CARRARA - PINACOTECA D’ARTE ANTICA
Piazza G. Carrara, 82/a

In un palazzo neoclassico, la pinacoteca presenta dipinti dal XV al XVIII sec.: tra i più preziosi, due ritratti di Botticelli (Giuliano De' Medici) e Pisanello (Leonello d'Este), opere venete (Crivelli, Madonne di Giovanni Bellini), ferraresi (Cosmè Tura) e lombarde con il Bergognone e Previtali, nonché del principale rappresentante del Rinascimento in Lombardia, Bernardino Luini, molto influenzato da Leonardo da Vinci.

CASA NATALE DI DONIZETTI
Via Borgo Canale, 14

E’ la casa in cui, nel 1797, nacque il grande compositore. Al pianterreno sono ospitate alcune esposizioni fotografiche, centrate in particolare sul ruolo di Bergamo nella formazione di Donizetti. Nella città lombarda il compositore tornerà per lunghi periodi e qui infine si spegnerà nel 1848, dopo una lunga e straziante agonia.

MUSEO CIVICO ARCHEOLOGICO
Piazza Cittadella, 9

L’origine delle raccolte archeologiche bergamasche risale al 1561. Nella sede attuale alla Cittadella, i reperti sono esposti in vetrine secondo criteri cronologici e per località di rinvenimento. La prima sezione è quella Preistorica e Protostorica. Le tre sale successive presentano una cospicua documentazione della Bergomum Romana. L’ultima sala presenta una piccola documentazione dell’epoca Paleocristiana e Longobarda: figurano in essa, accanto ad alcune iscrizioni, varie croci longobarde in lamina d’oro e placchette con decorazione ad agemina.

MUSEO DEL RISORGIMENTO E DELLA RESISTENZA
Presso La Rocca

Nel luogo ove sorge La Rocca trecentesca, i cui spalti sono stati sistemati a Parco delle Rimembranze, in un edificio, ha sede il Museo del Risorgimento e della Resistenza. Vi trovano posto documenti e cimeli che ci ricordano il patriottismo dei bergamaschi nelle due guerre di indipendenza, nella spedizione dei Mille (cui parteciparono 180 volontari), nella prima guerra mondiale, con evocazione delle eroiche gesta di Antonio Locatelli (tre medaglie d'oro), e nell'ultima fase della seconda guerra mondiale quando, per la Resistenza, caddero 327 bergamaschi.

MUSEO DI SCIENZE NATURALI “E. CAFFI”
Piazza Cittadella, 10

Dei molti animali esposti è possibile individuare le caratteristiche morfologiche, le abitudini di vita e le strategie riproduttive. Tra gli oltre duemila reperti della sezione di geologia, sono notevoli le ricostruzioni di un allo sauro del giurassico e di un mammut dell'era glaciale. Una sezione allestita di recente mostra reperti che testimoniano la grande varietà di animali viventi nel bergamasco durante il triassico. E’ presente una sezione Etnografica, con oggetti provenienti dalle culture africane ed americane.

MUSEO DIOCESANO DI ARTE SACRA “A. BERNAREGGI”
Via Donizetti, 3

Il Museo si trova nel rinascimentale palazzo Bassi Rathgeb. Sono esposti oggetti di uso liturgico, immagini di culto provenienti sia da chiese e oratori sia da case private, documenti della pietà popolare che testimoniano la presenza capillare di riti e usi comuni, nonché frammenti di decorazioni provenienti da chiese e conventi e vari ritratti di religiosi. La raccolta rispecchia in prevalenza la cultura bergamasco dei secoli XVI-XIX, nel periodo che va dal Concilio di Trento al Concilio Vaticano II.

