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Mercoledì 28 Settembre 2016, San Venceslao
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Eremo delle Carceri

Assisi / Italia
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L’Eremo è un’oasi di pace e di silenzio, nella selva del Subasio - tra i boschi di lecci e di querce - dove Francesco si ritirava in preghiera e i frati eressero poi il caratteristico convento. Si trova a quattro chilometri dalla Porta Cappuccini, e a 790 metri sul livello del mare. Gli edifici del convento sono arroccati sopra il Fosso delle Carceri. Da un piccolo chiostro con due pozzi si accede al refettorio, alle celle dei frati, alla Chiesetta di San Bernardino e alla grotta di San Francesco con il giaciglio di roccia, su cui il Santo dormiva e pregava. Un sentiero conduce attraverso il folto bosco dove si trovano le grotte dei primi seguaci del Santo di Assisi. Sembra che proprio qui si trovi il leccio dove erano soliti posarsi gli uccelli per ascoltare le parole del Santo.
La storia dell’Eremo risale al 1215, quando Francesco, invaghitosi del luogo, richiese ufficialmente in dono ai Benedettini (o forse al Comune d'Assisi) il possesso della cadente cappellina, che allora era l'unica costruzione esistente. Ottenutone il possesso, Francesco vi elesse la propria dimora (non mai fissa), servendosi, come abitazione, d'una piccola grotta sottoposta alla cappella. Il luogo rimase così come il Santo lo ricevé dalle mani dei donatori; il Beato Paolo dei Trinci, valendosi anche della rupe, vi aggiunse alcune cellette. San Bernardino da Siena ve n’aggiunse alcune altre, e fece edificare, dinanzi alla cappelluccia primitiva, una nuova chiesetta più comoda e spaziosa.
I francescani ritengono che il titolo di Carceri - Santa Maria Carcerum, o ad Carceres - sia anteriore a San Francesco (in onore del quale fu poi detto Carceres S. Francisci), e che carcere sia qui sinonimo di ritiro sacro, od eremo.
«La vita di San Francesco - scriveva il Goffin, con linguaggio poetico - rassomiglia a quest’ascesa alle Carceri: è un cammino verso le sommità dell'amore, per le aspre vie dell'abnegazione e della rinuncia. Una gioia, però, ricompensa ogni sforzo: la china è faticosa; ma ad ogni passo, la bellezza e lo spazio si parano dinnanzi, I'aria si fa più pura, i fiori selvaggi si offrono più numerosi e più colorati».
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