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Giovedì 29 Settembre 2016, SS. Michele, Gabriele e Raffaele
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Castello Normanno-Svevo

Bari / Italia
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Il castello di Bari fu eretto – intorno al 1131 – su precedenti strutture abitative d’epoca bizantina. Lo volle Ruggero il Normanno, per evidenti scopi difensivi. Della struttura originale rimane ben poco perché, nel 1156, Guglielmo il Malo attaccò e distrusse la città. Qualche edificio religioso fu risparmiato, ma il castello fu ridotto a poco più di un rudere. Il complesso attuale è la ricostruzione del 1233-1240, dovuta all’imperatore Federico II, e alla genialità dell’architetto Guido del Vasto.
Durante le Crociate, il castello fu l’abituale ricovero per i cavalieri in partenza e in arrivo dalla Terra Santa. Tra il 1280 e il 1463, esso fu affidato a vari feudatari. Nel 1308, durante il Regno degli Angioini, furono arrestati e qui custoditi i Templari dell’Italia Meridionale, fino al 1312, quando l’Ordine fu soppresso.
Successivamente il castello passò a Ferrante d'Aragona, quando Bari entrò a far parte del suo dominio regio. Con gli Aragonesi l’edificio assunse la configurazione attuale, con quattro bastioni angolari a lancia. Successivamente, esso fu donato agli Sforza, in occasione delle nozze di Alfonso d’Aragona con la figlia del duca di Milano. Agli inizi del Cinquecento, il maniero divenne dimora della duchessa di Bari, Isabella d'Aragona, che trasformò il Castello in una lussuosa dimora fortificata, meta di letterati, artisti e potenti uomini di corte. In particolare, il complesso fu munito sui tre lati vero terra da una possente cinta bastionata, rafforzata da poderosi baluardi: inoltre, attorno al Castello, fu costruito un ampio fossato. Nell’Ottocento, il castello fu adibito dai Borboni a fortezza e prigione; poi divenne caserma per la fanteria e gendarmeria.
La possente e grandiosa costruzione è formato da due parti distinte: la prima comprende il mastio, di origine bizantino-normanna, trasformato da Federico II. Il mastio presenta una pianta trapezoidale, con due torri delle quattro originarie. La seconda parte ingloba i baluardi a scarpata con torrioni angolari a lancia sul fossato, che furono aggiunti da Isabella d’Aragona. Il lato nord, quello sul mare, conserva il portale ogivale (ora murato) e le graziose bifore della ricostruzione duecentesca.
Al castello si accede dal lato sud, varcando il ponte sul fossato ed entrando nel cortile tra i baluardi cinquecenteschi e il mastio svevo, sulle cui torri e cortine costruite in bozze di pietra scura, si notano diverse monofore. Sul lato ovest un portale gotico scolpito immette in un atrio su colonne con volte a crociera, dal quale si passa nel cortile interno, quadrilatero, di impianto rinascimentale, assai rimaneggiato.
In questo interno, sulla sinistra in un salone del pianterreno è presente la Gipsoteca cittadina. Accanto, un’interessante sala con volta a botte costolonata a sesto acuto, è adibita ad archivio. Al piano superiore, nel lato meridionale del castello, ha sede la Soprintendenza ai beni architettonici storici e artistici della Puglia.
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