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Mercoledì 28 Settembre 2016, San Venceslao
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Galleria Comunale d'Arte Moderna e Contemporanea

Arezzo / Italia
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La Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea è stata costituita dal Comune di Arezzo nel 1962, concretando il successo ottenuto per vari anni dal “Premio Arezzo” di pittura. La Galleria iniziò la sua attività, organizzando una serie di mostre di grande interesse. Contemporaneamente fu avviata la raccolta di un’originale collezione permanente di opere di autori italiani - soprattutto toscani - già affermati o emergenti. Le opere raccolte furono esposte fino a metà degli anni ’80 in Palazzo Guillichini, e raccolte in un catalogo dal titolo “La Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Arezzo”, curata da Enrico Crispolti. Nel 1994 fu approvato il progetto di ristrutturazione dell’ex Albergo Chiavi D’Oro contiguo alla Chiesa di San Francesco: Alla fine del 2003 fu qui inaugurata la nuova sede della Galleria, con l’esposizione delle opere della Collezione Permanente integrata da un dipinto straordinario dal titolo “La Californie” del grande Picasso.
Attualmente la nuova sede ospita grandi mostre d’arte contemporanea a carattere temporaneo, mentre le opere della Collezione si trovano immagazzinate in attesa dell’esposizione definitiva. La Collezione Permanente è costituita da opere di notevole valore realizzate nella seconda metà del novecento in Italia. Sono presenti opere:

  • di autori delle due diverse generazioni emergenti fra le due guerre (L. Castellani, Maccari, Levi, Mencio, Paolucci, Martini, Peyron, Martina, Capocchini, Ciardo);
  • che si rifanno all’ambito "informale", negli anni Cinquanta-Sessanta (Davico, De Gregorio, Clemente, Levi Montalcini, Loffredo, Carrino, Coppola);
  • che rappresentano proposizioni di protagonisti e comprimari della "Nuova Generazione" negli anni Sessanta (Berni, Vacchi, Gianquinto, Calabria, Vespignani, Attardi, Trubbiani, De Stefano, Oste, Tabusso);
  • che configurano aspetti di una linea fantastica (Cagli, Margonari, Provino), o momenti di "non-figurazione" strutturale (Nativi, Gandini), o di sperimentazione percettiva (Senesi), o di affusione lirica (Raciti, Mandelli), o di momenti di ulteriore "figurazione", o critica (Berti), o lirica (Forgioli), o narrativa fantastica (Ceccotti);
  • che esprimono il lavoro di emergenti delle nuove ricerche d’accento segnatamente individuale manifestatesi negli anni Ottanta-Novanta (S. Cardinali, Gadaleta, Habicher, Golba, G. Sani).


Vi sono, infine, numerosi autori di contesto tipicamente toscano (Venturino Venturi, C. Mannucci, Chini, Capocchini, Santini, R. Grazzini, Covili e Serafini).
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