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Venerdì 28 Luglio 2017, Sant'Innocenzo I
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Visitare Asti - guida breve

 

Cattedrale di Asti

Cattedrale di Asti Dedicata a Santa Maria Assunta e a San Gottardo, la Cattedrale prospetta sull'ampia e appartata piazza omonima. E' la più grande chiesa del Piemonte e il più importante esempio di gotico dell'Italia settentrionale. L'edificio fu costruito inizialmente in stile romanico-lombardo su pianta a tre navate, e coperto da una spaziosa galleria. Secondo le usanze del tempo, ospitava anche le riunioni del Consiglio Comunale. Nel 1266 il campanile originale fu sostituito da quello che – nonostante la riduzione dimensionale apportata nel Settecento – possiamo ancor oggi ammirare. Qualche tempo dopo, fu deciso di modificare anche la Chiesa e di riedificarla secondo i canoni estetici dell'epoca, vale a dire in stile gotico. Nel 1354 l'opera è terminata e si presenta come una stupenda costruzione a tre navate in stile gotico lanceolato in cui predominano le linee verticali e gli archi a sesto acuto. Il passare del tempo ed il mutare del gusto non hanno però giocato a favore della bella cattedrale che durante il Seicento è snaturata da cappelle barocche e ridondanti decorazioni che poco hanno a che fare con l'originale rigore architettonico e l'armonia delle linee semplici.
Sulla facciata spiccano tre portali del XV secolo sormontati da rosoni e alti pilastri. L'entrata sul fianco destro, scandito da contrafforti e alte monofore, è protetta da un protiro di stile gotico fiorito. Maestoso l'interno, a croce latina, che si presenta a tre navate slanciate e luminose, alte 24 metri. Suggestivo, intorno al presbiterio, il susseguirsi delle sagrestie e degli ambienti dei canonici. Fra le opere d'arte pittorica che il tempio conserva, spiccano: l'Adorazione dei Magi, di Francesco Bassano, detto il Bassanino; la Madonna del Banchiere, lo Sposalizio della Madonna, la Genealogia della Madonna e la Deposizione, di Gandolfino da Roero; la Risurrezione di Guglielmo Caccia, detto il Moncalvo; affreschi settecenteschi di F. Fabrica, G.B. Rocca, C. Carloni e G. Perego. Sculture notevoli sono il gruppo di Maria fra gli angeli, apostoli e santi ed il Gruppo statuario del Cristo morto. Da ammirare sono anche le due acquasantiere, una preromanica, l'altra gotica, su capitelli romani; il fonte battesimale del Quattrocento; la trecentesca pietra tombale del vescovo Baldraco Malabayla; la duecentesca targa marmorea di A. Moneta, primo esempio di monumento equestre in Piemonte.
 

Chiesa della Madonna di Viatosto

Dedicata a Santa Maria Ausiliatrice, la chiesa sorge a Viatosto, località incantevole a poco più di tre chilometri dal centro di Asti. Il tempio fu costruito verso la metà del Trecento, sopra un preesistente edificio del secolo XI; fu poi ampliato nel Trecento, con l'inserimento di elementi gotici ogivali che si armonizzano perfettamente con le precedenti strutture di stile romanico.
L'esterno è in mattoni a vista. Sulla facciata spicca un portale a forte strombatura, che presenta cordonature bianco-rosse in cotto e arenaria. Nella lunetta sovrastante, un affresco – opera di G. Manzone e di O. Bausano – raffigura la Madonna e simboli della campagna. L'interno, basilicale e privo di transetto, è a tre navate, suddivise da due ordini di pilastri. Sui capitelli, le chiavi recano in rilievo stemmi gentilizi o di ordini monastici. Le pareti laterali della chiesa sono ricche di affreschi del Tre-Quattrocento, restaurati di recente. Si notano in particolare: un San Giorgio che uccide il drago, un’Annunciazione, una Madonna che allatta il Bambino, un San Giovanni Battista mentre predica la penitenza. Notevoli sono anche il gruppo scultoreo in arenaria dipinta che raffigura l'Incoronazione della Vergine tra angeli oranti e musicanti, e una Madonna lignea del Trecento.
 

