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Lunedì 5 Dicembre 2016, San Saba
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Duomo di Bari

Bari / Italia
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La Cattedrale di Bari, dedicata a San Sabino, prospetta su Piazza dell’Odegitria ed è considerata il più bel monumento architettonico pugliese del secolo XIII. In realtà, quella che vediamo non è né l'antica cattedrale iniziata sotto l'Arcivescovo di Bisanzio, nel primo trentennio del secolo XI, né quella che – distrutta, in parte o totalmente la prima – fu costruita tra il 1171 e il 1188 e consacrata nel 1292. Della sorte della prima costruzione della Cattedrale, discordi sono i pareri degli storici; se fu interamente distrutta assieme al resto della città nel 1156 da Guglielmo il Malo, o se di essa, nella generale rovina, si salvò qualche cosa. La seconda costruzione, fatta o meno sullo stesso suolo, e con le stesse arcate, fu deturpata dalle goffe architetture secentesche e ancor più dalle deturpazioni barocche – compiute nel 1741 dall'arcivescovo Gaeta e dall’architetto Domenico Vaccaro – che modificarono la facciata, l’interno delle navate, l’interno della Trulla e la Cripta. I restauri effettuati alla metà del Novecento hanno ridato al tempio il suo volto medievale. In particolare, l’arredo interno fu riportato alle antiche fattezze romaniche, realizzando il ciborio, l’ambone e la recinzione del presbiterio. Sui colonnati e gli archi della navata centrale furono aperte le trifore dei matronei mai utilizzati e sostituiti con ballatoi pensili.
La Cattedrale, in stile romanico, conserva all’esterno uno dei due campanili originali (il secondo è crollato nel 1613) e presenta una cupola su tamburo ottagonale. La bella facciata principale è a spioventi, terminata a cuspide e tripartita da lesene, secondo l'ordine interno delle navate. Essa è rimasta intera solo nella parte superiore, ove si ammirano il cornicione interno e la faccia sottostante, ornata di bellissimi bassorilievi di foglie e fiorellini con stralcio ramificato. Il gran rosone centrale, nonostante i guasti patiti nell'interno, conserva la sua cornice di corona di rosario con soprastante cornice semicircolare a palmette, sulla quale si protendono figurine di sfinge e animali vari. Sulla facciata posteriore spicca il magnifico finestrone.
L’interno, solenne e armonioso, è a tre navate e tre absidi. Si notano finti matronei e i leoni stilofori all'ingresso del presbiterio, oltre alla cattedra episcopale, al pulpito e al ciborio. Ricchissima è la suppellettile marmorea e la decorazione di tutte le parti architettoniche, attribuite a grandi scultori come Alfano da Termoli, Anseremo da Trani, Peregrino da Salerno. Ricca è anche la decorazione parietale ad affresco, della quale sopravvivono alcuni resti nelle absidi minori e nella Cripta. Con il recupero del Novecento, ogni oggetto artistico è stato restaurato e riproposto alla lettura degli studiosi e dei visitatori, per ricomporre l’immagine di una delle chiese più belle di tutta l’Italia meridionale.
Dalla navata sinistra si accede a un antico battistero, chiamato Trulla, trasformato in sacrestia e alla Cripta. Quest’ultima fu restaurata nel 1156, dopo la distruzione operata da Guglielmo il Malo, e custodisce le spoglie di San Sabino. Al suo interno, si possono ammirare stupendi affreschi trecenteschi e la preziosa icona bizantina della Madonna di Costantinopoli, detta Madonna Odegitria.
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