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Domenica 2 Ottobre 2016, SS. Angeli Custodi
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Cattedrale di San Rufino

Assisi / Italia
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La Cattedrale di San Rufino si erge in fondo all’omonima piazza rettangolare. Essa è importante non solo sotto il profilo architettonico, ma anche per la storia dell’Ordine Francescano: qui Francesco iniziò la sua predicazione. La Chiesa destinata a raccogliere le spoglie del Vescovo Martire San Rufino, che predicò il Vangelo in Assisi nella prima metà del III secolo e morì affogato nel fiume Chiascio, è in ordine di tempo la terza dedicata al santo: la prima - ricordata in una preghiera del 1060 - risaliva al secolo VIII; la seconda era una Basilica a tre navate, eretta intorno al 1030, nella quale fu trasferita nel 1036 la cattedrale (da Santa Maria Maggiore), e della quale si sono conservati il campanile e la cripta. I lavori di costruzione della chiesa attuale ebbero inizio intorno al 1140, per volere del Vescovo Chiarissimo e su progetto di Giovanni da Gubbio: lo documenta un’iscrizione muraria che si trova all’interno dell’abside.
La facciata, stupenda, si presenta in classico stile romanico-umbro ed è riccamente scolpita. E’ composta da tre sezioni, di cui le prime due divise da lesene verticali che danno slancio all’edificio. La sezione più bassa è intervallata da riquadri che si fanno più ampi tanto più ci si avvicina agli archetti che delimitano la zona mediana. I tre portali sono ampiamente decorati e risentono notevolmente degli influssi del tempo. L'arco sopra il Portale Maggiore è pieno di motivi floreali intervallati e potenziati da scene di santi. Nella lunetta all'interno del cerchio è Cristo in trono; alla sinistra, sempre in trono, è la Madonna che allatta Gesù; nella destra è San Rufino. Alla base del portone principale sono due leoni. I Grifi invece sono posti ai lati dei portali secondari; all'interno dei cerchi trovano posto alternativamente motivi floreali e animali simbolici. Nella zona mediana della facciata, al di sopra dell'elegante piccolo colonnato si stagliano i tre rosoni di imponente bellezza. Il Rosone Centrale sembra sorretto da tre telamoni che poggiano su animali mentre gli angoli di un immaginario quadrato sono quattro sculture che simboleggiano gli Evangelisti. La parte superiore della facciata, a forma di triangolo, ha un arco a sesto acuto, postumo e certamente doveva servire da supporto ad un fregio che non fu mai messo in opera. È da notare il bel campanile con base a forma quadrata poggiante forse su una cisterna romana. Al di sotto del campanile sorge una costruzione che alcuni studiosi riconoscono nella casa natale di Santa Chiara.
L‘interno basilicale è a tre navate. Nel 1571 subì un radicale intervento tardo-rinascimentale da parte di Galeazzo Alessi. Al di sopra delle volte rinascimentali sono rimaste integre le originali volte a botte. Del corredo originale è rimasto - all‘inizio della navata destra - il fonte battesimale, nel quale furono battezzati Francesco, Chiara e Federico II di Svevia, cresciuto nella Rocca imperiale di Assisi, la cosiddetta Rocca Maggiore. Sopra l‘ultimo altare destro, Cristo e santi di Dono Doni (1555), dello stesso autore assisiate, sui due altari ai lati di quello maggiore, Deposizione (1563) e Crocifissione (1563). Pregevole anche l'Oratorio di San Francesco, luogo di meditazione del Poverello.
Il Presbiterio - sovrastato da una bella cupola rinascimentale - ha forma ottagonale, con piccoli passaggi laterali che aprono alle navate. All'interno di esso vi sono alcune opere di Dono Doni (tra cui la Deposizione e Crocifissione), la Tomba di San Vitale (1370). Sotto l'altare principale è la Tomba di San Rufino. Nell’abside, un bel coro ligneo intagliato e intarsiato, di Giovanni di Pier Jacopo da San Severino Marche. Nella navata destra si trova l‘ingresso al Museo Capitolare, ove sono conservati degli affreschi staccati nell’Oratorio di S. Rufinuccio, probabilmente di Puccio Capanna (1330-40), Flagellazione, Crocifissione e Deposizione; inoltre un affresco, Sant'Antonio di Padova, e un trittico, Madonna col Bambino e santi (1460 o 1470) di Nicolò di Liberatore, l‘Alunno; reliquiari, codici miniati e capitelli della chiesa precedente.
Dal presbiterio si apre anche la Cappella del Pianto (fine Ottocento) cosiddetta perché vi è contenuta la copia in legno di una scultura in terracotta rappresentante una Pietà del secolo. XV. Tradizione vuole che dagli occhi della Madonna, alla fine del Quattrocento, siano uscite alcune lacrime.
Da ultimo, la Cripta, che si snoda sotto la cattedrale ed è composta da tre navate con volte a crociera ed abside. In essa è un sarcofago di epoca romana (III secolo) ove furono sistemate le spoglie di San Rufino. È qui il Pozzo della Mensa di epoca medioevale, profondo 28 m. A lato del pozzo sono i resti di un chiostro di epoca carolingia (X sec.). Nella volta dell’abside sono conservati resti di affreschi con i simboli degli Evangelisti (XI-XII secolo).
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