Collegiata di San Secondo

La chiesa dedicata a San Secondo, patrono di Asti, sorge sul luogo in cui, secondo la tradizione, il santo subì il martirio nel 134 d.C. L’edificio fu costruito tra il VII ed il IX secolo, ma fu poi ricostruito in forme romanico-gotiche fra il Duecento e il Quattrocento. In questo periodo il tempio accolse il Collegio di Canonici; la chiesa divenne quindi Collegiata.
Il campanile romanico è del secolo XI. La facciata è a capanna e mostra tre portali, ognuno dei quali è sormontato da un rosone. Alcune cappelle poligonali si aprono sulla fiancata destra dell’edificio. Delle tre absidi, illuminate da alte finestre, quella di mezzo risale al XIII secolo.
L’interno, a tre navate, è assai ampio. Nonostante le modifiche subite nel tempo, soprattutto nella parte absidale, ha mantenuto i costoloni e le volte a crociera originali. La chiesa contiene pregevoli opere d’arte, tra cui: frammenti di affreschi del Quattrocento e un bel polittico rinascimentale, attribuito a Gandolfino d’Asti. Nella prima cappella della navata destra, sono esposti i drappi del Palio cittadino ed una ricostruzione del Carroccio astigiano. Sotto l'altar maggiore sta la cripta, che risale al VII secolo ed è quanto rimane della chiesa primitiva. Essa contiene le reliquie di San Secondo, chiuse in un’urna d’argento.
 

Complesso di San Pietro in Consavia

San Pietro in Consavia Il Complesso di San Pietro in Consavia sorge in Corso Alfieri ed è uno dei più significativi monumenti astigiani. La chiesa, in stile tardo-romanico piemontese, risale alla metà del Quattrocento e presenta all’esterno un bel fregio in cotto, ripreso intorno alle finestre. All'interno, un bassorilievo di marmo del Trecento è stato adattato ad altare. Dalla chiesa si accede al Battistero, che per la sua forma ottagonale è chiamato "La Rotonda". Costruito probabilmente sui resti di un piccolo tempio romano, il Battistero è il più antico monumento della città. All’interno, la cupola poggia su un giro di otto colonne a capitelli cubici. Al centro, si trova un bel fonte battesimale del Cinquecento. Nel chiostro del complesso ha sede il Museo Archeologico e Paleontologico.
 

Cripta di San Giovanni

La Cripta di San Giovanni si trova sotto la Basilica di San Giovanni, che sorge presso la Cattedrale. Cripta e basilica facevano parte del c.d. complesso basilicale di Asti: nella basilica si celebravano i battesimi. La cripta presenta quattro colonne, che suddividono lo spazio interno in sei campate e sono sormontate da capitelli dalle figure antropomorfe. Osserva San Beltramo che le coperture, a crociera e senza costoloni, “sono realizzate con materiale di spoglio; anche le colonne recuperano elementi più antichi, tre in granito e uno in sienite. I capitelli di diversa provenienza sono riferibili a periodi differenti: all'VIII secolo quelli che presentano una decorazione ad incisione con disegni di foglie, mentre altri due sono di età tardo-romana, con foglie striate a lobi spinosi e piccoli caulicoli”.
Dal 1997 il complesso basilicale è sotto restauro, riqualificazione e indagine archeologica. Al suo interno si prevede la creazione del Museo Diocesano, con un percorso museale sotterraneo in cui saranno esposti reperti romani ed altomedievali.
 

Musei di Asti

ARAZZERIA SCASSA
Via dell’Arazzeria, 60
Ha sede presso l’antica Certosa di Valmanera ed espone una ventina di grandi arazzi realizzati, con tessitura “ad alto liccio”, dall'annesso laboratorio. Gli arazzi sono tessuti su bozzetti di quadri di sommi pittori contemporanei, italiani e stranieri, tra cui Cagli, Capogrossi, Guttuso, Casorati, De Chirico, Matisse, Mirò, Dali, Klee, Kandiskij. E’ possibile visitare anche il laboratorio.

