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Martedì 27 Settembre 2016, San Vincenzo de' Paoli
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Le Porte

Bergamo / Italia
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Porte d’accesso alla città esistevano già nel Medioevo. Notava giustamente il Della Chiesa: "Osservando le sezioni delle porte è facile constatare come fossero studiate per assolvere a due compiti principali. Al pianterreno i passaggi e il corpo di guardia per il controllo del traffico, l'esazione dei dazi e la vigilanza urbana; sopra le aperture, verso l'esterno erano piazzati i meccanismi di manovra delle saracinesche e dei levatoi. Una terza funzione assolvevano ancora queste porte: esse dovevano rappresentare per il cittadino motivo di sicurezza e d'orgoglio; per lo straniero, fonte d'ammirazione, di rispetto e di monito". Nelle mura furono realizzate quattro porte: Sant'Alessandro, San Giacomo, Sant'Agostino e San Lorenzo, tutte munite di portoni, saracinesche, ponti levatoi e cancelli. Una quinta porta, detta “del Soccorso”, fu aperta nel forte di San Marco, ad uso esclusivamente militare.

PORTA NUOVA
La Nuova porta della città venne aperta nelle Muraine, Le Mura daziarie medioevali, la cui demolizione è stata ultimata nella notte di capodanno del 1900. I due propilei, disegnati da Giuseppe Cusi nel 1828 sono realizzati da Antonio Pagnoncelli nel 1837. L’intervento si conclude con il tracciato della strada Ferdinandea, il nuovo asse viario di collegamento con la Città Alta.

PORTA SANT'AGOSTINO
Si trova alla sommità di Viale Vittorio Emanuele II e fu edificata in pietra nel 1574-1575, su progetto di Paolo Berlendis, pare su una struttura lignea preesistente. La Porta costituisce il principale accesso alla Città Alta e quindi è la più trafficata delle porte. Tuttavia, essa si trova da sempre all’interno della cinta delle Muraine, e quindi non svolse mai funzione di casello daziario; in ogni caso, il posto di guardia di questa porta fu l’ultimo ad essere tolto. Nel 1826 il Bonomini dipinse a fresco lo stemma imperiale sul frontone. In seguito, la struttura subì diversi restauri. La porta è a pianta quadrangolare; il locale centrale si sostiene su quattro pilastri e presenta una volta a crociera, ingresso a tre fornici, un tetto a padiglione con ampio sottotetto. La facciata è ripartita in tre fasce verticali: il frontone centrale termina con pinnacoli alle estremità; sopra l'ingresso principale e la posterla si notano ancora i tagli causati dalle catene dei ponti levatoi. La fontana di sfondo fu costruita nel XVI secolo.

PORTA SAN ALESSANDRO
Fu uno delle prime porte realizzate nella cinta delle mura venete. Dopo essere stata utilizzata per scopi militari, Porta Sant'Alessandro divenne casello daziario, e tale rimase fino alla fine del XIX secolo. La costruzione attuale è il risultato di una serie di modifiche e di lavori eseguiti nei primi decenni del Novecento, con i quali - in particolare - fu aperto il fornice di sinistra, e furono eliminate alcune botteghe edificate nella parte interna.

PORTA SAN GIACOMO
Progettata da Buonaiuto Lorini, la Porta risale alla seconda metà del Cinquecento. Pare si dovesse aprire più ad est, ma fu costruita nel luogo attuale per motivi economici. Il ponte in muratura fu costruito nel 1780, all’epoca del podestà Contarini. All’inizio dell’Ottocento, la porta fu rimaneggiata per allargare lo spazio davanti al neoclassico Palazzo Medolago Albani. Nel 1939 furono eliminati dei vani e aperti i due fornici laterali. La facciata - sovrastata da due pinnacoli - si caratterizza per due belle semicolonne toscane, con modanature.

PORTA SAN LORENZO (PORTA GARIBALDI)
E’ la minore tra le aperture nelle mura, ma fu la prima ad essere costruita: prese il nome dalla chiesa che sorgeva sul sito, demolita per la costruzione delle mura. Nel 1615 la porta fu chiusa perché ritenuta poco controllabile da eventuali attacchi dalle valli Brembana e Imagna; fu riaperta nel 1627 a seguito delle richieste degli abitanti della Val Brembana e delle terre di Ponteranica e Sorisole. Sotto l’arco della porta una lapide ricorda il capitano Giovanni Antonio Zen che, nel periodo in cui la peste infuriava e la città era allo sbando, rappresentò l’autorità pubblica. Dal 1907 è detta “Porta Garibaldi” perché da qui Giuseppe Garibaldi, con i Cacciatori delle Alpi, entrò in Bergamo l’8 giugno 1859.
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