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Lunedì 26 Settembre 2016, SS. Cosma e Damiano
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Duomo di Avellino

Avellino / Italia
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Il Duomo di Avellino si affaccia sulla piazza omonima, è dedicato all’Assunta ed è considerato l’edificio religioso più importante della città. La sua costruzione risale al X secolo, ma l’edificio originario - chiamato Chiesa Madre di Santa Maria e diventato cattedrale in seguito alla ricostituzione della Cattedra Vescovile avellinese nel 969 - è stato tante volte modificato, restaurato e riattato nei secoli da uscirne trasformato. Qualche cenno: nel 1132 fu abbellito il frontespizio con marmi tolti, forse, da un'altra più antica cattedrale; il vescovo Guglielmo ampliò l'edificio, chiudendolo con un atrio; i vescovi successivi non tralasciarono di abbellirlo e di restaurarlo, dopo i vari terremoti; la cripta romanica, che costituisce il nucleo più antico del Duomo, fu ristrutturata nel Seicento; il vescovo Martinez, nel 1788, adornò il tempio di una maestosa scalinata, in stile tardo barocco. A metà Ottocento, anche l'interno della chiesa è stato del tutto rimodernato, in forma pesantemente barocca. L'ultimo restauro, voluto dal vescovo Pasquale Venezia, fu terminato nel 1985.
La facciata, neoclassica ed elegante, fu disegnata dall’architetto Pasquale Cardola intorno al 1860; è in marmo bianco e grigio, alabastro e basalto, provenienti dalla cava di Gesualdo. Le tre porte del prospetto, in bronzo cesellato, sono opera di Giovanni Sica; quella centrale mostra scene della storia religiosa e civile della città e della diocesi. A fianco di essa stanno due nicchie, con le statue di San Modestino da Antiochia Vescovo e Martire, patrono di Avellino, e di San Guglielmo da Vercelli Abate, patrono dell’Irpinia. Notevole all’esterno è anche il campanile: la base fu costruita con pietre provenienti da edifici romani del I secolo a.C., mentre la cupola a cipolla fu aggiunta nel Settecento.
L'interno è a croce latina e presenta tre navate, con dieci cappelle laterali dalla svelta forma architettonica, che contengono statue e dipinti di pregevole fattura. Fra le opere più importanti, si notano: il grandioso altare maggiore, adorno di ricchissimi marmi; un dipinto con l'Adorazione dei Magi, opera del Cinquecento attribuita a Marco Pino da Siena; un reliquiario contenente la Sacra Spina della Corona di Gesù, dono di Carlo I d'Angiò; la statua in legno dell’Immacolata Concezione, opera di Nicola Fumo da Baronissi, che viene portata in processione il 15 agosto; il cinquecentesco coro, impreziosito da vari bassorilievi che rievocano la Passione del Redentore. Notevole è poi il soffitto della navata centrale, con il suo magnifico cassettone ligneo: al centro spicca l’Assunzione in Cielo della Beata Vergine Maria, dipinta nel 1705 da Michele Ricciardi.
Le reliquie di San Modestino sono conservate nella cappella del Tesoro di San Modestino che si trova, insieme alla cappella della SS. Trinità, ai lati del transetto.
Sotto il Duomo è la piccola chiesa di Santa Maria dei Sette Dolori, detta anche Cripta dell’Addolorata, con affreschi di fine Settecento e capitelli romani e medievali. A fianco della cripta è stato recentemente allestito un piccolo Museo del Duomo, con opere recuperate dopo il terremoto del 1980.
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