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Mercoledì 28 Settembre 2016, San Venceslao
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Duomo di Ascoli Piceno

Ascoli Piceno / Italia
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Intitolata a Sant’Emidio - protovescovo di Ascoli e martire, patrono della città - la Cattedrale prospetta su Piazza Arringo e sorge sul luogo di un precedente edificio pubblico romano. Già esistente in età paleocristiana, è stata completamente ricostruita a navata unica in forma di croce latina tra la seconda metà del secolo XI e la prima metà del XII. Di questa fase rimangono le basi delle due torri frontali, la cupola e la cripta. Dal 1482 in poi, la Cattedrale subì le trasformazioni più vistose, con la costruzione delle due navate laterali, la nuova abside centrale e, nel secolo successivo, l'avanzamento della facciata con l'incorporamento delle torri su disegno di Cola dell'Amatrice, secondo lo schema dell'arco trionfale romano. Altri significativi interventi sono stati: agli inizi del Settecento, la sistemazione della parte centrale della Cripta per l'inserimento del gruppo scultoreo di Sant’Emidio; nel 1838, l'apertura della cappella neoclassica del Santissimo Sacramento, dove sono ospitati il Polittico del Crivelli e il Paliotto d'argento (seconda metà del Trecento); negli anni 1884-1894, la decorazione ad affresco della cupola e delle volte della navata mediana eseguita da Cesare Mariani.
Il complesso edificio presenta una struttura composita, essendo il risultato architettonico di numerosi adattamenti e modifiche, succedutisi nei secoli. Si è giunti alla struttura attuale solo nel secolo XVI dopo che, tra l'altro, sono state aggiunte le due navate laterali all'unica aula originaria.
La facciata, completamente in travertino, fu eretta nel 1529-1539, su disegno di Cola dell’Amatrice. Opera pesante e piena d’incoerenze architettoniche è divisa in tre parti da quattro grandi colonne corinzie, e mostra un portale maestoso, abbellito da un cornicione frontonato, su cui si erge un’elegante balaustra cinquecentesca. Sul lato sinistro del tempio, si apre la famosa Porta della Musa, pregevole espressione d’arte tardo rinascimentale. Il nome della porta deriva da un’iscrizione latina nel transetto: essa risale ai secoli XI-XII e documenta una tradizione viva del tempo in cui, formatasi in Ascoli una vera e propria scuola di poeti in latino, si voleva che la Cattedrale fosse sorta sulle rovine di un tempio dedicato alle Muse.
L'interno, a croce latina e a tre navate, presenta un presbiterio sopraelevato, come tutto il transetto, e una grande cupola ottagonale, affrescata, come si è detto, dal pittore romano Cesare Mariani. La profonda abside, ampliata nel XVI secolo, ospita un coro ligneo della metà del XV, magistrale opera di artigianato locale, mentre il ciborio monumentale è stato ideato dall'architetto Giuseppe Sacconi alla fine dell’Ottocento. Nella cappella del Santissimo Sacramento, sono conservati il celebre Polittico di Carlo Crivelli (1473), capolavoro dell'artista veneziano, e un prezioso paliotto d'argento, ritenuto l'opera di oreficeria più importante delle Marche, databile tra la metà del XIV secolo e la metà del XV. La Cattedrale contiene pure una statua d'argento, che rappresenta Sant’Emidio: la statua è stupenda, per l’eleganza e compostezza del drappeggio e per la purezza delle linee del viso: è opera di un altro artefice ascolano, Pietro Vanini, celebre per i suoi reliquiari.
Sotto la Cattedrale si trova la bella cripta, costruita in occasione della traslazione del corpo di Sant’Emidio. Le spoglie del Santo sono custodite nel sarcofago romano del IV secolo, che funge da altare. Il gruppo marmoreo retrostante è opera di Lazzaro Giosafatti (1728-30).
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