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Mercoledì 7 Dicembre 2016, Sant'Ambrogio
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Basilica di San Nicola

Bari / Italia
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La Basilica di San Nicola fu eretta tra il 1087 e il 1097 per custodire le spoglie mortali di San Nicola, che nel 1087 sessantadue marinai baresi erano riusciti a trafugare a Mira, in Licia, e a trasportare in Italia. Quando le reliquie arrivarono a Bari, l'abate Elia – che poi divenne vescovo della città – iniziò la costruzione di una nuova Chiesa. L'edificazione fu rapida, e nel 1089 Urbano II consacrò la cripta e vi depose le reliquie: nell’ottobre dello stesso anno, vi tenne un Concilio contro la chiesa greca. La Basilica era così importante, e il Santo così venerato, che perfino Guglielmo il Malo risparmiò l’edificio dalla distruzione generale perpetrata nel 1156.
Al tempio miracoloso, oltre le folle di credenti, vennero pure, in atto di fede, papi e sovrani. Da questa basilica, Pietro l'Eremita lanciò il suo appassionato appello per la liberazione del Santo Sepolcro; qui Ruggiero il Normanno, Arrigo VI, l'imperatrice Costanza e il pallido Manfredi furono incoronati re.
Le mura imponenti, la facciata tripartita con le archeggiature in alto, le bifore, il massiccio transetto, le tre navate divise da colonne e pilastri, i matronei a trifore, sono tutti elementi caratteristici dello stile romanico.
Esterno. Semplice ma maestosa è la facciata, fiancheggiata da due torri campanarie mozze. Tripartita da lesene, essa è coronata da archetti e aperta in alto da bifore e in basso da tre portali: di questi, il mediano è a baldacchino su colonne, e riccamente scolpito. Ammirevoli sono i fianchi con profonde arcate cieche e ricche porte. Arcature cieche in basso e bifore in alto animano le alte testate del transetto e la parete continua absidale, ornata al centro da un grande finestrone.
Interno. Il maestoso interno è a tre navate, divise da colonne e pilastri, con un vasto transetto e tre absidi. Sopra gli archi sta il piano del matroneo a trifore. Il soffitto, intagliato e dorato, è caratterizzato da riquadri dipinti del XVII secolo. L'altar maggiore è sormontato da un ciborio del XII secolo, il più antico della Puglia. Nell'abside centrale degni di nota sono: il pavimento con tarsie marmoree e con motivi orientaleggianti dei primi decenni del XII secolo; la bellissima cattedra episcopale del 1105, detta “cattedra dell’abate Elia”, grande trono marmoreo ricavato da un unico blocco, che si trova alle spalle del ciborio; il cinquecentesco monumento funebre di Bona Sforza. L’altare dell'abside destro presenta un trittico quattrocentesco di A. Rico da Candia; nella parete retrostante sono resti di affreschi del Trecento. Sulla destra s’innalza il ricco altare di San Nicola, in lamina d'argento sbalzato, del 1684. Nell'abside sinistra, spicca una tavola con Madonna e Santi, del 1476.
Cripta. Per una delle scale al termine delle navate si scende nella Cripta, vasta quanto il transetto: presenta tre absidi ed è sostenuta da 26 colonne abbellite da capitelli romanici. Sotto l'altare della cripta riposano i resti di San Nicola. Dalle ossa del Santo, patrono della città, i monaci avrebbero estratto un liquido con poteri miracolosi, chiamato “manna”. Ecco perché sono attribuite a San Nicola le qualità di taumaturgo.
Museo. Il museo, ordinato nella navata destra, presenta i pezzi superstiti del c.d. Tesoro di San Nicola (reliquiari, candelieri, manoscritti miniati), ai quali sono stati aggiunti dipinti, suppellettili, arredi e soprattutto sculture, spesso frammentarie, rinvenute all'interno delle torri o sotto i pavimenti del transetto e della cripta durante recenti lavori di restauro.
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