MUSEO ALFIERIANO
c/o Palazzo Alfieri
Corso Alfieri, 375
Dedicato a Vittorio Alfieri, il museo si sviluppa su dieci sale del palazzo in cui nacque il poeta, che ancora conserva gli arredi originali. Vi sono esposti cimeli vari, medaglie, autografi e edizioni rare delle opere, nonché costumi e bozzetti utilizzati per le rappresentazioni teatrali delle tragedie alfieriane. Notevoli sono le incisioni e litografie sette-ottocentesche, derivanti dai ritratti del Fabre. Curiosi sono alcuni oggetti personali dell’Alfieri, tra cui una ciocca di capelli, conservati dalla Contessa d’Albany.

MUSEO ARCHEOLOGICO E PALEONTOLOGICO
Corso Alfieri, 2
Situato nella c.d. Rotonda di San Pietro del Complesso di San Pietro in Consavia, il Museo è nato dalla confluenza di quattro importanti collezioni private, donate al Comune ai primi del Novecento. L’esposizione si articola in tre sezioni. La prima, dedicata all’archeologia, propone reperti trovati nell’astigiano e risalenti ai primi tre secoli dopo Cristo. La seconda riguarda l’antico Egitto e presenta una bella serie di vasi canopici, amuleti, iscrizioni geroglifiche, nonché due sarcofagi lignei con mummie. La terza è paleontologica ed espone fossili del Terziario, ritrovati soprattutto nel Monferrato.

MUSEO CIVICO E PINACOTECA
c/o Palazzo Di Bellino
(già Palazzo Mazzetti di Frinco)
Corso Alfieri, 357
Le sezioni del Museo sono dedicate principalmente all’episodio storico della Repubblica Astese (1797) con armi, divise, documenti, e alla raccolta di sculture in legno e avorio di Giuseppe Bonzanigo. La Pinacoteca espone dipinti di scuola piemontese del sei-settecento ed una bella collezione di quadri ottocenteschi dell’astigiano Michelangelo Pittatore. La pittura e la grafica moderna sono presenti con varie opere prestigiose: alcune di esse sono firmate da Renato Guttuso e da Corrado Cagli.

MUSEO DI SAN ANASTASIO
Corso Alfieri, 365/A
Si estende sotto l’edificio del Liceo Classico “Vittorio Alfieri” ed è allestito attorno alla Cripta di Sant’Anastasio. Si tratta quindi di un museo che è, contemporaneamente, un sito archeologico. Vi si possono ammirare: la cripta, con colonne e capitelli risalenti a secoli precedenti; i resti di quattro chiese che facevano parte dell'antico monastero benedettino; reperti lapidei del medioevo astigiano, che comprendono una raccolta di sculture e frammenti architettonici dall’VIII al XVII secolo, vari capitelli romanici e stemmi delle famiglie nobili di Asti. Recenti scavi hanno portato alla luce una parte nascosta della Cripta, e molti altri reperti quali muri, pavimentazioni e parti di colonnato.

MUSEO EBRAICO
Via Ottolenghi, 8
Ha sede nei locali della sinagoga. Con documenti e testimonianze, il Museo ricostruisce momenti di cultura e di vita quotidiana della comunità ebraica astigiana, presente in città a partire dal secolo XIV e sempre molto attiva.
 

Palazzo di Bellino (Palazzo Mazzetti)

Il palazzo dei conti Grimaldi Di Bellino – detto anche Palazzo Mazzetti, perché in passato appartenne ai marchesi Mazzetti di Frinco – sorge in Corso Alfieri. L’edificio primario risale al Medioevo e fu dimora dell’antica famiglia dei Turco; quello attuale è il risultato della ristrutturazione e degli ampliamenti attuati dai Mazzetti nella metà del Settecento, alcuni, probabilmente, su disegno del celebre architetto Benedetto Alfieri. Sicuramente attribuibili a quest’ultimo sono i balconi in ferro battuto e le finestre sulla facciata di corso Alfieri, che impreziosiscono l’edificio.
Il palazzo ha uno stile severo, ma è apprezzato per le belle proporzioni e per l'interna disposizione degli appartamenti. Notevoli sono anche l'atrio, lo scalone e le sale di rappresentanza. L'importanza ed il prestigio di questo ricco palazzo sono testimoniati dagli ospiti illustri che in esso soggiornarono: tra i tanti, Giacomo Stuart, pretendente al trono d’Inghilterra, il principe di Piemonte e futuro re Carlo Emanuele III e Napoleone Bonaparte. Nell’Ottocento Palazzo di Bellino ospitò il Casino o Accademia Filarmonica. Dal 1939 vi ha sede la Pinacoteca Civica.
 

