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Lunedì 5 Dicembre 2016, San Saba
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Carcere Borbonico

Avellino / Italia
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L’ex Carcere Borbonico di Avellino sorge in Corso Vittorio Emanuele II, di fronte alla nuova Chiesa del Santissimo Rosario. L’edificio, voluto da Ferdinando I d’Austria, fu progettato nel 1826 dall'ingegnere Giuliano De Fazio, che s’ispirò al modello teorizzato dal filosofo e giurista inglese Sir Jeremy Bentham, nell’opera intitolata Panopticon. Rivoluzionario per la sua epoca – seconda metà del Settecento –, Bentham propugnava l’umanizzazione della pena, ossia l’idea che il carcere, oltre che luogo di pena, potesse e dovesse diventare anche luogo di rieducazione: era quindi essenziale ridisegnare – tra l’altro – l’edilizia carceraria. Nel 1832 il nuovo carcere avellinese era ultimato e accoglieva un primo nucleo di detenuti.
La struttura presenta una forma esagonale, con bracci che si dipartono da una rotonda centrale, dalla cui cima si poteva sorvegliare il tutto. Il Carcere era separato dalla strada da un muro (alto circa un metro e mezzo); questo muro e le mura esterne del Carcere erano separati da un profondo fossato. Agli angoli del carcere sorgevano torrette cilindriche, ora scomparse, come le mura esterne. La struttura comprende altri cinque grandi edifici e al centro ospita una cappella e un sesto edificio dove erano alloggiati il Direttore e gli uffici.
Dismesse le funzioni di carcere dopo il sisma del 1980, il complesso ospita una splendida collezione di presepi, la Pinacoteca Irpina, il Museo del Risorgimento, e una ricca esposizione di Lapidario. Di tanto in tanto il complesso ospita mostre, concerti e rappresentazioni teatrali.
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