MUSEO DONIZETTIANO
Via Arena, 9

Recentemente rinnovato e con l’apertura della nuova sezione dedicata agli strumenti musicali, il Museo occupa oggi due sale del palazzo quattro-seicentesco di proprietà della Misericordia Maggiore, che ospita l’odierno Istituto Musicale. L’interno del salone principale, dedicato alla vita e all’opera di Donizetti, è riccamente decorato da affreschi neoclassici del 1802, in parte opera del pittore bergamasco Paolo V. Bonomini.

MUSEO MATRIS DOMINI
Via A. Locatelli, 77

Il Museo si trova nella parte più antica del Convento Domenicano Matris Domini, nei locali forse occupati dalla chiesetta e dal refettorio. Nel 1973, lavori effettuati in zona hanno portato alla luce numerosi affreschi del XIII, XIV e XVI secolo. Si tratta di opere importanti: alcuni di questi affreschi - attribuiti al “Primo Maestro di Chiaravalle” e al “Maestro dell’Albero della Vita” - sono fra i più antichi che si conoscano nel territorio bergamasco. Molto apprezzato è l’accorgimento espositivo, per cui gli affreschi più antichi sono stati collocati nello stesso punto del loro ritrovamento.

MUSEO STORICO DELLA CITTÀ
Piazza Mercato del Fieno, 6/a

Nasce nel 1997, ma la sua storia ha inizio nel 1917. Quattro importanti donazioni ne costituiscono il primo nucleo. Il percorso espositivo ricostruisce la Storia di Bergamo dal 1797 al 1870 sotto il profilo dei mutamenti sociali, economici, politici e culturali in città e provincia. L’itinerario parte dall’albero della libertà, innalzato in Piazza Vecchia nel 1797 durante la Repubblica bergamasca, e si snoda attraverso sei sezioni: Una nuova città un nuovo stato¸ Sviluppo economico e restaurazione politica; il 1848; Economia e politica: 1850-1859; Garibaldi i Mille e Bergamo; Bergamo e la costruzione dell’Unità.

 

Palazzo Vecchio (o della Ragione)

Il Palazzo della Ragione, in origine chiamato Palatium Comunis Pergami, è il simbolo del libero comune cittadino. Esso sorge sulla stupenda Piazza Vecchia, nel cuore della Città Alta, ed è il più antico palazzo comunale d’Italia. E’ accertato che l’edificio fu eretto nella seconda metà del XII secolo con orientamento opposto all’attuale. Con il rifacimento del 1453 il fronte principale fu definitivamente ribaltato verso Piazza Vecchia: nel contempo, furono aperti i fornici e le due trifore ogivali, e fu costruito lo scalone coperto che conduce al piano superiore, alla grande Sala delle Capriate (così chiamata perché coperta da un tetto a due falde sostenuto da ardite capriate in legno). Questo salone - progettato dall'architetto Pietro Isabello, e realizzato fra il 1520 ed il 1526 - costituisce una realizzazione piuttosto ardita, per le conoscenze dell'epoca. Nel salone sono raccolti numerosi affreschi provenienti da altre costruzioni civili e religiose della città: tra gli altri, sono notevoli i frammenti di affreschi staccati del Bramante, raffiguranti filosofi antichi, che in precedenza decoravano il Palazzo del Podestà.
Nel 1544 fu aggiunto il balcone al centro della facciata. Nel 1798 l’Abate G. Albricci collocò nel pavimento del portico un orologio solare che indica il mezzogiorno astronomico, che fu restaurato nel 1982. Con la caduta della Serenissima - fine Settecento - furono cancellate dal Palazzo tutte le insegne e le decorazioni venete. Nel 1881 furono collocate sulle pareti dello scalone lapidi sepolcrali di illustri famiglie, provenienti dall’ex monastero di Sant'Agostino. Nel 1955 fu ricollocato sulla facciata principale lo stemma del Leone di San Marco smantellato dai francesi nel 1509.
 

