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Martedì 27 Settembre 2016, San Vincenzo de' Paoli
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Guida Avellino

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Quali sono i posti da visitare a Avellino? Qui puoi trovare una guida di Avellino e molte informazioni utili: ristoranti, hotel, attrazioni, interessanti monumenti da visitare a Avellino.
“Più volte devastata, Avellino presenta scarse illustrazioni della sua lunga storia; lo leggo in un libretto riguardante l'Irpinia, edito nella città. Essa è resa piacevole dal panorama della verde conca che la circonda. E appunto perche non distratti dal richiamo di troppi monumenti famosi, possiamo qui vedere in maniera più limpida alcune condizioni, alcuni bisogni, alcune tendenze degli animi, che si ripetono in quasi tutto il Mezzogiorno, specie nelle zone meno ricche. Ad Avellino, più che guardare, si parla”.
Così Guido Piovene, nel suo “Viaggio in Italia” del 1957, descrive la città di Avellino; poche righe, un quadro reale, cui però sentiamo di dover aggiungere qualcosa.
Capoluogo provinciale dell’Irpinia e della Regione Campania, Avellino, con poco più di 56.000 abitanti, si estende nella Valle del Sabato. Il nome "Hirpinia", che definisce la provincia di Avellino, deriva dalla lingua osca: “hirpus” è il lupo, che abita ancora in quella zona e la rappresenta come simbolo. La provincia di Avellino, chiamata la “Verde Irpinia”, si estende su una superficie di circa 2.800 chilometri quadrati, occupati da montagne per due terzi e da colline per il restante territorio; praticamente priva di aree pianeggianti, la provincia comprende i picchi più alti dell'Appennino Campano.
In città, l’edilizia moderna, nuova e funzionale, convive con l’edilizia del Centro Storico, ossia con quanto Avellino ha di storico e, in particolare, di medievale. Percorrendo l’itinerario tipico che qui si propone, si noterà che la città moderna è una continuazione quasi spontanea di quella antica.
Si parte da Piazza Libertà, centro vitale e virtuale della città, dove è possibile ammirare il seicentesco Palazzo Caracciolo, recentemente restaurato e oggi sede dell'amministrazione provinciale, e la Curia Vescovile. Percorrendo poi il breve tratto di Via Nappi si può osservare il Palazzo della Dogana, costruito nel Medioevo per finalità commerciali e rimaneggiato nel 1657 per iniziativa del Principe Marino Caracciolo. Nella stessa piazza si possono ammirare il Monumento-Obelisco a Carlo II d’Asburgo e la barocca Torre dell'Orologio. Percorso il breve tratto di Via Duomo, si raggiunge la piazza omonima, dove sorge la Cattedrale dell’Assunta, che risale al X secolo e che fu ampliata nel 1132 per ospitare le reliquie di San Modestino. All'interno preziosi dipinti del '500 e del '600, un pregevole coro ligneo del '500, una splendida cripta romanica. Importante anche il campanile, accessibile da un cortile interno, che reca evidenti le testimonianze di tre diversi livelli di costruzione, riferibili all'antica Abellinum. Sotto la Cattedrale c'è la chiesetta romanica di Santa Maria dei Sette Dolori, ricavata nel XVII secolo con modifiche della primitiva Cripta. I restauri hanno riportato alla luce affreschi tardo-settecenteschi, capitelli romani e medioevali e colonne longobarde.
Alle spalle della Cattedrale merita attenzione il Palazzo de Conciliis ove dimorò fanciullo Victor Hugo. Tornati in Piazza Amendola, proseguendo per via Umberto, a breve distanza si trova la Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, del XVI-XVIII secolo, che presenta sull'altare maggiore, barocco, un affresco della Vergine di Costantinopoli. Nelle vicinanze c'è la Fontana di Bellerofonte, voluta da Francesco Marino Caracciolo e disegnata dal Fanzago.
Proseguendo in direzione via Francesco Tedesco si giunge in Piazza Castello, dove è possibile ammirare i ruderi del Castello Longobardo, per il quale sono attualmente in corso opere di restauro conservativo. Il Castello ebbe ospiti illustri, da Papa Innocenzo II agli imperatori Lotario ed Enrico IV, Francesco D'Este, Bernardo Tasso e il letterato Giambattista Basile.
Ritornati in Piazza Libertà, è possibile percorrere l'ampio rettilineo del Corso Vittorio Emanuele, che, col Viale Italia (nota per avere ospitato a lungo platani secolari) traccia un percorso di circa due chilometri. Sul percorso troviamo Palazzo De Peruta, attuale sede municipale, il Convitto Nazionale Pietro Colletta e l'ex Carcere Borbonico, voluto nel 1824 da Ferdinando di Borbone per realizzare una struttura carceraria in linea coi tempi e ispirata alle teorie dell'inglese Jeremy Bentham, oggi sede di esposizioni e convegni.
Dell'architettura religiosa fanno parte le Chiese del Carmine (Via Triggio), di San Giovanni Battista (Via Tedesco), di Santa Maria delle Grazie (Via Santa Maria delle Grazie), nonché le chiese di Santa Maria del Rifugio, di San Generoso, di Santa Maria di Monserrato, dei Cappuccini e di Sant’Alfonso.
Al turista che giunge ad Avellino, si consiglia qualche escursione anche nei dintorni della città: vari itinerari consentono di visitare le Abbazie Del Loreto e di Montevergine, l'appena restaurato Castello di Atripalda ed il centro-storico di Manocalzati. Il tutto accompagnato da una bella pausa in qualche agriturismo della zona, nel quale poter gustare vini, formaggi e cibi di qualità.
Favorita da moderne strutture ricettive, Avellino è una città accogliente, aperta, ospitale e non ha nulla da invidiare alle più belle città d'Italia. Oggi, inoltre, pian piano sta recuperando, attraverso la riqualificazione urbana e la promozione d’iniziative culturali, il proprio ruolo di Città-Capoluogo d'Irpinia e si sta preparando a divenire punto di riferimento per l'intera Regione. L’Irpinia è un territorio ricco e stimolante che merita di essere visitato e assaporato in tutte le particolarità che lo rendono unico.

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