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Lunedì 26 Settembre 2016, SS. Cosma e Damiano
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Storia di Assisi

Le origini di Assisi - come quelle di molte città dell’Umbria - sono incerte e leggendarie: è tuttavia probabile che risalgano al 1800 a.C. In origine, le pendici del Monte Subasio erano sicuramente abitate da una popolazione - gli Umbri - insediata da tempo nell’Italia centrale. Successivamente, nel I millennio a.C. la zona cadde sotto l’influenza degli Etruschi, che però ad Assisi lasciarono poche tracce. Assisi s’ingrandì e assunse importanza in epoca romana: ciò è ben documentato dalle numerose vestigia del municipium, chiamato Asisium e attribuito alla tribù Sergia. Tra queste vestigia sono rimasti alcuni resti del Foro, la facciata del Tempio di Minerva, ben conservata, l'anfiteatro, epigrafi, cisterne, tratti di mura. Nelle vicinanze di Assisi, intorno al 50 a.C. nacque il poeta latino Sesto Properzio, che frequentò il circolo di Mecenate, cantò l'amore per Cinzia e morì a Roma poco più che trentenne.
Il Cristianesimo vi ebbe presto diffusione. Vi fu predicato dai discepoli di San Pietro nell’ultimo quarto del secolo di Cristo, poi da S. Feliciano verso il 220, quindi da San Rufino che vi si stabilì primo vescovo e subì il martirio nel III secolo. All’epoca di Costantino caddero i templi pagani e, sulle loro rovine, sorsero quelli cristiani. Dopo la caduta dell'Impero, Assisi fu assediata e conquistata dai Goti di Totila (545), ripresa dai Bizantini e più tardi assoggettata dai Longobardi; quindi seguì le sorti del Ducato di Spoleto.
Verso il Mille, la città cominciò a tessere la propria libertà comunale e risentì l'influsso di un certo risveglio religioso e culturale che si diffondeva rapidamente anche nel resto d'Italia. Vengono fondati chiese e monasteri, costruiti o fortificati i castelli: la pianura, dopo la paziente opera di bonifica dei monaci benedettini, fu destinata all'agricoltura. Assisi fu amministrata saggiamente dai consoli eletti dal popolo, anche se spesso la pace fu turbata da lotte tra frazioni rivali, e dovette sostenere lunghe guerre con i comuni vicini, specialmente con Perugia, per mantenere la propria sovranità e indipendenza.
Desiderosa di liberarsi dal dominio del Barbarossa, Assisi insorse con una sollevazione popolare che fu subito domata dall'esercito imperiale, e successivamente affidata al Duca di Spoleto. In questo periodo nacquero San Francesco (1182) e Santa Chiara (1194); così Assisi entrò di diritto nella storia d'Italia e del mondo. Nel 1202, durante una guerra con Perugia, Francesco fu fatto prigioniero e tenuto in carcere per oltre un anno. Dal 1206, Francesco si dedicò alla vita religiosa, attraverso il servizio dei poveri, vivendo come povero egli stesso. Famosa è la sua rinuncia pubblica, nella piazza di Assisi, a tutti i beni del ricco genitore. Francesco sarà proclamato santo nel 1228, dopo solo due anni dalla morte, da Papa Gregorio IX.
Nel 1198 la città fu ceduta dal Ducato di Spoleto al papa Innocenzo III che confermò i privilegi della chiesa di Assisi con una bolla papale. Nel secolo successivo i confini della città si estesero rapidamente e l'autorità si accentrò nella figura del podestà. Dopo il dominio imperiale e quello papale, la vita cittadina subì gli umori di numerose famiglie di nobili e di condottieri. Le lotte per la libertà furono comunque associate con quelle interne, dove due famiglie primeggiarono su tutte: quella dei Nepis (Parte de Sopra), e quella dei Fiumi (Parte de Sotto), che si contesero a lungo il predominio della città, alleandosi di volta in volta con le potenti signorie della regione e chiamando in proprio aiuto agguerriti capitani di ventura. Oggi, a ricordare questa pagina della storia assisana, così ricca di avvenimenti, si celebra il Calendimaggio, ove la contesa, seppure animosa, è nei canti d'amore.
Il XIV secolo vide affluire ad Assisi i maggiori artisti dell’epoca, per celebrare la gloria del Poverello, il cui ordine aveva ben presto varcato i confini d’Italia. Nella grande basilica, sorta sul luogo ove fu seppellito il Santo, lavorarono Cimabue, Giotto, Simone Martini, Pietro e Ambrogio Lorenzetti e tanti altri illustri maestri. Assisi divenne così uno dei centri culturali più importanti della penisola e fu onorata dalla visita di Papi e delle massime autorità religiose. Nel 1442 il Piccinino ebbe ordine da Perugia di distruggere Assisi. Solo col tradimento le sue milizie poterono varcare le mura, portando a termine il mandato. Fu questo l'episodio che segnò il declino della città.
Tra il Quattrocento e il Cinquecento, si susseguirono varie Signorie, fra cui quelle di Gian Galeazzo Visconti, dei Montefeltro, di Braccio Fortebracci da Montone e di Francesco Sforza. Una sanguinosa incursione del Valentino - nel 1503 - provocò altri danni e dimostrò che il Papato non aveva rinunciato all’antico dominio. Alla metà del '500, con la conquista dell'Umbria da parte di Paolo III Farnese, la città recuperò finalmente tranquillità e pace. Rientrata nel territorio della Chiesa, Assisi ebbe assicurati alcuni privilegi, come quello di eleggere i propri magistrati.
Nel XVII e XVIII secolo, Assisi riprese con un certo vigore l'attività culturale: furono fondate accademie e istituti. Nel 1799, quando le truppe francesi di Napoleone scesero in Italia, anche Assisi subì il saccheggio: numerose opere d'arte - specialmente del Tesoro di San Francesco - furono trafugate e inviate in Francia. Dopo la caduta di Napoleone e il Congresso di Vienna, la regione fu rassegnata al Governo Pontificio. Il Risorgimento non ebbe in Assisi episodi di gran rilevanza. Con tutta la regione, la città fu liberata dalle truppe piemontesi nel 1860 ed entrò a far parte del Regno d'Italia. Nel 1926 ebbero luogo importanti celebrazioni francescane. Assisi fu riproposta all’attenzione del mondo intero e divenne importante centro di spiritualità e una delle maggiori mete turistiche del nostro Paese.
Nel 1997, Assisi fu fortemente danneggiata dal terremoto del 26 settembre. Infatti, ci fu una scossa durante la notte, che lesionò le strutture degli edifici. La seconda scossa poco prima di mezzogiorno fece crollare sessanta metri quadri di affreschi della Basilica, distruggendo una parte dei capolavori di Giotto e di Cimabue. Questo terremoto causò anche quattro morti, tutti nella Basilica. Quest'ultima era rimasta intatta per 750 anni, anche durante le guerre, ma non resistette al sisma. Dopo un anno circa di lavori, la Basilica è stata riaperta al pubblico per il natale del 1999.
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