Piazza Vecchia

Vero e proprio gioiello dell'architettura rinascimentale, Piazza Vecchia ancora oggi costituisce il "salotto" di Bergamo ed è gelosamente preservata dal traffico degli autoveicoli. Fu progettata e costruita nel XV secolo e la si può considerare il primo passo verso la costituzione della Città Alta come polo artistico e culturale della città, che delega le attività più squisitamente economiche e commerciali alla Città Bassa. Anche Piazza Vecchia, come Piazza del Duomo, contiene capolavori architettonici ed artistici di prima grandezza, di cui diamo solo qualche cenno. Per una trattazione più approfondita, si vedano le relative “schede analitiche”.

  • Fontana del Contarini. Al centro della piazza si trova la fontana che il Podestà Veneto Contarini regalò alla città nel 1780.
  • Palazzo Nuovo. Si trova sul lato nord-est ed è sede della Biblioteca Civica “Angelo Mai”. L'edificio ha mantenuto le armoniose linee rinascimentali, nonostante sia stato risistemato più volte. Il bel loggiato era, in origine, arricchito di decorazioni pittoriche.
  • Palazzo del Podestà. Il lato nord-ovest è occupato dal Palazzo del Podestà, risalente al secolo XIV. All'epoca della costruzione della piazza fu affidato al Bramante il compito di affrescarne la facciata. Gli affreschi sono ora conservati all'interno del Palazzo della Ragione.
  • Palazzo Vecchio (o della Ragione). Il palazzo fu risistemato in occasione della costruzione della Piazza omonima. Fu, infatti, adattato a facciata (prima rivolta verso l'adiacente Piazza del Duomo) il lato prospiciente la nuova piazza.
  • Torre Civica (o Campanone). E’ un esempio di torre campanaria civile medioevale; nel XIII sec. fu dotata di una ragguardevole campana, il cui suono doveva annunciare le riunioni del Consiglio Comunale. Ancora oggi svolge questa funzione.
 

Sentierone

Il Sentierone è un bel viale, largo ed alberato, che procede parallelo all’importante Piazza Matteotti. Esso fu realizzato nel 1620 e per secoli è stato il luogo ove si stipulavano i contratti durante la Fiera di Sant'Alessandro. Nel Novecento, il Sentierone divenne il luogo preferito del passeggio cittadino. Un lato del viale è caratterizzato da portici. Sul viale stesso prospetta il principale teatro cittadino, intitolato al grande compositore Gaetano Donizetti, il “Cigno di Bergamo”: vi si trova inoltre il Monumento al Partigiano, opera di Giacomo Manzù. Il Sentierone è chiuso sul fondo - verso est - dalla Chiesa di San Bartolomeo che conserva la famosissima “Pala Martinengo”, dipinta da Lorenzo Lotto nella prima metà del Cinquecento.
 

Teatro Donizetti

Inaugurato da Gian Francesco Lucchini nel 1791, il teatro fu completamente distrutto nel 1797, da un grave incendio, forse doloso. La ricostruzione fu curata dallo stesso Lucchini, con la collaborazione di Marcellino Segre, ed ebbe termine nel 1800. Nel 1897, con il monumento di Francesco Jerace nella piazzetta laterale, viene ultimata la nuova facciata, su progetto di P. Via; pochi anni dopo il soffitto viene completato, e decorato con affreschi da F. Domeneghini. Gli ultimi interventi sono stati curati da P. Pizzigoni, L. Galmozzi, A. Pizzigoni e G. Dell’Acqua.
Il teatro ha sempre curato le produzioni liriche, ed è stato inserito nella ristretta cerchia dei teatri lirici di tradizione. Oltre alla stagione lirica, il Donizetti ospita un'affermata stagione di prosa e varie iniziative culturali che vanno dall'operetta, al Festival Bergamo Jazz, alla rassegna di danza, alla rassegna di canzoni d'autore, alla stagione sinfonica e concertistica e al prestigioso Festival Pianistico Internazionale Arturo Benedetti Michelangeli di Brescia e Bergamo.