La struttura fortificata della città rifletteva la sua naturale posizione strategica. Asti è sempre stata città di confine e di passaggio degli eserciti, specie in epoca romana, ma anche nei secoli successivi. Fu questa struttura a consentire ad Asti di resistere alle orde di Alarico e di opporsi strenuamente al Barbarossa. Giosuè Carducci ricorda questi episodi, con i versi del suo Piemonte:
« ... e ad Asti
repubblicana.
Fiera di strage gotica e de l'ira
di Federico, dal sonante fiume
ella, o Piemonte, ti donava il carme
novo d'Alfieri... ».
La città racconta la sua storia millenaria attraverso le torri, le chiese, i palazzi settecenteschi, l'impianto urbanistico del centro, che mantiene la composizione a raggiera degli antichi Comuni. Asti, infatti, è la città del Piemonte che porta maggiormente intatti i segni dell’origine medioevale: magnifiche chiese, palazzi, torri e case-forti guidano alla scoperta di un meraviglioso patrimonio edilizio e monumentale. La sua tradizione medievale è esaltata alla terza domenica di settembre di ogni anno dal grande corteo storico di più di mille figuranti e dalla corsa del Palio, che si svolge in piazza Alfieri.
Il fascino di Asti si scopre lentamente, angolo per angolo, girando e perdendosi nelle strette strade che sboccano su ampie piazze, dove la gente si incontra per condividere racconti ed esperienze. Ovunque ti segue l’ombra della maggior gloria cittadina, Vittorio Alfieri (1749-1803), poeta e scrittore che rinnovò il teatro tragico italiano e fu tenace propugnatore delle libertà civili. Fra i suoi contemporanei, pochi si resero conto della sua grandezza di uomo, di patriota e di artista. Tra questi ci furono il Parini e soprattutto il Foscolo, che nei Sepolcri così ricorda l’astigiano, immaginandolo a Firenze, nel tempio di Santa Croce, a contemplare le tombe dei grandi uomini del passato:
« … E a questi marmi
venne spesso Vittorio ad ispirarsi.
Irato a’ patrii Numi, errava muto
ove Arno è più deserto, i campi e il cielo
desioso mirando; e poi che nullo
vivente aspetto gli molcea la cura,
qui posava l’austero; e avea sul volto
il pallor della morte e la speranza
. Con questi grandi abita eterno: e l’ossa
fremono amor di patria. … ».
Fuori dalla città la provincia racchiude un patrimonio paesaggistico tutto da scoprire: le terme di Acqui, le colline delle Langhe e del Roero, il Monferrato con il suo alternarsi di boschi e viti e le colline del Barbaresco dove la cultura del buon vino regna sovrana e dove è possibile riscoprire, grazie al turismo gastronomico, i sapori di una cucina antica che ha mantenuto intatte le sue tradizioni. Tra i numerosi e splendidi vini della zona, ricordiamo come il Moscato Bianco di Canelli, da cui si ottiene l'ottimo e famosissimo spumante; la Malvasia di Casorzo e di Castelnuovo Don Bosco e di Schierano, le cui uve danno vini rosati; il Brachetto dell'alto Monferrato, il Barbera, il Ruché di Castagnole Monferrato. E ancora il Dolcetto, il Grignolino, la Freisa, il Cortese. La provincia di Asti regala anche un itinerario storico-artistico che si snoda attraverso il sistema delle chiese romaniche, lungo l'antichissima Via Francigena fino alle decine di castelli medioevali, testimoni di una grandezza che tra il secolo XI e il XIV vide i banchieri astigiani protagonisti in Europa.
E’ facile perdersi per le colline astigiane, dominate da piccoli borghi, castelli dall’antico splendore e riscoprire il piacere di conoscere la gente e la cultura del posto. La provincia di Asti è in grado di stupire offrendo panorami diversi ad ogni angolo, dove colori mai uguali regalano all’osservatore emozioni sempre nuove.
Asti è un luogo ideale dove trascorrere un soggiorno tra cultura e natura, riscoprendo il piacere della buona tavola e della vita all’aria aperta.