Palazzo di Città

Detto anche Palazzo Civico, o Palazzo Municipale, o del Comune, sorge in Piazza San Secondo, presso la chiesa omonima. L’edificio fu donato alla città di Asti nel 1558, da Emanuele Filiberto di Savoia: il Comune, che in precedenza aveva sede nelle vicinanze della Cattedrale, ne prese possesso il 16 settembre dello stesso anno. Verso il 1730, le sue strutture medievali furono completamente trasformate, con un intervento dell’architetto Benedetto Alfieri (1700-1767), che era consigliere comunale e poi divenne sindaco. L'edificio è una delle prime prove di architettura del progettista, allora trentenne.
Lo scalone d’onore fu realizzato nel 1741. La facciata si caratterizza per tre ordini di aperture, con il blocco centrale prevalente e gli elementi decorativi in netto rilievo; fu modificata nel 1817 e completata 50 anni dopo. All’interno del palazzo, si trovano una veduta prospettica di Asti del 1670 e una pianta della città del 1929. Si possono poi ammirare i notevoli affreschi di O. Baussano e P. Arri, e i ferri battuti, in stile Liberty, realizzati da A. Mazzucotelli. Degno di considerazione è anche l'archivio storico, riordinato a fine Ottocento a cura dell’amministrazione comunale. Nell’atrio del palazzo, fra le curiosità, si può osservare la cosiddetta pietra di paragone, che mostra le misure lineari “standard” dei mattoni e dei coppi, usate nell’astigiano fino al Medioevo inoltrato.
 

Rotonda di San Pietro

Detta anche Rotonda del Santo Sepolcro, la Rotonda di San Pietro è il più importante monumento romanico di Asti. Si trova in Corso Alfieri, annessa all’ex sede del Priorato dei Cavalieri Gerosolimitani di San Giovanni. La rotonda risale al XII secolo, fu trasformata in battistero nel 1280 e rappresenta uno delle tipologie primitive dello stile romanico. La struttura richiama la basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme e, sormontata da un alto tiburio, è ottagonale all'esterno e circolare all'interno; la volta a padiglione, affrescata nel Seicento, poggia su otto colonne nane di arenaria. Accanto alla rotonda sorge la chiesa sconsacrata di San Pietro in Consavia, eretta in periodo rinascimentale, con bei fregi in cotto. Dal chiostro gotico della Casa dei Gerosolimitani si accede al Museo Archeologico e Paleontologico.
 

Torre Troyana

Torre Troyana Detta anche Torre dell’Orologio e unita al palazzo omonimo, la Torre Troyana prospetta su Piazza Medici. Essa fu costruita dalla nobile famiglia dei Troya, probabilmente nella seconda metà del Duecento, nel periodo in cui Asti ebbe un grande rinnovamento edilizio. I Troya appartenevano all'aristocrazia mercantile cittadina e praticavano attività bancaria e finanziaria in varie città europee. La Torre Troyana è sicuramente una delle torri medievali più imponenti e meglio conservate di tutto il Piemonte. Nel Quattrocento, estintasi la famiglia Troya, essa passò al Comune e assunse la funzione di torre civica. Nel 1531 fu installata la campana civica, per il suono delle ore e degli altri avvisi di interesse pubblico. In particolare, fino alla seconda metà dell’Ottocento, il suono della campana invitava gli scolari astigiani a recarsi alle pubbliche scuole nell'ora stabilita.
Restaurata di recente, la struttura è a pianta quadrata con lato di circa 5 metri, si erge in altezza per 44 metri e si presenta in muratura a vista. Caratteristiche sono le belle bifore con archi a tutto sesto, distribuite su tre piani, e la fascia terminale, scandita in tre ordini di archetti ciechi in cotto e arenaria.
Dopo alcuni restauri, la torre è stata recentemente aperta al pubblico. Per una scala di 199 scalini, si può salire al piano dei merli, da cui si gode uno stupendo panorama della città e del territorio circostante.