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Lunedì 5 Dicembre 2016, San Saba
Adam91 - CC by-sa
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Guida Benevento

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Quali sono i posti da visitare a Benevento? Qui puoi trovare una guida di Benevento e molte informazioni utili: ristoranti, hotel, attrazioni, interessanti monumenti da visitare a Benevento.
"... Nulla in Italia è più antico di Benevento, che secondo le leggende locali fu fondata o da Diomede o da Ausone, un figlio di Ulisse e Circe. Essa fu senza dubbio un'antica città ausonica, fondata lungo tempo prima della conquista sannita di questa parte d'Italia. Pur tuttavia è come di una città sannitica che per primo sentiamo parlare di essa, ed è allora una fortezza così poderosa che sia nella prima sia nella seconda guerra Sannita, Roma non ardisce attaccarla. Nella terza guerra sannitica cadde nelle sue mani...".

Così, nel 1958, lo scrittore inglese Edward Hutton tratteggiava le origini di Benevento. In effetti, la città – capoluogo di provincia della Campania, con poco più di 63.000 abitanti – è una città molto antica. Regina del Sannio, Benevento è adagiata su una collina in leggero declivio ai cui piedi si stende una piccola ma fertile pianura. La città è quasi circondata dal Sabato e dal Calore, i due fiumi che nelle sue adiacenze confluiscono. I monti del Taburno e del Partenio, e i contrafforti del Matese, che si ripiegano ad arco, offrono allo sguardo un’incantevole prospettiva, specie di primavera quando il verde dei campi si confonde con l'azzurro dei monti. Molto bella è la catena del Taburno che forma la c.d. “bella dormiente del Sannio”. Infatti questa cerchia di monti, guardata al tramonto dalla città, assume l'aspetto di una donna nel sonno. Per la sua posizione e i suoi panoram, Benevento è una delle più ridenti città d'Italia.
Benevento ha un passato ricco di storia: in questa città, che è stata definita “museo a cielo aperto”, suggestivi e splendidi monumenti testimoniano secoli e secoli di gloriosi eventi. Ma Benevento ha anche fama di essere magica e misteriosa: si crede che vi si aggirino degli spiritelli burloni che regalano monete d'oro ai bambini, detti scazzapurelli e, soprattutto, che sia abitata da streghe, stregoni e diavoli. Nei tempi antichi, le streghe, chiamate Janare, adoravano una vipera d'oro e celebravano degli stravaganti rituali intorno ad un albero di noce, che sorgeva sulla “ripa delle Janare”; e, dove, intrecciandosi in caroselli equestri e corse sfrenate, lanciavano frecce contro una pelle di caprone. Unte di grasso di avvoltoio, sangue di nottola e di bambini lattanti, le streghe ripetevano: "Unguento, mio unguento / sopra acque e sopra vento / portami alla noce del Benevento”. Anche il diavolo, in sembianze di caprone, partecipava a queste cerimonie insieme ai diavoli “Martinelli”. Nel 663, il duca longobardo Romualdo accettò l'invito del vescovo di Benevento, Barbato, ad allontanarsi dall'eresia, per abbracciare la vera fede cristiana. Il vescovo fece sradicare l'albero di noce e proibì l'adorazione della vipera d'oro. Eppure, nei luoghi dove storia e credenza popolare sono intrecciate fra loro, c'è ancora chi, andando a dormire, chiude porta e finestre. In certe contrade, ci sono ancora anziani contadini che raccontano di aver visto l'ombra sfuggente di una Janara, durante la notte. Fantasia? Realtà? Magari suggestioni vacillanti e incontrollabili che navigano libere da ostacoli nella nostra mente...
Passeggiando lungo il Corso Garibaldi si può apprezzare l'architettura della città: i colori delle facciate restaurate degli antichi palazzi si accendono nella luce del tramonto, i balconi sono ornati di fiori, i caffè con i tavolini in strada riscaldano l'atmosfera di Benevento, che si mostra subito accogliente, mentre i caratteristici vicoli che si snodano ai lati del Corso, animati da deliziose locande, conservano le suggestioni del passato. Per quanto breve, un giro in città permette di osservare che ogni periodo storico ha lasciato testimonianze architettoniche e artistiche di gran pregio. Al periodo romano appartengono l’Arco di Traiano, costruito tra il 114 e il 117 d.C.; il Teatro Romano, famoso per l’acustica; l’Arco del Sacramento. Nel periodo Longobardo, Benevento fu elevata a Principato da Arechi II che, amante delle arti e della cultura, realizzò numerose opere, quali la Chiesa di Santa Sofia con il suo bellissimo chiostro e la “Civitas Nova” con le sue mura perimetrali. Testimonianze del periodo pontificio sono la maestosa Rocca dei Rettori, il Duomo, il Palazzo Paolo V, la Basilica di San Bartolomeo, la Basilica della Madonna delle Grazie.
L'economia della città, tradizionalmente agricola, nel secondo dopoguerra si è poggiata prevalentemente sul settore pubblico, determinando una spinta all'urbanizzazione. Negli ultimi anni la città è mutata radicalmente: da un lato sono sorti università e centri di ricerca, dall'altro gli interventi di riqualificazione e restauro del centro storico l'hanno resa elegante e ospitale.
La gastronomia beneventana è fatta di specialità genuine i cui primi piatti sono sempre a base di pasta fatta in casa (“Cecatielli”, “Cazzarielli”, “Lagane”) preparata con sugo di agnello, ragù o accompagnata a legumi e condita con olio extra vergine d'oliva, spesso ottenuto con procedimenti biologici e spremitura a freddo. Il viaggio enogastronomico nel Sannio continua con il carciofo di Pietrelcina, il prosciutto di Pietraroia, la soppressata rustica, il caciocavallo, il formaggio pecorino, e con numerose altre specialità, frutto di antiche e consolidate tradizioni gastronomiche. Fra i vini, si distinguono: l'Aglianico DOC, un vino rosso, corposo, portato all'invecchiamento in botte e il cui sapore si sposa perfettamente agli arrosti d'agnello di "Laticauda" (tipica pecora dalla coda larga), alle bistecche di vitello di "Marchigiana" o alle saporite e profumate salsicce rosse e di "Maiale nero" cucinate alla brace; la Falanghina DOC, tratta da un'uva bianca, aromatica e dal gusto fruttato. Inaspettatamente, le specialità di Benevento iniziano al momento del dessert con il celebrato liquore "Strega", che ricorda le streghe di Benevento, preparato ancora secondo l'antica e misteriosa ricetta con settanta erbe e spezie pregiate, e con il torrone a base di miele e nocciole avellane. Questa specialità dolciaria, gradita anche ai consumatori più esigenti, nasce non solo da una combinazione di sapori, ma soprattutto dall'esaltazione d’ingredienti, sapientemente miscelati dai più abili maestri artigiani. Da provare …

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