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Domenica 4 Dicembre 2016, San Giovanni Damasceno
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Palazzo della Dogana

Avellino / Italia
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Il Palazzo della Dogana prospetta su Piazza Amendola ed è uno dei primi edifici sorti al di fuori della vecchia Abellinum. La struttura originaria risale alla fine del secolo XI. Da semplice deposito di derrate, la Dogana di Avellino divenne via via il fulcro politico, burocratico, commerciale e tributario della città: alla stregua di una moderna “borsa merci”, essa fissava il listino dei prezzi correnti, cui si attenevano anche le vicine zone di Napoli, Amalfi e Capri.
Deteriorato dalle lesioni del tempo, l’edificio fu ristrutturato nel Seicento, su commissione del Principe Francesco Marino Caracciolo. L’architetto bergamasco Cosimo Fanzago vi lasciò profonda impronta. La facciata fu concepita come una quinta scenica della Piazza Centrale (oggi Piazza Amendola), con una serie di nicchie e lunette in cui furono sistemate dieci statue, alcune di epoca romana, altre rinascimentali. Pinnacoli, anfore e altri elementi decorativi completavano la parte alta. Sul frontespizio si notano ancora due leoni in pietra, che reggono lo scudo dei Caracciolo; più in alto, due stemmi araldici completano il frontespizio.
Nel primo Novecento l’edificio fu adattato a sala cinematografica. Successivamente fu trasformato in cinema-teatro e intitolato a Re Umberto. Danneggiata dai bombardamenti alleati del 1943 e dal terremoto del 1980, la struttura fu poi restaurata. Dopo il violento incendio del 17 dicembre 1992, rimase solo la facciata.
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