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Giovedì 29 Settembre 2016, SS. Michele, Gabriele e Raffaele
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Storia di Bari

A confermare l’antichità dell’insediamento umano nel territorio è sufficiente ricordare che ad Altamura, nel 1993, è stato trovato lo scheletro di un cosiddetto homo erectus altamurensis. Per altro verso, molti ritrovamenti, a partire dal 1913, confermano l'esistenza di una città preistorica (risalente all'età del bronzo), costituita dai Peucezi, poi romana, bizantina e medioevale. Nel IV secolo a.C. Bari risulta appendice di una città dell'entroterra: Ceglie Messapica, di cui Bari costituiva lo sbocco sul mare. In seguito, gli Illirici fecero di Bari una città intesa come organismo sociale autonomo, capoluogo del territorio chiamato Iapigia.
I primi dati sicuri e documentati circa la storia della città, si riferiscono alla conquista romana, avvenuta nel III secolo a.C. Durante la lunga dominazione romana, Bari si affermò come porto peschereccio e centro di traffici: essa e divenne municipium cum suffagio, con la possibilità cioè di emanare proprie leggi e avere proprie istituzioni, pur dipendendo da Roma. La città era situata lungo la via Traiana, di cui sono rimaste alcune colonne miliari. Bari possedette una Zecca ed ebbe un Pantheon, dedicato alle sue divinità pagane. Con la caduta di Roma (476 d.C.), Bari passò sotto il dominio degli Ostrogoti e in seguito dei Longobardi. Il passaggio dal potere longobardo a quello bizantino, avvenuto intorno al VII-VIII secolo, portò notevoli cambiamenti. Bari divenne una città dominata da Bisanzio, consolidando quel carattere – che non ha più perso – di città-ponte tra oriente e occidente, in altre parole di città frontiera.
Nell'842 ebbe inizio il dominio berbero che si protrasse fino all'870-871. I Berberi, conquistati dagli Arabi, erano molto abili nei traffici marittimi, ma non avevano una particolare cultura da trasmettere. Gli emiri proibirono la continuazione dell'uso delle chiese e costruirono a Bari una grande moschea. A parte questo, essi garantirono in città una certa tolleranza religiosa. La dominazione non era ben vista dall'imperatore bizantino Basilio I e dall'imperatore tedesco Ludovico II: i due si allearono e assediarono Bari per tre anni, riconquistandola. Tornata sotto il dominio bizantino, Bari divenne il maggior centro politico, militare e commerciale italiano dell'Impero d'Oriente, nonché sede del "Catapano", comandante greco che governava tutti i territori di Bisanzio in Occidente. Si aprì per la città un periodo di prosperità ed espansione.
Attorno al Mille la città subì tremendi assalti da parte dei pirati saraceni. Il più grave di questi, nel 1001, si protrasse in un lungo assedio: la città fu salvata per l'intervento della flotta veneziana, al comando del doge Pietro Orseolo II. Guidati da Melo da Bari, i Baresi si ribellarono poi al potere bizantino, ma furono sconfitti nel 1018. Il dominio bizantino terminò nel 1071, quando il normanno Roberto il Guiscardo conquistò la città. Sotto la dominazione normanna il porto di Bari assurse a grande notorietà, quale uno dei principali porti d'imbarco per le Crociate. Infatti, nel 1096, dopo la predicazione di Pietro l'Eremita, guerrieri provenienti da ogni parte d'Europa affluirono a Bari per recarsi alla prima Crociata. In quel torno di tempo, gli eventi più significativi per Bari furono: la nascita del Comune, la costruzione della Basilica di San Nicola e la sua consacrazione da parte di Urbano II. Nel 1119 Bari si proclamò indipendente, ma nel 1131 fu di nuovo conquistata dai Normanni, il cui dominio terminò nel 1156, quando Guglielmo I, detto il Malo, prese d’assalto la città la rase al suolo, salvando solo la Basilica di San Nicola. La città fu ricostruita dai successivi dominatori, gli Svevi, Sotto Federico II di Svevia, Bari trascorse uno dei suoi periodi più splendidi. Il sovrano illuminato diede nuovo impulso alle attività portuali e industriali, restaurò il Castello e fece fiorire alla sua corte le arti e la cultura.
Nei secoli XIII e XIV con gli Angioini, la situazione cambiò nuovamente. La città fu prostrata dalla dura imposizione fiscale di Carlo I d'Angiò e dei suoi successori, occupati solo a combattere. Bari decadde al punto che nel XV secolo fu assoggettata al dominio feudale dei principi di Taranto e poi dei duchi di Milano, gli Sforza. Con Isabella d'Aragona, che era giunta a Bari nel 1501, il Cinquecento fu caratterizzato da un periodo di notevole prosperità. A Isabella successe la figlia Bona, che rimasta vedova di Sigismondo l, re di Polonia, si trasferì a Bari, ove regnò con giustizia e saggezza: alla sua morte, avvenuta nel 1557, i Baresi vollero onorarla, seppellendola in San Nicola. Bari tornò a far parte del Regno di Napoli, che da 1503 era passato sotto l'influenza spagnola, governato da un viceré. L'età del vicereame fu infelice per il Mezzogiorno: soprusi, prepotenze, violenze, rapine, assassini, tasse durissime. Un tentativo di sommossa da parte dei Baresi, capeggiati da Paolo Ribecco, finì in lutti e rovine. Ad aggravare la situazione vi furono in città due tremende epidemie di peste, una nel 1656 e una nel 1691.
Con la guerra di successione spagnola, il napoletano passò all'Austria sotto l'imperatore Carlo VI. Nel 1734, con la guerra di successione polacca, Carlo III di Borbone, tolse il napoletano a Carlo VI; legittimato con la pace di Vienna nel 1738. Carlo III è considerato un re illuminato, e la città di Bari trasse molti vantaggi dal suo governo. Nel 1759, lasciò la corona al fratello Ferdinando VI, per assumere quella spagnola. Per la città di Bari, il settecento fu un periodo di continui contrasti fra la nobiltà e il clero, ricchi di privilegi, e la borghesia attiva e intraprendente.
La rivoluzione francese non ebbe ripercussioni nel Mezzogiorno, ma le nuove idee fecero maturare avvenimenti molto importanti. Nel 1798, si costituì un governo rivoluzionario. Nel 1806, l'imperatore Napoleone dichiarò decaduti i Borboni, fece occupare il Mezzogiorno e pose sul trono il fratello Giuseppe, il quale lasciò il posto al cognato Gioacchino Murat per assumere la corona spagnola. Nel 1808 Murat proclamò Bari capitale e diede il via all'edificazione del nuovo borgo. Dopo la sua morte (1815), Bari fu governata dai sovrani borbonici Ferdinando I, Ferdinando II e Francesco II, fino all’unificazione nazionale (1860).
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